lunedì 30 novembre 2009

Da oggi in vendita il nuovo CD di Paul.

La storica “tre giorni” di Paul McCartney, alle prese con il battesimo in musica del Citi Field di New York davanti di 120.000 spettatori e universalmente acclamato come evento epocale, verrà immortalato il 30 di novembre, quando Hear Music/Concord Music Group pubblicherà Good Evening New York City.

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Questa memorabile esperienza in musica sarà disponibile in due formati: una edizione standard in 2 CD + DVD e una versione deluxe con confezione più corposa e un bonus DVD che contiene la performance integrale del concerto tenuto sul tetto dell'Ed Sullivan Theater per il David Letterman Show (con brani poi non trasmessi in televisione). Quel 15 di luglio il traffico di Manhattan rimase bloccato. Verrà allestita anche una versione su vinile di alta qualità. Quale che sia il supporto, le trenta e più canzoni di Good Evening New York City sono un'imprescindibile attrazione per chi desideri rivivere l'emozione dei concerti del 17, 18 e 21 luglio, per quanti non fossero riusciti a trovare i biglietti e per chiunque sia interessato in un documento audio e video di una leggenda vivente. Good Evening New York City è il secondo capitolo siglato da McCartney per Hear Music. Il primo era stato, nel 2007, l'acclamato Memory Almost Full.

Come evento inaugurale in musica al Citi Field, già sito del precedente Shea Stadium, gli show del luglio 2009 hanno acquisto un significato speciale non solo per McCartney ma anche per generazioni di suoi fan. Gli show hanno avuto luogo sul medesimo sacro suolo dove nel 1965 i Beatles si produssero in quei 34 minuti che valsero come primo esempio di rock negli stadi. E dove, nel 2008, Paul si unì a Billy Joel per l'ultimo rock show prima della demolizione del vecchio stadio. Come documentato in Good Evening New York City “I'm Down”, già presente nella scaletta del 1965, è stato ripescato per gli show al Citi Fiels, per quanto questa volta l'amplificazione non sia stata sopraffatta dagli urli dei fan (per quanto in migliaia ci abbiano provato). Tra gli altri successi in Good Evening New York City vi sono fedeli riprese dei classici dei Beatles "Drive My Car”, "Got To Get You Into My Life”, "The Long And Winding Road", "Blackbird", "Eleanor Rigby", "Back In The USSR", "Paperback Writer", "Let It Be", "Hey Jude", "Helter Skelter" e “Something”, in cui appare un ukulele donato a Paul da George Harrison, più un omaggio a John Lennon in forma di medley con "A Day In The Life" e "Give Peace A Chance". L'era dei Wings è è rappresentata da “Band On The Run","My Love”,"Let Me Roll It" e dal pirotecnico tour de force di "Live And Let Die", mentre la produzione solistica di Paul spazia da "Here Today" all'allegra "Flaming Pie", da "Dance Tonight" fino a un paio di titoli da Electric Arguments, l'album del 2008 pubblicato con lo pseudonimo di The Fireman.

La versione video contenuta nella versione standard di Good Evening New York City è la ripresa del concerto diretta da Paul Becher, che ha supervisionato la regia scenica di più di duecento concerti di McCartney. La performance (33 canzoni) è stata ripresa in alta definizione usando 15 telecamere e 75 flipcam messe in azione da fan presenti nelle tre serate. Il missaggio audio, in stereo e 5.1, è stato affidato al tecnico del suono Paul Hicks, da lunga data al fianco di McCartney e che al suo attivo ha anche la recente rimasterizzazione dei Beatles (The Beatles Anthology, Let It Be... Naked) e due Grammy per il missaggio dell'album beatlesiano Love.

Il bonus DVD contenuto nella versione deluxe conterrà il filmato della performance tenuta il 15 luglio sulla terrazza esterna dell'Ed Sullivan Theater, in precedenza visibile solo come webcast sul sito del “Late Show with David Letterman”. L'esibizione, che ha rappresentato per McCartney il ritorno sul luogo del debutto televisivo dei Beatles negli U.S.A., ha avuto una vasta risonanza sulle prime pagine, calamitando un tale pubblico da paralizzare il traffico di Broadway da Columbus Circle a Times Square.

L'esibizione al Citi Field è già stata unanimemente votata da critica e pubblico come un evento unico e memorabile. Il 30 di novembre Good Evening New York City lo consegnerà alla storia.

domenica 29 novembre 2009

Life it self.....George Harrison


You are the One
You are my love
You send the rain and bring the sun
You stand alone and speak the truth
You are the breath of life itself, oh yes you are
You are the One

You're in my dream
I hold you there in high esteem
I need you more each step I take
You are the love in life itself, oh yes you are
You are the One

You are the one that I'd die for
And you're all that is real
You are the essence of that which
We taste, touch and feel

You are the One
No matter what
You are the real love that I've got
You are my friend and when life's through
You are the light in death itself, oh yes are
You are the One

They call you Christ, Vsnu, Buddha, Jehovah,
Our Lord
You are, Govindam, Bismillah, Creator of All

You are the One
No matter what
You are the real love that I've got
You are my friend and when life's through
You are the light in death itself, oh yes are
You are the One
You are my love
You send the rain and bring the sun
You stand alone and speak the truth
You are the breath of life itself, oh yes you are
You are the breath of life itself, oh yes you are
You are the One

Ricordando George..

Recentemente Paul ha dichiarato che i suoi concerti sono in un certo senso un omaggio a John, George e a Linda. E proprio il 29 novembre del 2001 all'età di 58 anni , moriva dopo una lunga battaglia contro il cancro George Harrison, il beatle timido. Io lo voglio ricordare con una delle sue canzoni più belle....Someplace Else...
Resterai sempre nei nostri cuori George!


sabato 28 novembre 2009

Paul McCartney: 'I miei concerti sono un contatto con i Beatles e Linda'


Paul McCartney alla presentazione in Gran Bretagna del suo nuovo progetto, "Good evening New York City", ha affermato che i suoi concerti sono un modo per mettersi nuovamente in contatto con i due Beatles che non ci sono più e con l'amata moglie Linda. "Good evening New York City", appena uscito, è disponibile in due formati: doppio CD più 1 DVD e doppio CD più 2 DVD. Sir Paul, incontrando alcuni giornalisti presso un locale londinese, ha detto: "Sì, i miei concerti sono in un certo senso un omaggio a John, George e a Linda. Se faccio canzoni dei Beatles naturalmente mi vengono da ricordare le sessioni che registrammo, c'è sempre dentro un elemento di ciò. Ma se faccio una cosa tipo 'Something', intendo la canzone, ovviamente penso a George...è una bella cosa, sinceramente, mi piace. In un certo senso è una rivisitazione. E' più o meno come pensare a George, stessa cosa per John e Linda. E' come dire che si è di nuovo in contatto con loro. Può anche essere una cosa triste ed emotiva. E c'è una canzone che faccio che si chiama 'Here today', è stata appositamente scritta per John".
Da Rockol.it

venerdì 27 novembre 2009

Comme des Garcons: collezione dedicata ai Beatles

Comme des Garcons celebra i Beatles. Il quartetto di Liverpool, formato da Paul McCartney, John Lennon, Ringo Starr e George Harrison, infatti, viene osannato dal celebre marchio di moda, con una collezione di t-shirt che ci riporta indietro nel favoloso mondo dei Beatles.
Davvero un bel regalo di Natale per tutti gli amanti dei Beatles, che sono cresciuti con le canzoni dei Fab Four o che hanno vissuto quel periodo direttamente, Comme des Garcons ci propone una celebrazione davvero importante, con una serie di t-shirt tutte da indossare e da ammirare.

Non solo magliette: la collezione, realizzata da Rei Kawakubo, comprende anche una serie di borsette davvero molto glamour, che incarnano alla perfezione i mitici anni Sessanta e che ci permetteranno di rivivere quegli anni e, soprattutto, ci permetteranno di respirare quell’aria di liberta’ che c’era.

La collezione Comme des Garcons dedicata ai Beatles sara’ in vendita a partire dal 27 novembre 2009, nella boutique del marchio che si trova a Londra, nella centralissima Dover Street Market.

mercoledì 25 novembre 2009

Childreen in need singolo.

Da pochi giorni, sul sito ufficiale di Paul McCartney potete vedere integralmente, cliccando sul link, il concerto che si è tenuto il 12 novembre al Royal Albert Hall a Londra per sostenere l'Associazione Children In Need.
Nel corso di questo concerto si sono esibiti artisti come Lily Allen, Dizzee Rascal, Shirley Bassey, James Corden, Leona Lewis, Paolo Nutini, Mika, Fearne Cotton, Snow Patrol, Cheryl Cole, Peter Kay, Katherine Jenkins, Muse and Take That.
Paul McCartney ha chiuso il concerto con tre brani celeberrimi dei Beatles:Back In The USSR, Get Back e nel gran finale Hey Jude con tutti gli artisti.
In completamento a questo concerto, è uscito anche un singolo, una sorta di megamix nel quale figura anche Hey Jude.
Da Maccablog.com

Paul McCartney artista del secolo


Amy Winehouse, Noel Gallagher, U2, Dave Grohl, Paul McCartney, Lily Allen, The Kings Of Leon, Robert Plant, Coldplay, Mika, Pink, Nick Cave, Arctic Monkeys, Mark Ronson et Rihanna...hanno posato tutti insieme sotto l'obiettivo di John Wright, per il numero eccezionale della rivista inglese Q, numero nel quale si celebreranno tutti i più grandi artisti del secolo. Paul McCartney intervistato in questa occasione ha parlato del suo ritiro, della sua amicizia per Michael Jackson, dei cataloghi rimasterizzati dei Beatles e del suo futuro matrimonio con Nancy Shevel.
Da Maccablog.com

martedì 24 novembre 2009

Paul McCartney cambia idea: nessuna collaborazione con Ozzy Osbourne

Non ci sarà più alcuna collaborazione tra Paul McCartney e Ozzy Osbourne. Sir McCartney, infatti, avrebbe cambiato idea senza dare spiegazioni, lasciando senza parole la già voce dei Black Sabbath. "E' stato dannatamente bello conoscere Paul, un'emozione indescrivibile. Eravamo nello stesso studio di registrazione, e io ne ho approfittato per chiedergli se gli fosse piaciuto suonare nel mio disco. Lui all'inizio sembrava d'accordo poi ha riufiutato. Sono rimasto basito", ha dichiarato Osbourne.

Paul McCartney: Ho scritto Yesterday, ma soffro lo stesso


“La fama dei Beatles non mi ha mai messo al riparo dalla vita”. Sir Paul parla a Panorama del dolore. Che quando ha bussato alla sua porta gli ha portato via la moglie Linda e due vecchi amici: George Harrison e John Lennon. Ma parla anche della canzone perfetta e dell’amicizia con Michael Jackson.

«Ciao, sono Paolo e chiamo dall’Inghilterra. Come stai?». Si presenta così, senza filtri e valletti che l’annunciano, l’uomo che ha inventato il pop e le popstar. «Colleghi, senza Paul McCartney oggi saremmo tutti in ufficio con una cravatta al collo» disse Bono a un’affollata cerimonia dei Grammy award. E nessuno osò contraddirlo. «Quel giorno afferrai il senso della mia carriera: avere evitato a qualche migliaio di persone la cravatta e la metropolitana alle 8 del mattino » specifica sir Paul, aggiungendo: «Mio italiano finito, ora inglese».

Certo che per essere il sosia di McCartney ha proprio la sua voce…
Le do una notizia: sono vivo. La storia di un incidente in auto in cui sarei morto, forse decapitato, venne inventata da un dj americano. Per rendere credibile la leggenda, si creò poi una connessione tra i miei piedi nudi sulla copertina di Abbey Road e una cerimonia funebre indiana. Sa, ai tempi degli hippie potevi raccontare di avere visto volare un ippopotamo rosso senza essere preso per un idiota. In America mi hanno chiesto mille volte se fossi Paul o il suo clone. Mi ero preparato una risposta standard: «Nessuno dei due, sono quello che ieri sera è uscito a cena con tua moglie».

Resta una curiosità: perché sulla cover di «Abbey Road» era scalzo?
Avevo un paio di ciabatte scomodissime che mi tagliavano le dita. Dopo qualche scatto le ho buttate via e mi sono messo a piedi nudi.

La scorsa estate è tornato a suonare allo Shea Stadium di New York (abbattuto, ricostruito e ora chiamato City Field) 44 anni dopo lo storico show dei Beatles. Nostalgia?
Tornare sul luogo del delitto è una perversione irresistibile per gli artisti. La magia di quelle notti è finita su Good evening New York City, un cddvd di cui sono davvero orgoglioso. Mi sono venuti a vedere in 120 mila e questa volta, lo giuro, tutti sono riusciti a sentire le canzoni.

L’altra volta, invece, come andò veramente?
Un disastro. Mi diverte pensare che nessuno abbia mai ascoltato uno dei concerti più famosi della storia. Nel 1965 ci presentammo in scena con un’amplificazione ridicola, quasi da cantina. Il risultato fu che noi sul palco non sentimmo nulla. Idem tra il pubblico, a parte le prime due file. C’erano 40 mila fan impazziti davanti a quattro tizi col caschetto che si agitavano come matti senza emettere uno straccio di suono. Visto da fuori doveva essere uno spettacolo surreale. Fu un momento irripetibile di suggestione collettiva. Io, dalla mia postazione, vedevo centinaia di fanciulle in lacrime che si strappavano letteralmente i capelli. E pensavo: ma urlano per noi o per il dolore?

A proposito di ritorni sul luogo del delitto, com’è stato suonare sul tetto dell’Ed Sullivan Theater, la casa newyorkese del «David Letterman Show» (la performance è inclusa nel dvd «Good evening New York City»)?
A metà del primo pezzo ho chiuso gli occhi per una decina di secondi. Quando li ho riaperti ho «visto» George Harrison alla mia sinistra. Per una frazione di secondo è stato come tornare sul tetto del nostro concerto a Londra nel 1970. I miei non sono flash, ma echi del passato. E gli echi, come sa bene, durano più a lungo.

Quando ha un dubbio su un episodio dell’era Beatles, si confronta con Ringo Starr?
Sì, con risultati agghiaccianti. Le nostre conversazioni sul passato sono più o meno così: Ringo, ti ricordi quando John si lanciò in piscina dal primo piano di un albergo di Monaco? E lui: no, Paul, quel tuffo lo fece George un anno prima a Parigi. Non ci prenda per vecchi signori rimbambiti, ma il periodo Beatles, come intensità, vale almeno tre vite.

La metto alla prova: si ricorda come reagì John Lennon la prima volta che gli fece sentire «Yesterday»?
Si mise a ridere aggiungendo che gli sembrava una melodia già sentita. «Dici che potrebbe funzionare?» fu la sua domanda. Per molti mesi il titolo provvisorio del pezzo fu Scrambled eggs (uova strapazzate, ndr).

Come erano i suoi rapporti con John nel dicembre 1980, quando venne ucciso dalla pistola di Mark Chapman?
John se n’è andato nell’unico periodo in cui i nostri rapporti erano più che buoni. Prima e dopo i Beatles avevamo litigato furiosamente su tutto. Nel 1980 riuscivano a parlare per 10 minuti senza sbattere giù il telefono. All’undicesimo ci dicevamo: adesso possiamo litigare un po’?

Essere un Beatles ha attutito i colpi della vita?
Per qualche tempo ho creduto che la mia posizione avesse il potere di anestetizzare le tragedie. Ma, crescendo, si impara a proprie spese che soldi e successo non mettono mai al riparo dalla vita. Quando una malattia s’è portata via Linda, la donna con cui avevo una complicità totale, non me ne è fregato niente di avere scritto Yesterday o Let it be.

Anche George Harrison è morto di cancro. Quando ha saputo dele sue condizioni?
Era tutto chiaro a entrambi dal principio, ma per molto tempo abbiamo fatto finta di niente. Ci siamo comportati come una famiglia dove certi discorsi si rimandano sempre. L’ultimo stratagemma per non soffrire, per non sentire il dolore che arriva e ti paralizza. Sa quel freddo nelle ossa che non passa mai…

Sir Paul, come si sopravvive alla propria leggenda?
Non mi volto mai indietro e non rileggo i miei diari. Se mi fermo e penso a quante persone mi hanno detto che la musica dei Beatles gli ha cambiato la vita, allora mi viene un po’ d’ansia. Sentire oggi in radio canzoni di quarant’anni fa è qualcosa che va al di là di ogni immaginazione. In questo mondo tutto passa e va, i Beatles no. In quella musica c’è qualcosa che parla al cuore e alle orecchie della gente. E mi fa specie pensare che dietro tutto questo ci sia anch’io.

E dire che in origine lei non voleva nemmeno essere il bassista della band.
Eravamo ad Amburgo intorno al 1961. Stuart Sutcliffe, il nostro uomo al basso, s’invaghisce di una fanciulla di nome Astrid e molla tutto. Decide che nella vita vuole solo fare l’amore e dipingere. Due attività nobili, ma poco remunerative. Però, contento lui… Per come era la musica allora, il ruolo del bassista corrispondeva a quello dello sfigato del gruppo. Quello timido e un po’ goffo che se ne sta in un angolo del palco al buio. Ecco, io non volevo entrare in quella parte. Poi ho accettato e, tutto sommato, ho ridato dignità a un ruolo che tutti consideravano minore e defilato.

È vero che la sua ricchezza ammonta a oltre 750 milioni di sterline?
Non so, per questo posso darle il numero dei miei commercialisti.

Che cosa c’è di normale e ordinario nella vita di Paul McCartney?
Quasi tutto, mi creda. L’anomalia inizia quando salgo sul palco e ci sono 40 mila persone in delirio che mi aspettano. Questo, lo ammetto, non fa parte della vita di un sessantasettenne qualunque. Ma non è che trascorra il mio tempo in tour. Di solito mi alzo alle 6 e mezzo, preparo la colazione per mia figlia (Beatrice, 6 anni, nata dalla relazione con Heather Mills, ndr). Le mie uova strapazzate sono il vanto di casa. Poi la porto a scuola in macchina. Della madre non voglio e non posso nemmeno fare il nome. Questo è l’accordo dopo il divorzio. Non vorrà mica farmi prendere una multa…

Quanto è grande e potente l’impianto hi-fi di casa McCartney?
Il mio rapporto con la tecnologia non è mai iniziato. Mentre tutto il mondo sta scoprendo la musica digitale, io sono appena passato dal mono allo stereo. E a dire la verità non è che mi piaccia tanto.

In «Good evening New York City» suona l’ukelele che le ha regalato George Harrison.
George aveva imparato a suonarlo durante le vacanze nella sua villa alle Hawaii. Ogni tanto si presentava a casa mia con lo strumento e improvvisavamo qualcosa insieme. Per fortuna non esistono registrazioni di quegli «ukelele moments». La nostra carriera ne avrebbe subito sicuramente danni irreparabili.

Com’è nata la collaborazione con Michael Jackson? Incontro spontaneo fra talenti o puro business organizzato dalle case discografiche?
Il giorno di Natale, credo del 1981, squilla il telefono di casa verso le 10 del mattino. Dall’altra parte, una vocina esile sussurra: sir McCartney le piacerebbe ascoltare qualche mia canzone? E io: signorina, non la conosco personalmente, se vuole mi mandi qualche nastro. A quel punto, imbarazzatissimo, mi dice: sir, sono Michael Jackson, non mi riconosce? Quel giorno è nata una grande amicizia. Michael era un uomo impreparato alla vita perché la sua vita era l’arte. Lui non camminava, danzava. Lui non parlava, cantava. I suoi consigli ai musicisti non erano tecnici, ma poetici. Cose tipo: quando prendi quella nota al pianoforte, non essere rigido, suonala come se davanti a te ci fosse il più bel tramonto del mondo. Vedrai che avrà un sound completamente diverso.

La musica dei Beatles, che fosse visionaria o psichedelica, non ha mai rinunciato al gusto per la melodia popolare. Nessuno è più riuscito a scrivere canzoni così orecchiabili senza scadere nella banalità. Qual era il segreto?
Oggi escono dischi che sembrano registrati in un’acciaieria. Solo rumore, tanto ritmo e zero melodie. Questo, molto più del download illegale, ha innescato la crisi del mercato discografico. Ma perché dovrei pagare per portarmi a casa un cd di rumori?Allora, preferisco il suono del mio trapano.

Ha glissato però sul metodo Beatles…
Non voglio sembrare presuntuoso, ma il nostro lavoro sui pezzi era straordinario. C’era la massima cura dei dettagli, l’ossessione maniacale per avere ritornelli memorabili, la voglia di sperimentare e di rifare un coro anche 30 volte finché non aveva raggiunto l’amalgama perfetto tra le voci. Se curi tutto questo con la determinazione di un artigiano, ottieni la canzone perfetta. Noi quattro abbiamo avuto il massimo rispetto per la musica. Abbiamo trattato le nostre canzoni con la cura e l’attenzione dei grandi architetti classici. Nessun edificio moderno può reggere la competizione con le grandi opere del passato. Perché dietro le grandi opere c’è sempre un grande lavoro. Dietro molta della musica di oggi non c’è invece alcun lavoro. E si sente.

Da Panorama.it

domenica 22 novembre 2009

Tutti i Beatles in una Mela USB

Tutti i Beatles in una Mela USB


Non è iTunes, ma Apple Corps e EMI hanno finalmente trovato il modo di offrire l’arte dei Beatles in formato digitale. Questa flash drive a forma di mela contiene versioni FLAC e MP3 dell’ultimo CD pubblicato, ovvero di tutto il lavoro della band ri-masterizzato in stereo.
La qualità FLAC è di 44.1KHz 24bit e quella MP3 è di 320Kbps. Ne saranno venduti solo 30.000 esemplari che saranno in vendita il 7 Dicembre al costo di 200£(223 euro circa), ma potete prenotare la vostra mela già da subito.

La versione in stick costa più di quella CD, ma i fan della prima ora potranno avere “tutti gli elementi visivi dei CD rimasterizzati, inclusi 13 mini documentari sullo studio dove sono stati registrati gli album, fotografie rare e i libretti dei CD completi”. Affrettatevi.

venerdì 20 novembre 2009

Paul McCartney nel nuovo album di Ringo Starr


E’ quanto di più vicino ad una reunion dei Beatles. Il nuovo album di Ringo Starr “Y Not”, in uscita a gennaio, vedrà la partecipazione di Paul McCartney. Gli ultimi due dei “Fab Four” tornano insieme per “Walk with you”, brano dedicato all’amicizia scritto da Starr e Van Dyke Parks con il prezioso apporto di McCartney.

“Paul stava lavorando ai Grammys ed è venuto in sala di registrazione”, spiega l’ex batterista, “Gli ho fatto ascoltare il pezzo e lui ha detto: - Dammi le cuffie - Poi è andato al microfono e ha cantato, inventandoli al momento, i back vocals del mio ritornello” E prosegue: “Questo è Paul McCartney e non c’è niente di meglio. È un genio!”.

L’album “Y Not” è stato interamente prodotto da Starr
: “I fan saranno un po’ sorpresi. Io ero il meno coinvolto nella produzione dei dischi dei Beatles. E anche nella mia carriera solista mi sono sempre avvalso dell’aiuto di grandi produttori quali Richard Perry, Arif Mardin e Don Was. Arriva però un momento nella vita in cui senti che lo puoi fare. Così ho prodotto tutto l’album per conto mio. È stato come dire -Yes, I can-”.

Oltre a McCartney, che ha anche suonato il basso nel brano “Peace Dream”, nel disco sono coinvolti Ben Harper, Joe Wash, Dave Stewart e Joss Stone.

lunedì 16 novembre 2009

Paul McCartney vince il Premio Gershwin


Sir Paul McCartney aggiungerà oggi un altro alloro alla sua corona musicale: la statunitense Library of Congress lo ha infatti nominato vincitore della terza edizione del Premio Gershwin per la musica popolare. Come riporta il quotidiano statunitense The Washington Post, il premio dovrebbe essere consegnato a Washington nella primavera del 2010, ma molti dettagli sono ancora nebulosi. La Library of Congress ha reso noto di voler organizzare una all-star band per accompagnare l'ex Beatle, ma non sono ancora stati resi noti né i nomi né il sito dove dovrebbe avvenire l'evento (quest'anno tenutosi alla Casa Bianca). "Macca", che si è detto onorato per la scelta della Library of Congress, è il primo songwriter non statunitense ad essere insignito del premio: prima di lui è toccato a Paul Simon e a Stevie Wonder.

sabato 14 novembre 2009

Il vicepresidente del Parlamento Europeo invita Paul McCartney a Bruxelles

Come da me annunciato un pò di tempo fa, Sir Paul è stato invitato al Parlamento Europeo da Edward McMillan-Scott, vicepresidente dello stesso nonché eurodeputato e illustrerà la sua campagna contro il consumo di carne il prossimo mese a Bruxelles. L'ex Beatle esporrà le sue vedute vegetariane nel quadro di una conferenza intitolata "Global warming and food policy: less meat = less heat"; Macca è certo che, diventando vegetariani o mangiando meno carne, gli effetti del riscaldamento globale sarebbero decisamente meno gravi. Alla conferenza parteciperà anche Rajendra Pachauri, responsabile ONU della commissione sui cambiamenti climatici.
McCartney, McMillan-Scott e Pachauri sono vegetariani.

venerdì 13 novembre 2009

Al via il progetto del nuovo "Yellow Submarine" in 3D


Il grande progetto del film di animazione in 3D "Yellow Submarine", ideato dalla Disney con la regia di Robert Zemeckis, sta prendendo forma. Lo stesso Zemeckis ha confermato che sta attualmente lavorando al copione e che gli piacerebbe che i due Beatles ancora vivi, Paul McCartney e Ringo Starr, partecipassero in qualche modo alla pellicola, ad esempio dando le voci ai loro personaggi. Nel film cartoon originale, del 1968 (fu distribuito il 13 novembre del 1968, esattamente 41 anni fa), i personaggi dei Beatles avevano le voci di altri doppiatori, mentre i veri Beatles apparivano in carne ed ossa solo in una sequenza finale. Il nuovo "Yellow Submarine" sarà un prodotto modernissimo dell'animazione digitale, sull'esempio di "Polar Express" o del recentissimo e spettacolare "A Christmas Carol". Il film dovrebbe essere pronto per il 2012, in tempo per le Olimpiadi di Londra. Zemeckis e la Disney potrebbero ideare anche un musical tratto dal nuovo film.
Intanto, il tribunale di Los Angeles ha imposto al sito americano Bluebeat.com di togliere dalla vendita in download e dallo streaming tutto il repertorio dei Beatles. Vendita e streaming non erano autorizzati e la EMI aveva presentato una denuncia. Bluebeat affermava di vendere solo versioni ri-registrate delle canzoni, ma non sono stati trovati elementi sufficienti per appurare questo aspetto. L'escamotage usato da Hank Risan, il proprietario di Bluebeat che vendeva le canzoni dei Beatles a un quarto di dollaro ciascuna, era di usare una tecnologia chiamata "simulazione psico-acustica", con versioni ri-registrate delle canzoni che suonavano identiche alle originali, come una sorta di tribute-band digitale. L'appuntamento in tribunale è fissato al 20 novembre.

RADIO: DA LUNEDI’ SU RADIO CAPITAL NUOVO ALBUM MCCARTNEY

Da lunedi’ 16 novembre, in anteprima esclusiva su Radio Capital il nuovo album di Paul McCartney “Good Evening New York City” in uscita il 4 dicembre per la per la prestigiosa etichetta Hear Music/Concord Music Group.
Il nuovo progetto di Paul McCartney che raccoglie in un cd/dvd le 3 memorabili notti di luglio dei concerti al CitiField Stadium di New York.
Quasi 3 ore di performances che includono in parte il repertorio di Paul McCartney, i piu’ grandi successi dei Beatles, da “Drive My Car” a “Eleanor Rigby” e “Hey Jude” ed un tributo a John Lennon.
“Good Evening New York City” sara’ disponibile sia in vinile sia in cd + dvd (2CD+1DVD standard edition e 2 CD+2 DVD deluxe edition).

Ieri sera a Londra.

Grande serata ieri sera a Londra alla Royal Albert Hall! Star della musica si sono esibiti sullo stesso palco per un concerto benefico, Mika, Shirley Bassey, Muse, Cheryl Cole, Leona Lewis, Annie Lennox e Lily Allen, ma soprattutto il grande Sir Paul che ha chiuso il concerto "Children in need" cantando "Back in the USSR", "Get Back" e nel gran finale"Hey Jude" insieme ai Thake That e a Robbie Williams, insieme dopo 14 anni! Un assaggio della serata in
questo video

Al Torino Film Festival si apre con il film "Nowhere Boy"

Al via il Torino Film Festival, diretto per il primo anno da Gianni Amelio dopo le edizioni vincenti targate Nanni Moretti. E si parte questa sera (chiusura il 21 novembre) alle 20.30 al Teatro Regio con Nowhere Boy, in cui si racconta di un John Lennon quasi sconosciuto: quello che sin da bambino ama comporre geniali poemetti. Tappeto rosso in piazza Castello, per la première. Nowhere Boy è diretto dall'artista britannica Sam Taylor Wood, interpretato da Aaron Johnson, tratto dalla biografia della sorellastra Julia Baird, che ripercorre gli anni di formazione, anche musicale, con l'amico Paul McCartney.

Ancora nuovi brani su MySpace

Due nuovi brani dall'album "Good Evening New York City!" sono stati aggiunti nell'account di Paul su MySpace. I brani sono 'Live and Let Die' e 'Paperback Writer' e per ascoltarli clicca qui.

mercoledì 11 novembre 2009

Stella McCartney premiata da Olivia, Barbara e Yoko.



Si è svolto il 9 novembre a New York, nella sala da concerti più famosa del mondo, il Carnegie Hall, il gala con cui il magazine Glamour US, sponsorizzato da L’Oreal, assegna da venti anni il riconoscimento di Women of the year alle donne che si sono distinte per il loro contributo nei settori dell’intrattenimento, degli affari, dello sport, della moda, della scienza e della politica.
La stilista Stella McCartney, figlia di Paul, è stata premiata, oltre che per i suoi modelli, anche per il suo amore per gli animali e l’impegno nella tutela dei loro diritti: da anni è vegetariana e si rifiuta di usare cuoio e pellicce per le sue creazioni. Suo padre, Paul McCartney non era presente, ma Stella è rimasta veramente sorpresa nel vedere tre mogli di Beatle presentare il suo premio: Yoko Ono, vedova di John Lennon, Olivia Harrison, vedova di George e Barbara Starkey, moglie di Ringo.

lunedì 9 novembre 2009

News da "Good Evening New York City"

Dal sito ufficiale di Paul, è possibile scaricare "Let me roll it" in mp3 e vedere il video di "Highway", il tutto in anteprima, dal nuovo CD "Good Evening New York City". In attesa che esca in Italia non vi resta che andare a dare un'occhiata nel sito di Paul ...enjoy!

domenica 8 novembre 2009

Nuove tracce dal nuovo album "Good evening New York City" su My Space.

"Sing The Changes" e "I'm down" dal nuovo CD/DVD "Good Evening New York City" sono disponibili nell'account di Paul su My Space. Per ascoltarle clicca qui.
Notizia da Paul McCartney.com

sabato 7 novembre 2009

Paul McCartney: 'I Beatles? Non erano un granché'



Paul McCartney ha affermato che, all'inizio, iBeatles non erano un granché. Sir Paul non fu particolarmente stupito quando, nel 1962, la prima etichetta che li esaminò, la Decca, negò loro il contratto. Intervistato dall'emittente radiofonica britannica Xfm, Macca ha detto: "Ovviamente non eravamo un granché. Se una label ci avesse presi in considerazione, ci avrebbe respinti. E lo fecero: la Decca ci respinse! La prima volta che andammo ad Amburgo, nel locale non c'era nessuno. Arrivavano magari un paio di studenti, tipo un ragazzo con la fidanzata, davano un'occhiata dentro per avere un'idea, vedevano il prezzo della birra e se la squagliavano". Fu lì che i Beatles iniziarono a farsi furbi. "Ci mettemmo ad invogliare la gente dicendo: 'Forza, entrate! Vedrete che roba!'. Imparammo così ad attirare la gente. Dopo qualche settimana i locali si riempirono".

martedì 3 novembre 2009

Crociera tributo ai Beatles.

A chi non piacerebbe partecipare ad una crociera da sogno ai Caraibi godendosi sole, mare e tanto divertimento fra cui ...i Beatles?Ebbene , adesso è possibile!Il grandissimo Woody Lifton, il "guru"dei Beatles, ha organizzato per il 28 marzo 2010 una fantastica crociera ai Caraibi, una intera settimana con attività a tema Beatles!Parteciperanno alla crociera artisti, fotografi, autori e musicisti che hanno avuto a che fare direttamente o indirettamente con i Beatles. La crociera tributo ai Beatles è pronta a salpare con un elenco di ospiti eccezionali!
Tra questi nomi citiamo:
Chris O'Dell, autrice di "Miss O'Dell: My Days Hard e lunghe notti con i Beatles, gli Stones, Bob Dylan, Eric Clapton e le donne che amavano".
George Harrison scrisse una canzone per lei ("Miss O'Dell") e fu migliore amica di Pattie Boyd ed ebbe una relazione con Ringo Starr.
Joe Johnson, creatore dello spettacolo radiofonico a livello nazionale "BeatleBruch".
May Pang e Nancy Lee racconteranno le loro storie di vita con John e Ringo.
Paul Saltzman fotografo, rivivrà i momenti trascorsi in India con i Beatles.
Jorie Gracen, per 23 anni ha avuto la grandissima opportunità di fotografare Paul McCartney.
Shannon Art, la più famosa artista dei Beatles, che li sa ritrarre come nessun altro!
Brit Beat- La prima band tributo americana ai Beatles.

Per citare una delle più famose canzoni dei Beatles possiamo dire ...Get your "ticket to ride" now!
Per informazioni http://www.beatlestributecruise.com/

lunedì 2 novembre 2009

Ieri voci dicevano che qualcosa di interessante stava succedendo ad Abbey Road e che molto probabilmente Paul era ad Abbey Road. Richard Porter del sito www.beatlesinlondon.com ci ha informato che nomi della canzone mondiale, come i Bee Gees, Paul Rodgers e Michael Bolton erano negli Studi per registrare un brano in beneficenza, probabilmente per il Live Aid. Voci dicono che si tratti di un brano dei Beatles. Chissà se veramente Sir Paul era là...non ci resta che aspettare!

Grazie ancora una volta a Richard Porter per le news!

In esclusiva il nuovo brano di Sir Paul (I want to) come home


Poche settimane fa vi avevo annunciato che Paul avrebbe inciso un brano per il nuovo film di De Niro "Everybody's Fine": la pellicola, visionata dall'ex Beatle in anteprima e alla quale hanno preso parte Drew Barrymore, Kate Beckinsale e Sam Rockwell, racconta la storia di un vedovo, Frank (interpretato dallo stesso De Niro), che cerca di riallacciare i rapporti con i propri figli, ormai grandi, dopo la morte della propria moglie. "Mi sono subito identificato nel personaggio interpretato da Robert, perché anch'io ho dei figli grandi che ormai hanno le loro famiglie", ha dichiarato a proposito McCartney. Il brano è disponibile in streaming su Youtube a questo indirizzo

domenica 1 novembre 2009

Esclusivissimo!!!

Il notissimo Richard Porter di www.beatlesinlondon.com ci ha fatto sapere che molto probabilmente Paul McCartney oggi si trova ad Abbey Road per incidere un nuovo singolo per Live Aid. Non ci sono giunte ulteriori dettagli, ma vi terrò informati !!

Grazie a Richard Porter per la preziosissima informazione!