sabato 8 maggio 2010

Finora l’unico doppio dei Beatles è il “Doppio Bianco”. Aldo Grasso

Aldo Grasso dal sito Corriere .it, ha bacchettato Roberto Giacobbo per l’ultima puntata di Voyager. La ragione? L’aver spacciato per vera, anche se con la dovuta circospezione, la teoria del PID (”Paul is dead“), ossia la leggenda metropolitana della morte di Paul McCartney.

Leggenda vuole che nel novembre del 1966 Paul sarebbe uscito, sconvolto da un litigio, dagli studi di Abbey Road, preso la sua Aston Martin, e caricato un’autostoppista di nome Rita, una ragazza incinta che era scappata da casa. Quando Rita si sarebbe accorta dell’identità del suo guidatore, avrebbe dato in escandescenze, tanto da far perdere a Paul il controllo dell’auto. Nell’impatto, il musicista sarebbe rimasto decapitato tra le lamiere.


L’incredibile della leggenda è che, secondo i sostenitori di una delle teorie del complotto più celebri della storia della musica, Brian Epstein, manager dei Beatles, avrebbe pensato bene di sostituire Paul con un doppio, che fu individuato in un ex poliziotto canadese, William Campbell. L’uomo si sarebbe sottoposto a plastica facciale, ma sarebbe stato leggermente più alto di Paul, tanto da generare la decisione di non fare esibire più i Beatles in pubblico tranne nell’occasione del rooftop.

Ma c’è di più: i sostenitori del PID affermano che i Beatles avrebbero disseminato le loro canzoni di indizi sulla presunta morte, per far arrivare i fan alla verità pian piano. Gli indizi si trovano a partire dalla cosiddetta “Butcher’s Cover”, la prima copertina insanguinata del singolo “Yesterday and today“, fino al video postumo, a seguito della morte reale e tragica di John Lennon, di “Free as a bird”.

Una leggenda interessante, ma non più di questo. Va considerata infatti come letteratura musicale fantasiosa, tanto che lo stesso McCartney ci scherzò sulla copertina di “Paul is live” facendo il verso a quella di “Abbey road”, in cui si crede ci siano elementi tali da rafforzare la teoria del PID.

Aldo Grasso ha liquidato come “balle spaziali” le teorie sostenute da Giacobbo, tanto più che quanto riportato in “Voyager” era stato oggetto di un servizio di “Wired” nei mesi scorsi. Grasso ha commentato:
"William Campbell, questo sarebbe il nome del Paul Mc Cartney che conosciamo dal 1966 a oggi, dovrebbe avere due doti uniche e inconfutabili: assomigliare come una goccia d’acqua al bassista dei Beatles (e fin qui ci siamo, pur fra mille difficoltà) ma, soprattutto, essere bravo come Paul dal punto di vista musicale e scrivere canzoni come Penny Lane, Hey Jude, Let It Be. Finora l’unico doppio dei Beatles è il “Doppio Bianco”.

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