giovedì 30 giugno 2011

Cincinnati Meets The Beatles 1964 & 1966





I lavori di Gordon Baer, fotografo di Cincinnati, costituiscono il cuore di una nuova mostra, "Cincinnati Meets the Beatles! 1964 & 1966", che si tiene al Behringer-Crawford Museum di Covington nel Kentucky a partire da oggi. 
Nel 1966, Baer aveva fotografato i Beatles durante il loro concerto al Crosley Field, nella seconda visita  dei Beatles a Cincinnati.
La mostra esibirà anche della "memorabilia" che testimonia la prima visita dei Beatles a Cincinnati Gardens nel 1964. 

La musica di Macca alle nozze di Alberto e Charlene

Come sappiamo voci danno Paul McCartney tra gli artisti che si esibiranno al concerto che Alberto di Monaco ha voluto per i suoi sudditi prima del suo matrimonio che avverrà sabato( per quanto riguarda la cerimonia religiosa, domani invece avverrà il rito civile).
Ma pare che in occasione della cerimonia religiosa, nella quale la musica della Filarmonica di Montecarlo accompagnerà la funzione, diretta dal M.L. Foster, la musica di Paul McCartney la farà da padrone. All'inizio della cerimonia,  l'entrata in Chiesa degli sposi sarà accompagnata dalla musica tratta da Liverpool Oratorio di Paul McCartney. 
Non c'è che dire..gli sposi hanno degli ottimi gusti.


"The resurrection of McCartney"


Nel 1980 l'album McCartney II risultava un pò folle. Oggi sembra il futuro. Paul McCarntey, uomo che sta dietro la musica, spiega la filosofia del "suonare" che guida il suo lavoro da solista. Inoltre Brian Wilson, Elvis Costello, Greil Marcus e altri sceglieranno i loro "50 momenti" di Macca. Nel  numero di agosto del mensile britannico Mojo, ci sarà questo e molto altro. In primis, ci sarà un'intervista molto interessante al mitico Sir. Ve ne anticipo un piccolo stralcio, dove Paul rivela che diciannove fa, quando aveva cinquant'anni, gli dissero di andare in pensione e che era il momento per ritirarsi. Proprio lui, Sir Paul, che ancora oggi, che di anni ne ha sessantanove, ogni volta fa il sold out ai suoi concerti, ai quali si assiste ancora a scene di isteria degne dell'epoca della Beatlemania, l'ultima volta qualche settimana fa, al MGM Grand di Las Vegas, con i suoi 14.000 spettatori. 
 "Era uno del mio 'vecchio' giro, uno che avevo preso come mio manager", ha detto Macca. "Stavo per compiere cinquant'anni e lui disse: 'Credo sia arrivata l'ora che tu ti ritiri'. Pensai: 'In un certo senso ti capisco, ma io invece proprio non me la sento'. Se mi piace troppo fare quello che faccio, perché andare in pensione? Quindi decisi che avrei continuato. E lo licenziai". 
 "La gente mi fa: 'Certo che lavori un sacco'. Ma io non lavoro sodo, suono. Non è che sia come andare in ufficio". 
Grande Paul!! Continua pure a suonare!!
Oltre all'intervista, nel prossimo numero di Mojo ci sarà allegato anche un CD "The roots of Paul McCartney" con 15 classici del rock di artisti tra cui Chuck Berry, Little Richard, Eddie Cochran, Ray Charles, Larry Williams, Big Joe Turner, The Coasters !

Paul McCartney a Napoli?


Paul McCartney si è detto entusiasta di ritornare a suonare a Napoli: ha dato il suo ok”. Queste le parole di Mimmo D’Alessandro della D’Alessandro&Galli, promoter storico che lavora con l’ex Beatles dal 1989.
L’operazione come ha sottolineato D’Alessandro non è semplice. Il tour di Macca è tra i più costosi del pianeta con quello degli U2 e dei Rolling Stones (i costi superano di gran lunga il milione di euro) e sappiamo che le casse del nostro Comune non vivono tempi felici. Sarebbe così necessaria – come per la verità accade in ogni parte del mondo – partire con una campagna-ricerca sponsor.
Di Carmine Aymone

mercoledì 29 giugno 2011

John Lennon era un repubblicano ed era un fan di Ronald Reagan?

John Lennon era un fan di Ronald Reagan che godevano di discutere con radicali di sinistra, secondo il suo ex assistente.  (Fornito foto / Secondo l'ultimo assistente personale di John Lennon, l'ex Beatle, al momento della sua morte, era molto vicino ai Repubblicani, era un fan di Ronald Reagan ed era anche imbarazzato dal suo vecchio radicalismo. 
A rivelarlo, è Fred Seaman, che ha lavorato a fianco della leggenda della musica dal 1979 fino alla sua morte nel 1980. Lennon , in particolare, apprezzava Reagan per la sua apertura al dialogo con i radicali di sinistra. 
Nel nuovo documentario Beatles Stories l'ex collaboratore ha raccontato al regista Seth Swirsky che se John fosse stato un americano avrebbe votato per Reagan perché era veramente scontento di Jimmy Carter (democratico). “Credo avesse  incontrato Reagan anni addietro, negli anni ’70, ad un evento sportivo. Reagan aveva ordinato alla Guardia Nazionale di agire contro i manifestanti pacifisti a Berkeley, quindi credo che John avesse dimenticato…e quando fece esplicito sostegno a Reagan fui molto sorpreso”.   “Ho visto John – ha aggiunto Seaman – perfino litigare in maniera accesa con mio zio, un comunista vecchia maniera… Gli piaceva provocarlo… Forse lo faceva di proposito… ma era palese che si era allontanato dal suo radicalismo di un tempo”. Nel 1979 e ’80 era una persona molto diversa da quella che ha scritto Imagine”. 


martedì 28 giugno 2011

Venduto per 14.080 dollari il basso autografato da Paul McCartney




La vendita tenuta dalla Casa d'aste Julien durante The Music Icons auction, questo week end a Beverly Hills, è stata forse la più "stellare" della storia della musica. C'erano in vendita cimeli di artisti del calibro dei Beatles, Elvis Presley,  Madonna, Michael Jackson..e Paul McCartney.
Il suo basso autografato  è stato venduto alla non trascurabile somma di 14.080 dollari. 
Tra gli altri oggetti Beatlesiani una cartolina firmata dai Fab Four, venduta per 5.504 dollari e la mantella indossata da Ringo nel film Help,  venduta a 37.500 dollari, 5 volte la cifra stimata.

Matt Sayles / APIl paio di stivali in pelle nera indossati da Frank Sinatra e una Jaguar del 1986 appartenuta al cantante, sono stati venduti rispettivamente a 2.500 e a 19.000 dollari, mentre il kit da cucito dell'US Army appartenuto ad Elvis Presley, ha ricavato 1.536 dollari.
Cifre importanti, ma il pezzo forte è stata la giacca rossa indossata da Michael Jackson nel video Thriller, venduta alla cifra strepitosa di 1,8 milioni di dollari, proprio nel secondo anniversario della sua morte.

lunedì 27 giugno 2011

"Una galleria di Imagine"

Si è conclusa ieri a Piacenza  “Una galleria di Imagine”, mostra dedicata ai Fab Four, nella quale la loro storia è stata raccontata attraverso le copertine dei loro dischi dal 1963 al 1970.

A presentare la mostra a Borgo Faxhall sono stati i curatori Eleonora Bagarotti e Alberto Dosi, l’assessore comunale al commercio Katia Tarasconi, Fabio Calabrese in rappresentanza dei commercianti del centro medesimo, Stefano Pareti dell’equipe organizzativa. 

La mostra era nata proprio in concomitanza di tre importanti anniversari per la storia del Beatles: il cinquantesimo anniversario della prima registrazione ufficiale ad Amburgo del celeberrimo quartetto di Liverpool, il quarantesimo di “Imagine” di John Lennon e il decennale della scomparsa di George Harrison.  

Da buona Beatlesiana non potevo perdermi una mostra simile (poi è vicinissimo a casa mia) così ci sono andata rimanendo impressionata e commossa : sulle note dei loro più grandi successi mi sono passati davanti sette anni di storia, sette anni che hanno cambiato il mondo della musica..con tutte le copertine dei loro dischi, da "Love Me Do" in poi...e qua e là gigantografie delle loro foto più significative...Per me una vera apoteosi ..per gli occhi.



domenica 26 giugno 2011

Hp vola nella Nuvola

La sede di Hewlett-Packard a Palo Alto in California.
Dopo Apple, Google e Amazon, il mercato della tecnologia cloud, quella della ormai famosa nuvola, sta per accogliere un nuovo importante protagonista. Si tratta di Hewlett-Packard, la multinazionale statunitense conosciuta con la sigla Hp.
L'azienda di Palo Alto proprio è in trattativa con le maggiori major mondiali per creare un servizio che integri musica, film e show televisivi in un'unica piattaforma. E colloqui sarebbero già a uno stadio piuttosto avanzato.
La nuova frontiera dell'archiviazione dei file, basata sui dati non posseduti fisicamente dagli utenti ,ma accessibili in ogni luogo grazie all'uso di internet, mette a segno un altro colpo decisivo per assicurarsi il futuro dell'era digitale.
L'INTEGRAZIONE CON IL TABLET. Il servizio cloud di Hewlett-Packard in futuro sarà utilizzato nell'Hp touchpad, il nuovo tablet della casa di Palo Alto dotato del sistema operativo WebOs che sarà in commercio negli Stati Uniti a partire dall'inizio di luglio.
In Italia è atteso più tardi, entro la fine dell'anno. Il lancio sul mercato della nuova nuvola invece, secondo le previsioni degli esperti, avverrà tra circa sei mesi. Ma quanto costerà ai singoli utenti? Difficile ipotizzarlo al momento.

Dati nella nuvola, business da 12 miliardi di dollari

Dopo l'iCloud di Apple, il cloud music player di Amazon e Google music beta, la discesa in campo di un colosso dell'informatica come Hp dimostra, nel caso ce ne fosse ancora bisogno, che il futuro per l'archiviazione dei file sarà tra le nuvole.
Basta citare un dato: secondo l'istituto americano Forrester research entro il 2016 i prodotti dei vari marchi di questo settore porteranno nelle casse statunitensi 12 miliardi di dollari e i cittadini pronti ad acquistarli saranno 97 milioni (196 gli utilizzatori totali). Senza contare il clouding aziendale, cioè quello non acquistato dai singoli cittadini, ma dalle imprese.
MICROSOFT, STRATEGIA ATTENDISTA. In questa panoramica di concorrenti manca però un nome: Microsoft. Quali saranno le mosse di Steve Ballmer, il successore di Bill Gates alla guida del colosso di Windows? Dopo aver parlato a più riprese di sistemi cloud, la casa di Redmond al momento si è trincerata in un silenzio sospetto. E come fa notare Ina Freid, una delle giornaliste di punta della sezione tecnologica del Wall Street Journal, la mancanza di annunci potrebbe significare un momento di grossa difficoltà nei confronti dei competitor.

Prima tappa di avvicinamento di Hp alla nuvola: l'acquisizione di Melodeo

Hp, a differenza di Microsoft, si sta muovendo da tempo. L'azienda, fondata dagli studenti di Stanford Bill Hewlett e Dave Packard nel 1935, ha già dimostrato che il suo impegno nei territori della tecnologia cloud non è certo una novità dell'ultima ora.
Dopo i primi studi realizzati già un decennio fa, alla fine del giugno 2010 Hp ha acquistato Melodeo, una società di Seattle specializzata nello streaming musicale basato sulla nuvola per una cifra compresa tra i 30 e i 35 milioni di dollari: segno che la strategia della compagnia nel campo delle start-up musicali e non solo era già chiara.
NON SOLO MUSICA. Le possibilità tuttavia non si limitano al mondo dello streaming musicale. Mpl music publishing, la holding che cura gli interessi dell'ex Beatles Paul McCartney, ha stretto un accordo proprio con Hp per creare un servizio cloud privato dalle ottime potenzialità: l'obiettivo è quello di organizzare in digitale tutto il catalogo personale di Sir Paul, che includerebbe più di 1 milione di file tra cui le foto dell'ex moglie Linda, documenti video presi da anni e anni di concerti, pellicole e centinaia di registrazioni musicali ovviamente. E McCartney potrebbe non essere l'unico testimonial d'eccezione per Hp: si fa anche il nome della popolare cantante Alicia Keys.
«Stanno pensando di costruire qualcosa di simile al Qriocity della Sony: un dispositivo in grado di integrare diverse tipologie di file nell'architettura Hp», sostiene una fonte anonima citata dall'autorevole Billboard.biz. Musica, cinema e show televisivi a portata di mano. Anzi, a portata di nuvola.

sabato 25 giugno 2011

Paul McCartney e Yoko Ono insieme alla "Bonni Benrubi" Gallery di New York


Paul e Yoko sono apparsi insieme alla mostra fotografica di Linda alla "Bonni Benrubi' Gallery" di New York.
La mostra, dove è possibile vedere le foto più belle dal libro "Linda McCartney: Life in Photographs ", sarà aperta al pubblico fino alla fine di luglio.



Linda McCartney, My Love , Londra, 1978. Courtesy "Bonni Benrubi" Gallery

Per vedere le altre foto della mostra potete andare sul sito www.bonnibenrubi.com/exhibition_111.html

Universal studia possibile offerta per la britannica Emi

The Beatles pictures



La casa discografica Universal Music, controllata da Vivendi e una delle quattro major che controllano complessivamente oltre il 70% del mercato discografico, starebbe mettendo a punto un'offerta per la rivale britannica Emi Group, che detiene per esempio i diritti del catalogo dei Beatles e dei Coldplay. Secondo quanto riporta l'agenzia Reuters, Vivendi sarebbe favorevole al progetto. Emi lunedi' aveva fatto sapere di avere cominciato a valutare "alternative strategiche", che potrebbero includere la vendita, la ricapitalizzazione o lo sbarco in Borsa, pur avvisando che non necessariamente questo si tradurra' in un'azione di qualche tipo. Secondo il Wall Street Journal, anche Sony Music Entertainment, controllata della giapponese Sony, e la private equity britannica Kohlberg Kravis Roberts potrebbero essere interessati a presentare separatamente offerte per Emi.
Da http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-949098/musica-universal-studia-possibile/

25 giugno 1967: I Beatles presentano per la prima volta "All you need is love" via satellite

Il 25 giugno 1967 viene trasmessa per la prima volta via satellite in ventisei nazioni "All You Need Is Love" durante il programma televisivo "Our World", il primo in diretta planetaria.
La BBC aveva commissionato ai Beatles una canzone come contributo del Regno Unito al programma e Lennon scrisse "All you need is love".
La canzone apparve originariamente come singolo nel Regno Unito, e nella versione statunitense dell'LP del 1967 "Magical Mystery Tour".
Era stata richiesta una canzone contenente un messaggio semplice che fosse comprensibile per gli spettatori di tutte le nazionalità. "All you need is love" ampliava il messaggio che John aveva per la prima volta cercato di esprimere nella canzone "The Word". "Era una canzone molto ispirata e volevano veramente dare un messaggio al mondo", disse Brian Epstein, "Il bello della canzone è che non può essere mal interpretata. È un messaggio chiaro che dice che l'amore è tutto". John era affascinato dal potere degli slogan che uniscono la gente e non ebbe mai paura di creare arte impegnata socialmente e politicamente. Quando nel 1971 gli chiesero se canzoni come "Give Peace a Chance" e "Power to the People" fossero canzoni di propaganda, rispose: "Certamente. Come lo era "All You Need Is Love". Sono un artista rivoluzionario. La mia arte è impegnata per il cambiamento".
Divenne uno degli inni dei figli dei fiori, e tutto quanto, dalla coreografia, all'abbigliamento dei Beatles e dei tanti coristi di accompagnamento presenti nello studio di registrazione, tra i quali spiccavano le figure di Mick Jagger, Keith Moon e la moglie Kim McLagan , Keith Richard, Graham Nash, Eric Clapton, Marianne Faithfull, era stato preparato minuziosamente per trasmettere al mondo un messaggio di pace, di speranza, di amore, di anticonformismo e di protesta. 
I Beatles, stante la preoccupazione di George Martin, ottennero di cantare dal vivo su basi preregistrate frutto delle registrazioni iniziate il 14 giugno contenenti numerose sovraincisioni e una geniale apertura con le note della Marsigliese oltre a citazioni da "In the Mood" di Glen Miller, dei Concerti Brandeburghesi di Bach e "She loves You". 
Pubblicata come singolo il 7 luglio, "All you need is love" si piazzò immediatamente al primo posto delle classifiche e vi rimase per tre settimane. Nel 2004 la canzone ha raggiunto il 362° posto nella lista delle 500 più grandi canzoni di tutti i tempi.
In Italia, invece, il disco uscì il 4 luglio 1967, ma non andò oltre il nono posto della Hit Parade (da Storia della hit-parade di Dario Salvatori) pur permanendo per ben otto settimane nelle classifiche.
Una curiosità: si calcola che il programma fu visto da 350 milioni di persone ....un vero successo!
We were big enough to command an audience of that size, and it was for love. It was for love and bloody peace. It was a fabulous time. I even get excited now when I realise that's what it was for: peace and love, people putting flowers in guns.
Ringo Starr
Anthology



venerdì 24 giugno 2011

I Beatles in Italia...Le foto più belle

Paul McCartney racconta i segreti di McCartney e McCartney II

Paul Mccartney in Sussex, England in 1980.
Keystone-France/Gamma-Keystone via Getty Images



Alla fine del 1969, stanco della lotta senza fine all'interno dei Beatles, Paul McCartney prese un registratore a quattro tracce, si rifugiò nella sua casa inglese e iniziò a lavorare al suo primo album da solista - dove suonò ogni singolo strumento. I Beatles si erano ormai sciolti quando l'album uscì, ma la carriera solista di McCartney stava partendo decisamente bene.  "Maybe i'm amazed" divenne un enorme successo radiofonico nonostante la discutibile decisione di non farlo uscire come singolo. Dieci anni dopo McCartney si trovò di nuovo in una situazione simile. Gli Wings erano sul punto di separarsi, così decise che era tempo per un sequel del suo album di debutto come solista. Per questo album, McCartney abbracciò la musica dell'epoca e il risultato fu molto più sperimentale e anche questa stavolta sfornò un grande successo, "Coming Up". 
Entrambi gli album sono usciti rimasterizzati l'inizio di questo mese.
Clicca qui sotto per ascoltare McCartney nel racconto del making of dei due album..e di altro ancora...

24 Giugno 1965: I Beatles suonano al Vigorelli di Milano per il loro Tour Italiano.




undefined





undefined

A volte succede che un evento resti unico davvero. Irripetibile e storico, magari senza che i testimoni ne siano coscienti. Perché specie quando si è giovanissimi le cose sembrano avere sempre un futuro. Invece quarant’anni fa i Beatles arrivarono in Italia, dove tennero tre concerti a Milano, Genova e Roma. Era la prima dei Fab Four in Italia e fu anche l’ultima. Nessuno poteva immaginare, nel 1965, in piena beatlesmania, che di lì a cinque anni quella magia si sarebbe spezzata, che non ci sarebbe stata un’altra volta. Per ricordare quell’evento è stata avviata una serie di celebrazioni che riuniscono i «testimoni» di allora e, ovviamente, tutti i fan dei Beatles in Italia. 
La «data delle date» per i beatlesiani è quella del primo concerto in assoluto in Italia del quartetto di Liverpool, ovvero quello al Vigorelli di Milano, il 24 giugno del 1965 (i Beatles suonarono poi il 26 al Palasport di Genova e il 27 e 28 al teatro Adriano di Roma). Il tour, organizzato da Leo Wachter («inventore» tra l'altro del Ciak, che ha segnato una svolta nel teatro milanese) arriva nel momento magico dei Betles. L’anno prima erano stati consacrati idoli mondiali dal loro viaggio negli Usa e nel ’65 «Help» segna il culmine della loro affermazione. 
L'ARRIVO - Paul, Gorge, John e Ringo arrivano da Lione a Milano la sera del 23 in treno: sbarcano dal Trans Europa Express, il T.E.E. come si diceva allora familiarmente, alla Stazione Centrale. Oltre tremila fan sono in attesa pronti a replicare le scene di isteria che accompagna ogni loro apparizione. Per evitare problemi il treno viene fatto arrivare però su un binario diverso da quello ufficialmente previsto, dove soltanto pochissimi riescono ad arrivare per vedereli scendere: i Beatles e vengono prelevati da quattro spider Alfa Romeo rosse. E portati all’hotel Duomo. 
LE FOTO - Proprio qui, in una sala dell'hotel, si tiene la conferenza stampa (per evitare trabocchetti il manager Brian Epstein ottiene che le domande dei giornalisti fossero rivolte a Watcher che poi le avrebbe tradotte a lui in yiddish). E sempre e qui, sulla terrazza, viene scattata la famosa serie di foto del quartetto con alle spalle le guglie del Duomo. L'unica altra tappa del breve soggiorno milanese è un night, il Charlie Max di via Dogana. 



DOPPIO SET - 

Al Vigorelli è previsto un doppio «set»: in pratica i concerti 
milanesi dei Beatles sono due, uno alle 16, sotto un sole 
cocente e con 38 gradi, davanti a settemila persone; l’altro la sera, 
con un pubblico molto più numeroso, circa 20mila spettatori, e più adulto.
Prezzi: duemila lire sul prato, mille lire per i posti sulle tribune. I concerti 
sono presentati e introdotti da Lucio Flauto e Rossella Como e prima
dei Beatles si esibiscono alcuni artisti italiani: ci sono Peppino Di Capri 
con i suoi Rockets, Fausto Leali e i Novelty, Maurizio e i New Dada…. 
I suoni sono (e saranno anche con il quartetto di Liverpool) quelli possibili 
per un'epoca in cui ancora non esiste una «uscita» unica per i suoni. 
C'è un impianto per le voci, ci sono gli amplificatori (i leggendari Vox) 
per le chitarre e la batteria (difficilissima da amplificare) deve farsi 
sentire così com'è. Ma infine, eccoli, i Beatles: salgono sul palco in 
abito scuro, camicia bianca e cravatta. John Lennon imbraccia 
la sua Rickenbacker e indossa un berretto blu, Ringo Starr si siede 
dietro la famosa Ludwig con l’inconfondibile logo del gruppo, 
George Harrison imbraccia la sua Gretsch e Paul McCartney 
il basso Hofner a cassa di violino. Paul si avvicina al microfono salutando 
il pubblico con un «ciao» e cercando di dire qualche frase appena imparata
in italiano per presentare il gruppo.
Poi via con «Twist and Shout»: la magia comincia e sarà irripetibile. 




























giovedì 23 giugno 2011

Vota Paul McCartney come miglior artista dell'anno

Sir Paul sarà uno dei 30 contendenti al titolo di miglior artista dell'anno in un sondaggio online, lanciato in questi giorni dalla Fondazione a scopo benefico Nordoff Robbins, Centro per la musicoterapia.
Tra gli altri aspiranti migliori artisti dell'anno Green Day, Muse, Jay-Z, Bon Jovi, Pink, Black Eyed Peas. Tutti possono votare, ma solo chi ha la residenza nel Regno Unito potrà vincere tra un vasto assortimento di premi, come due biglietti per assistere live alla premiazione. Il vincitore sarà annunciato il primo luglio da Geoff Lloyd, d.j. di Radio Absolute, durante la cerimonia "Nordoff Robbins O2 Silver Clef Awards" a Londra. E' possibile votare fino alla mezzanotte (ora del Regno Unito) del 27 giugno andando sul sito www.ticketmaster.co.uk/nordoffrobbins.
Non ci resta che votare!

Quali sono i migliori 12 brani solisti di Paul McCartney?







In onore del suo 69esimo compleanno e in occasione dell'uscita degli album rimasterizzati McCartney e McCartney II www.popmatters.com ha dato uno sguardo al lavoro solista dell'artista, stilando una classifica dei suoi 12 migliori brani.


Ecco dalla dodicesima alla prima posizione tutti i 12 migliori brani di Paul McCartney: 

12. "You Tell Me" -Memory Almost Full(2007)



  

11. “Ain’t That a Shame” -Choba B CCCP(1988/1991)





10. “The Pound Is Sinking” - Tug of War(1982)






9. "No Other Baby" - Run Devil Run (1999)






 


8. "This One" Flowers in the Dirt (1989)







7. "The World Tonight" -Flaming Pie (1997)