domenica 10 luglio 2011

10 luglio 1964: viene pubblicato "A Hard Day's Night"


il 10 luglio 1964 viene pubblicato "A Hard Day's Night", terzo album dei Beatles e colonna sonora del loro omonimo e primo film.
La colonna sonora vera e propria comprende le prime sette tracce (corrispondenti al lato A dell'LP), mentre le rimanenti sei canzoni, pur essendo state scritte per lo stesso scopo, non vennero inserite nel film.
"A Hard Day's Night" fu il primo album della band di Liverpool composto esclusivamente da brani originali, circostanza che si ripeterà in "Rubber Soul" del 1965; è l'unico album dei Beatles dove tutti i brani sono a firma Lennon-McCartney.
In Italia il disco venne pubblicato dalla Parlophon con il titolo Tutti per uno 
La rivista Rolling Stone ha inserito l'album al 388º posto della sua lista dei 500 migliori album.

A Hard Day’s Night
Title track dell’album, "A Hard Day’s Night" è un esempio del dinamismo creativo della coppia Lennon-McCartney. La produzione del film omonimo che i Beatles stavano interpretando in quelle settimane aveva necessità di un brano d’apertura da riprodurre mentre scorrevano i titoli di testa, e tale richiesta giunse al gruppo il 14 aprile 1964. John si affrettò a predisporre la linea melodica e col contributo di Paul (e successivamente in studio coi suggerimenti di Maureen Cleave, giornalista dell’Evening Standard) elaborò il testo. E Ringo Starr contribuì a dare il titolo al pezzo con uno dei suoi buffi giochi di parole. Il brano era già pronto dopo meno di dodici ore.
Il 16 il gruppo era ad Abbey Road per incidere la composizione. Alla seduta era presente Dick Lester, regista del film, che si intromise più volte con commenti e suggerimenti non richiesti che risultarono irritanti e resero nervosa l’atmosfera in studio. Nonostante questo, la seduta fu molto proficua e vennero registrati nove nastri, l’ultimo dei quali fu valutato il migliore e destinato all’album. Dell’esecuzione, (a cui partecipò anche George Martin con una sezione di pianoforte a raddoppiare l’assolo di Harrison) è rimasto leggendario l’accordo “stridente” (né maggiore né minore) di apertura – una undicesima di sol estesa per 4/4, eseguito da George Harrison con la sua nuova chitarra Rickenbacker 360 Deluxe a dodici corde, strumento che verrà usato anche per il fade out arpeggiato.


I Should Have Known Better

I Beatles erano reduci da un mese faticoso, il gennaio del 1964, in cui si erano esibiti in ventisei concerti, quattro trasmissioni TV e quattro spettacoli alla radio. A febbraio il programma era stato altrettanto intenso, con anche una puntata in USA per godere da vicino la popolarità conseguita con I Want to Hold Your Hand che era balzata al primo posto della classifica americana, e lì tra le altre cose erano apparsi due volte all’Ed Sullivan Show e avevano dato tre concerti, dei quali due alla Carnagie Hall.
Tornati in patria il 22 febbraio, dopo tre giorni erano in studio a cominciare le registrazioni del nuovo album, esausti per il superlavoro delle settimane precedenti. In più, I Should Have Known Better quel giorno veniva dopo altre sei ore di incisione. Per questa ragione, durante l’esecuzione in studio del pezzo, i quattro si abbandonarono a scene isteriche e furono in grado di produrre solamente tre nastri, peraltro di qualità deludente.
Si rese perciò necessario rifare il pezzo, e ciò avvenne il giorno successivo su diciannove nastri. Spicca l’armonica in stile Dylan di Lennon che suona anche la chitarra acustica oltre a cantare la linea principale raddoppiata dai tecnici del suono. Sono di George le note dell’assolo nel secondo middle-eight prodotte dalla sua nuova chitarra a dodici corde.

If I Fell

John delinea le prime, timide fasi adolescenziali di un corteggiamento, anche se l’autore, definendo la canzone “semiautobiografica”, si riferiva indirettamente al proprio rapporto coniugale.
Scritto assieme a Paul, il pezzo ha l’andamento di una ballata e presenta un’alta densità di accordi che produce interessanti soluzioni armoniche con originali e innovativi passaggi di tonalità. La canzone, cantata in duetto con Paul, propone le due voci che procedono simmetricamente intrecciate e che, su richiesta del duo vocale, sono catturate da un solo microfono per esaltarne l’effetto.
La registrazione ebbe luogo il 27 febbraio, in quindici tentativi durante i quali si verificarono alcune modificazioni rispetto all’originale: la percussione di Ringo si fa più marcata dal nastro 3 in poi, l’11 vede le note squillanti della chitarra di George con cui si chiude il pezzo e con l’ultimo nastro si ha la definizione conclusiva del brano.


I’m Happy Just to Dance with You

Così come nel caso di "Do You Want to Know a Secret", anche "I’m Happy Just to Dance with You" è una composizione da accreditare a John (qui in collaborazione con Paul) scritta apposta per George e per le sue capacità canore è infatti Harrison, sostenuto dai cori di Paul e John, a eseguire la linea vocale principale. Come Paul ricorda, la struttura del pezzo era impostata su uno schema piuttosto comune e con passaggi armonici semplici; insomma «una piccola, semplice idea».
Tanto semplice che bastarono quattro nastri incisi nella seduta antimeridiana del 1º marzo per concludere il lavoro. La voce di George è raddoppiata e Ringo segna il tempo con un tomtom.


And I Love Her

È la prima ballata di Paul McCartney, composta nel periodo in cui il musicista abitava a Wimpole Street presso la famiglia Asher, e la canzone è stata sempre considerata una dedica d’amore a Jane Asher, con cui Paul aveva una relazione sentimentale.

La composizione, intensa e sognante, è anticipatrice di altre delicate melodie che diventeranno un marchio distintivo di Paul. Ma a differenza delle creazioni future di questa fattura, McCartney aveva ancora bisogno del gruppo, sia per la stesura che per l’esecuzione. John Lennon, infatti, provvide a interrompere la monotonia delle strofe di Paul introducendo un middle eight e George Harrison elaborò una linea solista con l’inaspettato e originale passaggio al semitono superiore, e suo è l’accordo finale in maggiore che chiude il pezzo.
La fase della registrazione presentò qualche problema. L’esecuzione dei primi due nastri era stata realizzata con i classici strumenti elettrificati. Inoltre le percussioni erano pesanti, mancava ancora la sezione centrale e il pezzo era privo di conclusione. All’ascolto fu evidente a tutti nello studio che occorreva rifare la canzone. Il giorno successivo, 26 febbraio, il brano fu provato su 17 nastri, ma di nuovo i risultati non furono considerati soddisfacenti. Finalmente il 27 il suono pieno e rotondo venne ottenuto dirottando Ringo ai bongo e sostituendo le chitarre elettriche di John e George con strumenti acustici; e in questo modo si raggiunse la soluzione desiderata.


Tell Me Why

Come ricorda Paul McCartney, molte composizioni di Lennon presenti nell’album, fra le quali Tell Me Why, sono brani autobiografici che danno conto del suo difficile rapporto coniugale. Composta in fretta come riempitivo dell’LP, la canzone ha un testo in cui secondo alcuni si individuano anche i segnali della sindrome abbandonica e dei sensi di colpa di Lennon.
Nella seduta antimeridiana del 27 febbraio, subito dopo il completamento di "And I Love Her", i Beatles incisero otto nastri di "Tell Me Why" e l’ultimo tentativo venne giudicato il migliore e perciò definitivo.


Can’t Buy Me Love

È una struttura blues in dodici battute che insolitamente incomincia con il ritornello secondo quanto era stato suggerito da George Martin. Come Lennon ammise in un’intervista a Playboy, è opera quasi esclusiva di Paul; è anche l’unico pezzo di "A Hard Day’s Night2 terminato prima dell’inizio dell’omonima pellicola, ed è il primo brano inciso fuori dai confini inglesi. A gennaio infatti i Beatles si trovavano in Francia per una serie di concerti e il 29 di quel mese, nella sala di registrazione degli studi EMI Pathé Marconi di Parigi, il gruppo incise Komm, Gib Mir Deine Hand e Sie Liebt Dich, versioni in lingua tedesca rispettivamente di "I Want to Hold Your Hand" e "She Loves You". Eseguito il lavoro di malavoglia, i Beatles si rinfrancarono registrando e completando in soli quattro tentativi il nuovo energico motivo in cui spiccano la voce aggressiva di Paul e il grintoso assolo di chitarra di George con effetti sonori di doubletracking a creare giochi di eco.
Alla sua pubblicazione, il pezzo riscosse un grande successo presso la critica. Derek Johnson, del New Musical Express, accolse "Can’t Buy Me Love" con entusiasmo: «Eccolo, finalmente! Un ritmo pulsante con un inciso di grande carattere». Ma per i Beatles il riconoscimento di maggior gratificazione provenne dall’incisione di Can’t Buy Me Love da parte di Ella Fitzgerald.
Due anni dopo, alcuni giornalisti americani domandarono all’autore se la canzone fosse una velata allusione alla prostituzione, ma Paul smentì categoricamente questa insinuazione.


Any Time at All

Anche se registrata nella stessa giornata, l’incisione del brano che apre il lato B dovette essere suddivisa in due tranches. La prima ebbe luogo nel pomeriggio, quando rimasero su sette nastri la base e la voce di Lennon. Ma la canzone mancava ancora della sezione mediana e il gruppo, non riuscendo ad andare avanti, decise di metterla da parte per tornarci su in seguito. In serata il pezzo fu ripreso con altri quattro nastri e venne aggiunta una sezione strumentale con chitarra e pianoforte suonato da Paul. L’undicesimo ed ultimo nastro fu giudicato il migliore e con ciò si concluse il lavoro.
Musicalmente, come ammise lo stesso autore John Lennon, si trattò di una riscrittura – c’è chi senza mezzi termini parla di “riciclaggio” – del brano "It Won’t Be Long", essendo "Any Time at All" strutturata con la medesima progressione armonica.


I’ll Cry Instead

Altra composizione firmata Lennon, anch’essa di carattere autobiografico, in predicato di far parte della colonna sonora del film, venne sostituita da "Can’t Buy Me Love" nella versione finale delle musiche ed è ritenuta la meno interessante delle tredici canzoni che formano l’LP, con un testo che oscilla fra una timidezza paralizzante, promesse di stragi sentimentali e una dolorosa autocommiserazione.
Registrata il 1º giugno 1964, rimase fissata sui sei nastri della prima sezione di incisione e i due della seconda sezione. I nastri 6 e 8 vennero montati nello studio 2 il successivo 4 giugno.
In vacanza su uno yacht alle Bahamas assieme a Jane Asher, Ringo Starr e la moglie Maureen Cox, Paul McCartney compose "Things We Said Today", canzone intrisa di nostalgia del presente protesa verso il domani. Il testo e il tono dolente delle strofe in modo minore tratteggiano il rapporto di Paul con Jane Asher, relazione intensa ma interrotta da frequenti separazioni per motivi di lavoro e per questo motivo con un presumibile futuro fatto di pochi ricordi condivisi.

Things We Said Today

Il 2 giugno, tre nastri furono sufficienti a catturare l’atmosfera del brano. Il secondo era quello completo e il terzo vide le parti del tamburello suonato da Ringo e del pianoforte suonato da John da sovraincidere nel middle eight in maggiore. Benché ciascuno strumento fosse registrato attraverso un proprio microfono e spesso su piste diverse, ogni microfono raccoglieva riflessi delle sonorità anche degli altri strumenti. Pertanto, allorché si decise di cancellare la pista di pianoforte, rimasero riverberi di questo strumento sul nastro finale ed essi sono pur a fatica percepibili ascoltando le sezioni centrali della canzone.


When I Get Home

Ultimo pezzo in ordine di tempo ad essere iniziato e completato (senza contare perciò gli ultimi quattro take per ultimare "Any Time at All"),"When I Get Home" è un rock energico che musicalmente ricalca sonorità Tamla Motown e che si accompagna a un testo che mostra un atteggiamento fiducioso e positivo, piuttosto inusuale nelle liriche di Lennon che fino ad allora avevano manifestato amarezza, sconforto, dolore e senso di abbandono.
Il 2 giugno, nella sala di registrazione di Abbey Road, i Beatles fecero undici tentativi prima di individuare il nastro che rispondesse a un risultato soddisfacente. Campeggia Lennon con una voce vigorosa e Starr che segna il tempo usando i piatti con determinazione.
You Can’t Do That

Il pezzo costituisce il lato B del 45 giri "Can’t Buy Me Love". Come per la traccia immediatamente precedente, nella composizione di You Can’t Do That Lennon dichiarò di essersi ispirato a Wilson Pickett, ma anche in questo caso vale l’obiezione di MacDonald sulla scarsa congruenza dei tempi, convalidata da altre fonti Il pezzo, che fu la prima composizione registrata su nove nastri il 25 febbraio, ha una struttura blues e mostra un’esecuzione graffiante e un inseguirsi di chitarre. Di John è la grintosa voce solista e anche l’assolo di chitarra nella parte centrale. Paul, oltre al basso, suona un campanaccio e Ringo alterna batteria e bongo. Per la prima volta in studio, George sfoggiò la nuova chitarra a dodici corde acquistata in America.  Il 22 maggio, assenti i quattro Beatles che si trovavano in vacanza, George Martin volle registrare un decimo nastro al pianoforte da sovraincidere al nono che era stato ritenuto la versione definitiva. Ma l’esperimento non risultò convincente e il nastro di Martin venne definitivamente accantonato.

I’ll Be Back

Chiude l’album questa ballata dolente in modo minore. "I’ll Be Back" venne composta – e cantata – da Lennon che si ispirò a un iniziale spunto armonico del brano "Runaway" del cantante americano Del Shannon, a cui in seguito i Beatles concessero il permesso di incidere una cover di "From Me to You" così da promuovere la loro posizione sul mercato d’oltreoceano. Il testo, che richiama stilemi tipicamente lennoniani, denota volubilità emotiva e insicurezza affettiva; e la canzone trasmette una forte carica di sincerità nonostante il fatto di essere musicalmente complessa.
Come nel caso di "And I Love Her", le sonorità adatte per una ballata vennero ottenute utilizzando prevalentemente strumenti acustici. La registrazione di sedici nastri, di cui solo sette per la voce raddoppiata – fu realizzata nella sessione serale del 1º giugno.


Tracce

Tutti i brani sono di John Lennon e Paul McCartney. Questo è l'unico caso nella discografia beatlesiana.
  1. A Hard Day's Night
  2. I Should Have Known Better
  3. If I Fell
  4. I'm Happy Just to Dance With You
  5. And I Love Her
  6. Tell Me Why
  7. Can't Buy Me Love
  8. Any Time At All
  9. I'll Cry Instead
  10. Things We Said Today
  11. When I Get Home
  12. You Can't Do That
  13. I'll Be Back

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