domenica 24 luglio 2011

Russ Gibb: "Paul McCartney è vivo e vegeto"

In una recente e rara intervista, Russ Gibb ha parlato del suo coinvolgimento nella storia di "Paul is Dead", l'ormai arci nota leggenda metropolitana su Paul McCartney. "Vorrei cominciare dicendo che Paul McCartney è vivo e vegeto - sono sicuro di questo ", ha detto Gibb "non conoscevo molto i Beatles, trasmettevo solamente la loro musica alla Radio. Mi sono sempre piaciuti molto però, in particolare, Paul. È interessante notare, che avevo incontrato i Beatles la prima volta quando erano venuti a Detroit (nel 1964) ... Io e tutti i DJ, eravamo in fila in ufficio. Sono stati portati lì e ognuno di noi ha stretto loro la mano. Questo è tutto, non abbiamo nemmeno parlato con loro.. furono subito portati via per fare il loro concerto" ha ricordato Gibb. "Ricordo bene, che guardai nel teatro da dietro la porta dell'ufficio, era pieno di ragazzine che urlavano!

Era come un costante urlo di dolore..senza tregua. Guardando questo mare di adolescenti, pensai, "Mio Dio". Poi, quando iniziarono a suonare, non riuscivo a sentirli per le urla. Queste ragazze si lanciavano ovunque, così me ne andai. Non riuscivo a sentire nulla." La leggenda di "Paul is Dead"  è iniziata nel 1969, quando i Beatles si stavano per sciogliere. Era la domenica del 12 OTTOBRE 1969 quando Gibb, un DJ della WKNR-FM, ricevette una telefonata da un ragazzo. "Ciao, Russ. Hai sentito? Paul McCartney è morto" e poi rise. Io dissi, "ho notizia di ogni rock star, sia che questa sia morta,  che spacci droga, o che picchi i suoi figli o la moglie, o qualcosa del genere ", ha spiegato Gibb.


Poi il ragazzo chiese a Gibb se avesse mai sentito al contrario la canzone dei Beatles "Revolution 9" dal "White Album" ."Quando l'ascolterai al contrario, sentirai "Turn Me On, dead man ... Turn Me On, dead man.. turn". Questo mi sorprese. Non erano parole confuse - erano molto distinte e chiare. La feci ascoltare in diretta e nel giro di 3-4 minuti le linee telefoniche furono intasate", ha detto Gibb. Dopo 10 minuti  squillò il telefono. Era il proprietario della WKNR, Frank Maruca, che chiese a Gibb cosa stesse succedendo. "Ormai, la gente batteva alle finestre, chiamandomi per sapere qualcosa di più. Frank mi disse: "Qualsiasi cosa tu stia facendo, continuare a farlo". Si rese conto che gli ascolti erano  alle stelle ... Frank venne da me e mi disse: "Sfruttiamo la cosa" e lui sapeva cosa fare, era un genio. Il mio programma radiofonico andava veramente forte e fu esteso. Mandai in onda "Strawberry Fields Forever" al contrario, e si udiva chiaramente "Ho sepolto Paul". E poi parlai della copertina dell'album "Abbey Road", che simboleggiava un corteo funebre con McCartney come cadavere, dato che era a piedi nudi e non era al passo con i suoi compagni" . Gibb chiamò anche la rock star Eric Clapton, suo compagno di stanza qualche tempo prima a Londra e gli chiese se sapeva nulla di questa voce. "Clapton disse: "Ma di che cosa stai parlando? No, no, no, tu sei pazzo yankee". Così gli chiesi quando era stata l'ultima volta che l'aveva visto. e lui mi disse: "Beh, io ... e lui .."... Si fermò e mi disse: "Sai, ora che ci penso, io non lo vedo da 4-5 settimane". Quando disse così, quella voce cominciò ad avere una vita propria. Ora era diventata "Potrebbe essere?" invece di "Questo è uno scherzo ", ha detto Gibb. "Paul is Dead" imperversò per circa una settimana. Gibb ricevette telefonate da tutto il mondo e buttò benzina sul fuoco con uno speciale WKNR "Il complotto dei Beatles." "In esso, dicemmo che Paul era simbolicamente morto. Il motivo per cui  c'erano queste voci era perchè c'erano dei contrasti tra di loro, tra McCartney e Lennon in particolare. Molte persone che conoscevo nell'ambiente musicale di Londra mi dissero che si stavano per separare ... Poi ci fu la copertina di "Life" del 7 novembre 1969. Nell'intervista, McCartney dichiarò: "Forse la voce è iniziata perché non sono stato molto sui giornali ultimamente. Ho avuto abbastanza pressione per tutta la vita, e non ho niente da dire in questi giorni. Sono felice di essere con la mia famiglia e lavorerò quando vorrò. Sono stato attivo per 10 anni e non ho mai smesso. Ora mi sto riposando ogni volta che posso. Preferirei essere un pò meno famoso in questi giorni". Gibb non ha mai scoperto chi fosse il ragazzo che quel giorno del 1969 telefonò alla radio. "Negli anni, ci sono state tre diverse persone che hanno sostenuto di essere quel ragazzo che mi chiamò quel giorno. Non so quale sia dei tre, non ne ho idea. Gibb ebbe l'occasione di incontrare Paul McCartney nel 1996, ma purtroppo non fu possibile.

"Ho sempre cercato di immaginare cosa gli direi. Prima di tutto mi scuserei con lui per tutti i problemi che gli ho causato con questa storia ed anzi, gli direi "mi piace molto la tua musica". Paul non è morto! Paul non morirà mai. La sua musica è universale e immortale. "

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