martedì 30 agosto 2011

30 agosto 1968: esce "Hey Jude"


The Beatles

Il 30 agosto del 1968 esce "Hey Jude", una delle canzoni più famose dei Beatles, il primo loro singolo con etichetta Apple, ancora oggi un classico!.

Per l'eccezionale durata ( 7 minuti e 11 secondi ) è rimasto 
fino al 1993 il singolo numero uno inglese più lungo! Nonostante ciò, il 7 settembre 1968 entra subito nella classifica inglese e vi rimarrà per ben 19 settimane e, dopo essere balzato al primo posto l'11 settembre, viene scalzato solo da un altro successo prodotto da Paul McCartney "Those Were The Days" di Mary Hopkin. 

"Hey Jude" è una canzone di Paul. Fu scritta per confortare Julian, il figlio di John Lennon, dopo la separazione  dei suoi genitori.Ecco cosa diceva Paul nel libro "Many years from now" a proposito del brano :  
"Hey Jude" è una canzone alla quale pensai per la prima volta mentre guidavo la macchina per andare a fare visita a Cynthia e a Julian Lennon dopo il divorzio. Eravamo stati ottimi amici per secoli, così pensai che fosse un pò troppo che loro si ritrovassero all'imrovviso personae non gratae e fuori dalla mia vita, perciò decisi di andarli a trovare e di dire loro" Ehy come state? Che si fa?". Spesso scrivevo canzoni mentre andavo a Kenwood, perchè di solito ci andavo per comporre canzoni con John. Questa volta cominciai con l'idea "Hey Jules", che era Julian, non avertene a male, prendi una canzone triste e falla più allegra. Ehy, cerca di affrontare questo terribile fatto.Sapevo che non sarebbe stato facile per lui. Mi spiace sempre per i bambini quando c'è un divorzio. Gli adulti magari se la passano bene, ma i bambini..Penso sempre al loro piccolo cervello che gira a vuoto confuso: "Sono stato io a fare questo? Sono stato io?". Il senso di colpa è una cosa terribile e so che affligge un sacco di persone, e penso che fosse per quel motivo che ero andato a trovarli.E mi venne questa idea per una canzone, Hey Jude, ci misi sopra qualcosina in modo da aver l'idea quando fossi arrivato a casa loro. La cambiai con "Jude" perchè pensavo suonasse meglio. 
La finii a Cavendish Avenue ed ero nella sala da musica di sopra quando John e Yoko vennero a trovarmi e si misero proprio dietro di me, sopra la mia spalla desta, in piedi, ad ascoltarla mentre la suonavo e quando arrivai al verso "La mossa di cui hai bisogno tocca a te", guardai da sopra la spalla e dissi: "Lo cambierò, non è un granchè. Lo stavo solo abbozzando", e John disse: "No sai.Eì il verso migliore di tutta la canzone!".Questa è la sua collaborazione. Quando qualcuno è deciso a conservare un verso che tu stai per buttare via e ti dice:" No, devi lasciarlo nella canzone", finisce che ti piace due volte di più perchè è un pò un derelitto, un povero bastardo che stavi per buttare via e gli è stata offerta un'occasione e così è più bello che mai. Adesso adoro queste parole:"La mossa di cui hai bisogno tocca a te". Certo, ora penso che quelle siano parole terribilmente profonde; ho ricevuto lettere da gruppi religiosi e da culti che dicevano: "Paul, capisci cosa significa, vero? L'occorrente è qui, qualsiasi cosa tu voglia fare...". Ed è un gran verso, ma volevo cambiarlo, perchè suonava un pò pomposo, saccente o roba del genere; non del tutto logico. Il tempo conferisce credibilità alle cose. Non puoi liberartene, ha funzionato così bene.Ma quando lo canto, ecco, in quel momento penso a John, è un elemento emotivo nella canzone.
C'è una storia divertente su quando la registrammo. Eravamo al Trident Studios a Soho, e Ringo uscì per andare in bagno e io non me ne accorsi. Il bagno era solo a pochi metri dalla cabina della sua batteria, ma lui mi era passato dietro e io pensavo che fosse ancora nella cabina. Cominciai quello che era il pezzo da registrare e Hey Jude va avanti per un'ora prima che entri la batteria e mentre la suonavo all'improvviso ho sentito Ringo passare in punta di piedi dietro di me, cercando di arrivare alla batteria.E appena si è messo alla batteria, boom boom boom, il tempo era assolutamente impeccabile. Perciò penso che, quando accadono queste cose, ci fai su una risata e una lampadina ti si accende nella testa e pensi: " Oh cavolo! Questa dev'essere quella buona, quel che è appena successo è talmente fantastico!" E così facemmp e fu una registrazione buona. "


John la considerava la migliore canzone mai registrata da Paul e pensava che fosse stata scritta per lui, che Paul gli desse in tal modo il permesso di rompere il matrimonio e di mettersi insieme a Yoko. Come disse a Playboy: "L'ho sempre sentita come una canzone per me. Se solo ci pensi..Yoko entra nel quadro. Lui dice "Hey Jude" - "Hey John". So che sembro uno di questi fans che ci vogliono leggere dentro le loro storie, ma la puoi ascoltare come una canzone per me. Le parole "va' a prenderla" - nel subconscio dicevano: "Va' avanti, lasciami". A livello conscio, non voleva che andassi avanti. La parte buona in lui diceva: "Che Dio ti benedica". Alla parte cattiva di lui non piaceva affatto perchè non voleva perdere il suo partner".


E' una lettura affascinante dei versi, anche se Paul non era d'accordo e ha detto che la canzone riguardava di più lui. Paul nella sua Aston Martin, che fa la solita strada per andare a casa di John in campagna, dove scrivono le canzoni, pensando a tutti i mutamenti nelle loro vite: il divorzio di John, la sua stessa ambivalenza nei confronti di Jane.
"Hey Jude" fu il quarantacinque giri di maggior successo dei Beatles, avendo venduto più di cinque milioni di copie in tutto il mondo in sei mesi, per un totale di sette milioni e mezzo in quattro anni. Oltre che in Gran Bretagna,  fu il numero uno anche negli Stati Uniti per nove settimane, come in altri dieci paesi.
Quei sette minuti e 11 secondi furono un inizio eccezionale per la Apple!
Lo scorso anno è stata votata la canzone più amata in assoluto dei Beatles in Gran Bretagna e la rivista Rolling Stone l'ha piazzata all'ottavo posto tra le 500 canzoni più belle di tutti i tempi.
Non c'è che dire..i 7 minuti e 11 secondi spesi meglio nella storia della musica. 







Hey Jude


(John Lennon/Paul McCartney)

Hey Jude, don't make it bad
take a sad song and make it better
Remember to let her into your heart
Then you can start to make it betterHey Jude, don't be afraid
You were made to go out and get her
The minute you let her under your skin
The you begin to make it better
And anytime you feel the pain
Hey Jude refrain
don't carry the world upon your shoulders
For well you know that it's a fool
who plays it cool
By making his world a little colder
Na na na na na
na na na na
Hey Jude don't let me down
You have found her, now go and get her
Remember to let get into your heart
then you can start to make it better
So let it out and let it in
Hey Jude begin
You're waiting for someone to perform with
And don't you know that it's just you
Hey Jude, you'll do
The movement you need is on your shoulder
Na na na na na
na na na na yeah
Hey Jude
Hey Jude, don't make it bad
take a sad song and make it better
Remember to let her under your skin
Then you can begin to make it better
Better, better, better, better, better, oh
Na, na na na na na na
na na na na, hey Jude
Na, na na na na na na
na na na na, hey Jude
Na, na na na na na na
na na na na, hey Jude

Scoperte lettere scritte da John Lennon.


John Lennon
Più di 250 lettere e cartoline inviate da John Lennon alla sua  famiglia e agli amici saranno presto pubblicate per la prima volta.
L'autore Hunter Davies, che scrisse l'unica biografia autorizzata  sui fab four "The Beatles" nel 1968, sta cercando di rintracciare ogni lettera scritta dal cantante.
"Ho trovato un sacco di lettere che nessuno ha mai visto", ha detto.
Davies, il cui libro uscirà il prossimo anno, ha detto che è la prima volta che la vedova di Lennon Yoko Ono ha dato il permesso che le sue lettere private venissero pubblicate.
L'autore ha detto che non ci sono delle "rivelazioni drammatiche" nelle lettere, ma che hanno dato uno spaccato della vita di Lennon e del suo senso dell' umorismo.
"Si scopre un Lennon dall' anima torturata", ha detto "un uomo depresso, ma anche una persona  divertente, che gli piaceva mettersi in mostra, insomma lo si può vedere in diversi modi".
Davies ha rintracciato moltissime lettere nelle case d'aste che hanno venduto cimeli di  Lennon nel corso degli anni, ma anche presso  parenti, commercianti e collezionisti di memorabilia ."La sua prima reazione ad ogni emozione, sia che questa fosse rabbia, stupore o odio, non era proprio quella di andare al pianoforte o di prendere la chitarra",  ha detto Davies su Lennon.
"Era quella di prendere in mano una penna e scrivere. E scrisse delle lettere veramente divertenti. Quando scriveva una lettera o una cartolina a qualcuno, faceva di tutto per scrivere un pezzo unico e divertire."



Davies ha parlato delle lettere all'annuale Beatles Convention a Liverpool, durante l' International Beatles  Week, che attira ogni anno appassionati da tutto il mondo, grazie all'esibizione delle varie tribute band, conferenze, tour per la città e la vendita di cimeli. L'evento ha visto anche il ritorno della band originale formata da Lennon, i Quarrymen. Sabato scorso infatti, si sono esibiti nell'atrio della Calderstones School, ex Quarry Bank School, la scuola superiore dove la band si formò. 
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Rod Davis, che fu sostituito da Paul McCartney all'interno della band, ha dichiarato: " L'atrio della scuola sembra anche meglio di come me lo ricordavo dopo cinquanta e rotti anni fa. Suonammo su questo stesso palco a un paio di feste della scuola. E' stato molto divertente. "



Esce oggi "Close at hand" il nuovo album di James McCartney.


Il suo album di debutto "Available Light" e il successo internazionale che ha ottenuto l'ha lanciato come cantautore e ha fatto conoscere la sua musica al mondo. Ora James McCartney si imbarca nella sua seconda avventura, con l'uscita dell'album "Close at hand".
"Ho voluto dare un seguito ad "Available Light" con qualcosa che mostrasse un'evoluzione..Che avesse un significato ancora più profondo, sia spiritualmente che musicalmente. Alcuni artisti sono soddisfatti di fare sempre le stesse cose, ma i miei artisti preferiti sono quelli che si evolvono e crescono e io voglio essere uno di loro" ha detto James a proposito del suo lavoro. 
Nell'album, oltre a cantare, James suona la maggior parte degli strumenti( buon sangue non mente), tra cui basso, chitarra e pianoforte. Registrato tra Sussex, Londra e New York, l'album è stato prodotto da David Kahne e il mitico papà, Sir Paul McCartney..un nome una garanzia.




lunedì 29 agosto 2011

29 agosto 1966: i Beatles suonano per l'ultima volta dal vivo al "Candlestick Park" di San Francisco



"Ne avevamo discusso al Candlestick Park, sembrava che quella sarebbe potuta essere l’ultima volta, ma non ne sono stato sicuro al cento per cento finché non siamo tornati a Londra. John voleva smettere più degli altri. Disse che ne aveva avuto abbastanza."
Questo racconta Ringo Starr a proposito del 29 agosto 1966, data in cui i Beatles suonarono il loro ultimo concerto dal vivo al Candlestick Park di San Francisco, il noto stadio di baseball, sede dei Giants.

25.000 i biglietti venduti, anche se i posti a sedere erano ben 42.500, lasciando così ampie sezioni di posti liberi. I fan pagarono tra i 4,50 e i 6,50 dollari per i biglietti.

Lo spettacolo ebbe inizio alle 8 di sera e tra gli artisti che aprirono il concerto le Ronettes di Phil Spector. I Beatles salirono sul palco alle 21:27, poco più di mezz'ora di concerto durante il quale eseguirono 11 canzoni: Rock And Roll Music , She's a woman , If I Needed Someone , Day Tripper , Baby's In Black , I Feel Fine , Yesterday, I Wanna Be Your Man , Nowhere Man , Paperback Writer e Long Tall Sally . Nonostante l'ottimismo di Ringo, sapevano benissimo che quello sarebbe stato il loro ultimo concerto. Così vollero una macchina fotografica sul palco e Paul registrò l'audio per documentare il più possibile quei momenti conoscendo l'importanza e il valore che quel concerto avrebbe avuto in seguito.

"Prima di uno dei nostri ultimi brani, abbiamo messo la macchina fotografica sopra l'amplificatore, Ringo si è staccato dalla batteria, davamo le spalle al pubblico..e abbiamo posato per una fotografia, perchè sapevamo che quello sarebbe stato il nostro ultimo concerto."
George Harrison.













domenica 28 agosto 2011

Singolo di "Please Please Me" venduto per 9.000 sterline.


Please Please Me single
Una copia del singolo "Please Please Me", autografato in entrambi i lati da tutti e quattro i Beatles, è stato venduto all'annuale asta di Liverpool per la "modica" cifra di 9.000 sterline, circa 10.300 euro.
La proprietaria era una fan, che chiese ai quattro giovanissimi Beatles di autografarle il singolo dopo averli visti al Cavern da ragazza.
Il disco, "molto molto raro", faceva parte dei 322 pezzi dell'annuale asta durante la Beatles Convention tenutasi al "Paul McCartney Auditorium" presso il "Liverpool Institute For Performig Arts" di Liverpool. Offerte sono arrivate, oltre che dalla Gran Bretagna, anche dall'Austria, Germania, Australia e dagli USA.
Tra gli altri oggetti messi all'asta un berretto appartenuto a John Lennon venduto per 3.200 sterline (3.670 euro)  e la porta del numero 38 di Kensington, molto importante nella storia dei Beatles, perchè fu proprio in quello stabile che i Quarrymen fecero la loro prima registrazione professionale,  venduta per 2.300 sterline (2.640 euro). La porta rimarrà in città e sarà esposta al Museum of Liverpool Life. Stephen Bailey, proprietario del Liverpool Beatles Shop, ha raccontato il momento in cui il raro singolo è arrivato nel suo negozio. "Si è presentata questa anziana Signora con questo disco autografato e mi ha chiesto :" Varrà qualcosa?" "Certo! Varrà migliaia di sterline" le ho risposto. Ed eccoci qui, 9.000 sterline dopo! 
La gente viene spesso nel mio negozio chiedendomi "Varrà qualcosa?". C'è ancora molto interesse per gli oggetti di memorabilia dei Beatles. E ci sono ancora persone disposte a pagare cifre incredibili!"


sabato 27 agosto 2011

I Beatles appoggiano la campagna Music Matters.

I Beatles sono stati negli anni '60 i responsabili dell'esplosione globale della musica pop e chi meglio di loro poteva dare il pieno appoggio alla campagna antipirateria Music Matters. 
I due membri superstiti della band (Paul McCartney e Ringo Starr) e i figli di John Lennon e George Harrison hanno dato il consenso di utilizzare la loro musica per uno dei video della campagna. Nata in Gran Bretagna all’inizio del 2010, la campagna Music Matters rappresenta il lato dolce dell’antipirateria. L’obiettivo dei promotori non è tanto quello di reprimere o colpevolizzare chi si procura musica in modo gratuito e/o illegale utilizzando le mille risorse messe a disposizione da Internet, ma quello di evidenziare il valore della musica e sensibilizzare tutti i modi responsabili di usarla.
Molti altri artisti hanno già accettato di partecipare a Music Matters come gli Iron Maiden, Nick Cave, Kate Bush, i Jam.  
I Beatles hanno assicurato il loro pieno sostegno approvando la creazione di un video d'animazione, in linea con la campagna. Il film è stato animato e diretto da Lee Gingold, che ha usato i loro brani senza tempo, la colonna sonora della vita del personaggio protagonista del video, cresciuto ascoltando la loro musica, musica che ha segnato tutte le diverse tappe della sua vita, tutta la sua storia dietro la loro musica.
Il video si concentra sul messaggio che la musica è un'esperienza da condividere e come tale porta ad unire, qui sta il suo valore. 
I Beatles hanno ispirato migliaia di artisti nel corso degli anni e tutti si sentono più uniti con i Beatles. Il loro appoggio a questa campagna è una tappa importante per Music Matters. 
Ancora oggi, le canzoni dei Beatles sono in esclusiva online solo su iTunes. Niente Amazon, niente Pandora, niente Spotify, niente licenze ad altri negozi, servizi in streaming, mobile apps. Se i fan devono maturare una maggiore consapevolezza sull’importanza della musica tutto parte porprio da questi esempi positivi. 


Per saperne di più www.whymusicmatters.org/




venerdì 26 agosto 2011

Paul McCartney nella copertina di Project Magazine.



L'ultimo numero della rivista Project Magazine ha in copertina una foto in esclusiva mondiale di Sir Paul McCartney, scattata a Chicago, davanti a 400.000 persone, durante il suo "On the run tour"  negli Stati Uniti. E' possibile scaricare la rivista cliccando qui

A Pavia il 3 settembre: John Lennon e i Beatles, un mito che dura da 50 anni.




La Notte Bianca, per antonomasia, è una festa dell' intera città che si riversa nelle strade e nelle piazze per ritrovare quel comune senso di appartenenza che, spesso, la quotidianità porta a dimenticare. È e deve essere una festa di tutti e di tutte le generazioni. Per questa ragione è giusto diversificare le offerte musicali, in modo che ciascuno trovi risposta ai propri gusti e alle proprie esigenze. C’è una musica, però, che le accomuna un po’ tutte e si presenta “trasversale” a ben cinque generazioni di appassionati e di fans: la musica dei Beatles. Così, quest’anno, il concerto in Piazza della Vittoria sarà dedicato ad una sorta di Beatles Festival. Con la collaborazione dei Beatlesiani D’Italia Associati di Rolando Giambelli, ben quattro gruppi si alterneranno sul palco, dalle 18:30 sino a notte fonda.
Nel 2010 tutto il mondo ha commemorato, con manifestazioni e concerti, i trent’anni passati dal giorno in cui fu assassinato e i settant’anni che John avrebbe compiuto se fosse stato ancora vivo. E’ incredibile come la sua (e la loro, quella dei Beatles) musica sia ancora oggi attuale, fresca, fonte di ispirazione per nuovi musicisti. John Lennon, prima di essere John il Pacifista, John il Rivoluzionario, John il Mito, scrivere Imagine (che è stata dichiarata la Canzone del Secolo), Give Peace a Chance e Happy Xmas War Is Over (divenute due veri e propri inni per i pacifisti di tutto il mondo) era John il chitarrista dei Beatles, un ragazzo di Liverpool che, a poco più di vent’anni, aveva conosciuto un successo mondiale senza precedenti.
Liverpool era stata il porto più importante della Seconda Guerra Mondiale; quello in cui facevano scalo i grandi convogli per l’Europa. Per questa ragione venne quasi rasa al suolo dai bombardamenti e, alla fine del conflitto, anche il porto divenne uno scalo di scarsa importanza; conobbe così altissimi tassi di disoccupazione e, in quella situazione di precarietà economica, alle giovani generazioni prive di possibilità lavorative non rimase che mettersi a suonare uno strumento qualsiasi per poter raggranellare qualche soldo, con quelle orchestrine improvvisate, per potersi pagare una birra al pub o offrire un cinema alla propria ragazza. Di qua e di là dal Mersey, il fiume che attraversa Liverpool, nacquero così centinaia di complessi e da quella enorme fucina di talenti ne uscì il complesso più famoso del mondo, quello che cambiò radicalmente non solo il mondo della musica ma anche quello del costume: i Beatles.
La città di Pavia, oggi, presenta parecchie analogie con la Liverpool degli anni ’60 (a parte quella, puramente territoriale, di essere attraversate ambedue da un fiume): Pavia, da città industriale che era (Necchi, Kurting, Fivre, Snia, ecc.) ha visto chiudere ad una ad una tutte le proprie fabbriche e nell’ambito di una crisi economica (nazionale ed internazionale) che taglia fondi e posti di lavoro, i giovani pavesi non hanno molte prospettive di guadagno immediato. Anche qui è venuta in soccorso la musica e il panorama musicale cittadino vive un momento di grande fermento, paragonabile solo a quello dei primi anni ’60. Sono moltissimi i gruppi musicali formati da giovani (e giovanissimi) pavesi e presentano anche un livello qualitativo musicale molto alto; lo dimostra la compilation prodotta da Spaziomusica e da Downtown, dedicata proprio alla musica di John Lennon e dei Beatles.

Se a partecipare alla ”impresa” sono stati tutti gruppi che producono musica “propria”, di vario genere e stile, è altrettanto vero che a Pavia (e in tutta Italia) esistono gruppi che hanno dedicato tempo, passione ed impegno nel riprodurre sonorità ed atmosfere dei mitici “Fab Four”. Si tratta di cover-band, o tribute band, il cui repertorio riproduce, “in  toto” o in parte, quello dei Beatles. In Italia sono circa un centinaio le beatle-band che ogni anno partecipano ai due appuntamenti più importanti: il Beatles Day di Brescia (a Giugno) e il Lennon Memorial Concert di Torre d’Isola (a Dicembre) che si tengono puntualmente ormai dal 1993. A Pavia sono due: quella “storica”, apprezzata e conosciuta in tutta Italia, dei Back To The Beatles, e la più “giovane” Abbey Band. Sul Palco di Piazza Vittoria, oltre a loro, saliranno anche i The June ,un gruppo di Parma che ha suonato al Cavern di Liverpool e produce dischi di ottimo livello e Johnny and The Moondogs da Torino.
Johnny, nome d'arte del mio amico Gianni Tacconella,  è uno dei migliori “Lennon” che abbiamo in Italia, vuoi per il livello altissimo delle sue interpretazioni, vuoi per il sincero trasporto e partecipazione che dimostra nei suoi concerti. Alcuni giorni prima del concerto ci sarà una mostra, allestita in Santa Maria Gualtieri, dedicata al fenomeno Beatles e al mito John Lennon: rarità, curiosità, gadgets, memorabilia, posters e dischi, per una carrellata su tutto quello che il “fenomeno Beatles” ha prodotto negli anni.

giovedì 25 agosto 2011

"Baby you can "buy" my car" : In vendita la mitica Aston Martin DB5 di Sir Paul.

Beatles memorabilia: A luxury Aston Martin DB5 once owned by Sir Paul McCartney
Dopo la Lamborghini 400GT 2+2 del 1967, venduta nel mese di luglio, un'altra vettura appartenuta a Sir Paul sarà messa all'asta. E' la volta della mitica Aston Martin DB5, resa immortale da James Bond nel film Goldfinger e che Paul McCartney ordinò direttamente alla Aston Martin nel 1964, appena prima della partenza per il tour mondiale con i Beatles.
Driving my car: Sir Paul, sitting in his Aston Martin, signs an autograph for a fan in London, June 1967
Oltre al fatto che l'auto poteva raggiungere una velocità massima di 150 km orari, Macca l'arricchì di una serie di optional chiesti espressamente da lui, tra cui sospensioni speciali, ruote con cerchi cromati e infine, un gadget in perfetto stile James Bond e molto adatto a una stella del rock anni '60: un giradischi Philips.
Sir Paul usava l'auto spesso e volentieri per girare la città con l'allora fidanzata Jane Asher. Dette anche un passaggio al fondatore dei Byrds Roger Mc Guinn che in seguito racconterà :"  I Beatles vennero a vedere uno dei nostri concerti e alla fine della serata li incontrammo. La sera dopo andai nel club di Paul in St James e lui mi portò in giro per Londra con la sua Aston Martin DB5. Fu molto divertente"


The London look: Sir Paul with his Aston in April 1967

L'ex auto di Sir Paul, ora di colore grigio, sarà venduta il 21 settembre al Duxford Imperial War Museum di Cambridge dalla Casa d'aste H & H, cifra stimata 400.000 sterline, (430.000 euro).


mercoledì 24 agosto 2011

A proposito di "Ocean's Kingdom" ..


"Ocean's Kingdom", come ormai è arcinoto a tutti, sarà il prossimo nuovo lavoro di Sir Paul McCartney, come è noto che sarà pubblicato dalla Decca, e uscirà il 3 ottobre.  Sarà la musica di un balletto, la cui prima si terrà a New York il 22 settembre. La pièce, della durata di novanta minuti, ha per soggetto una vicenda ambientata  nella profondità degli oceani, dove la pace e la tranquillità dell'ambiente naturale viene messa a rischio dalla cupidigia dell'uomo.
L'orchestra che ha eseguito il lavoro, la London Classical Orchestra, è stata diretta dal maestro John Wilson. 
"E' stato molto stimolante lavorare a questo progetto, perchè il nocciolo della questione era quello di trasportare in musica le proprie emozioni" ha dichiarato Paul.."la sfida era quella di tradurre in note paura, amore, rabbia e tristezza, ed io ho trovato tutto questo molto stimolante."
Ecco i titoli inclusi nel CD:
1- Movement 1 Ocean's Kingdom
2- Movement 2 Hall of Dance
3- Movement 3 Imprisonment
4- Movement 4 Moonrise

"George Harrison: Living in the material world" :il trailer...

Eccovi il trailer del documentario di Martin Scorsese "George Harrison: Living in the material world" che andrà in onda in due parti su HBO il 5 e il 6 ottobre. Vi ricordo che in Europa il DVD è atteso per il 10 ottobre. Insieme al DVD, sarà disponibile anche il CD.


martedì 23 agosto 2011

49 anni dopo la Decca mette Paul McCartney sotto contratto


A distanza di quasi mezzo secolo la casa discografica britannica 'Decca' ha rimediato, seppure molto parzialmente, a una delle piu' clamorose cantonate mai registrate nella storia dell'industria musicale: se infatti nel febbraio 1962 rifiuto' d'ingaggiare i Beatles, allora alle primissime armi, oggi ha invece concluso un contratto con Paul McCartney per pubblicare sotto la propria etichetta le musiche del balletto 'Ocean's Kingdom' ('Il Regno dell'Oceano'; ndr), prima incursione di 'Macca' nel mondo della danza. Lo hanno annunciato le due parti: lo spettacolo debuttera' in prima mondiale il 22 settembre prossimo al New York City Ballet, mentre il 3 ottobre il disco uscira' in Gran Bretagna. Oltre 49 anni fa un incauto manager della 'Decca' boccio' senz'appello i campioni dimostrativi proposti alla casa discografica inglese dai quattro di Liverpool, che furono messi alla porta senza tanti complimenti, con commenti 'lungimiranti' del tipo "I gruppi con chitarre ormai sono finiti" e "Non avete alcun futuro nel mondo dello spettacolo". Al posto dei non ancora Fab Four, nelle cui file tra l'altro solo a settembre di quell'anno Ringo Starr avrebbe sostituito Pete Best alla batteria, fu messa sotto contratto una band chiamata Brian Pool & the Tremeloes, di cui qualche mesi piu' tardi si erano gia' perse le tracce. La vera ragione della scelta sembra in realta' sia stata il fatto che quest'ultima era londinese, e dunque meno costosa e piu' facile da avere a disposizione in sala di registrazione rispetto a quel drappello di 'provinciali'. Nel frattempo i Beatles erano stati peraltro scritturati dalla 'Emi' per una sua etichetta minore, la 'Parlophone', e la scommessa si sarebbe infine rivelata ben piu' che azzeccata. Fu cosi', d'altronde, che due anni piu' tardi alla 'Decca', imparata la lezione, non si lasciarono sfuggire un quintetto che altri avevano gia' rifiutato: i Rolling Stones, per colmo di paradosso segnalati proprio da George Harrison. Paul McCartney non e' comunque nuovo alle composizioni classiche: negli anni '90 debutto' con la musica orchestrale di 'Liverpool Oratorio', seguita dall'opera 'Standing Stone' e da 'Working Classical', fino allo spartito per coro e orchestra 'Ecce Cor Meum', dedicato alla defunta moglie Linda.
Da www.agi.it/ultime-note198/49-anni-dopo-decca-mette-paul-mc-cartney-sotto-contratto

venerdì 12 agosto 2011

Alessandro Cattelan: "A X Factor vorrei come ospite Paul McCartney"



Prime indiscrezioni sulla quinta, attesissima edizione di X Factor, da parte del presentatore d’onore del talent show passato a SkyUno, Alessandro Cattelan.
Sebbene sia ancora un pò prematuro parlare degli ospiti della futura stagione, il conduttore che ha preso il posto di Francesco Facchinetti (prossimo a diventare padre e intento a coccolare Alessia Marcuzzi in Sardegna) si lascia scappare qualche desiderio impossibile:
“Puntando in alto, mi piacerebbe avere Paul McCartney: sono un beatlesiano sfegatato. Tra gli italiani, invece, inviterei il rapper Fabri Fibra: siamo amici e lo stimo molto”.
Per quanto riguarda i colleghi Simona Ventura ed Elio (che ha giurato di tenere sotto controllo), dichiara:
“Sono felice per la presenza di Simona, con cui negli ultimi due anni ho lavorato nel programma di Rai Due Quelli che il calcio. Lei mi dà sicurezza: è molto generosa, pronta ad aiutare i colleghi più giovani”.
Di Elio:
“Ho grandissima aspettativa su Elio: mi fa morire dal ridere fin da quando ero piccolo”.
E, infine, di Arisa:
“una scoperta televisiva. Si sa che è una brava cantante, ma nel programma di Victoria Cabello, Victor Victoria, ha anche dimostrato di “bucare” lo schermo. Non ha paura di dire, con ironia, quello che pensa”.
Anche se credo che il suo desiderio non verrà mai esaudito, apprezzo molto lo sforzo da buon Beatlesiano doc! 

giovedì 11 agosto 2011

McCartney e altre stars in aiuto dell'Africa.


Oltre 50 star della musica, dello spettacolo e dello sport tra le piu' famose al mondo sostengono da oggi la campagna globale ''I'm Gonna Be Your Friend'', a supporto degli interventi di "Save the Children" per salvare i milioni di bambini e le loro famiglie che sono stati colpiti dalla crisi alimentare devastante in corso nell'Africa Orientale. Lo comunica in una nota la stessa Save the children spiegando che, grazie al sostegno diretto di Paul McCartney, Lady Gaga, David Beckham, U2, Beyonce, Muhammad Ali, Jennifer Lopez, Muse, Coldplay, Elton John, Lewis Hamilton, Britney Spears, Bruno Mars, Robert Plant, Kanye West, Madonna, Cristiano Ronaldo, Justin Bieber, Brian May, Sting, Rihanna e molti altri, 600 milioni di fan e sostenitori saranno invitati via Facebook e Twitter a partecipare con il loro contributo alla campagna '''I'm Gonna Be Your Friend''.

Il brano musicale di Bob Marley ''High Tide or Low Tide', che contiene le parole "I'm gonna be your friend", e' stato scelto e messo a disposizione della raccolta fondi dalla famiglia Marley per la campagna globale alla quale partecipano attivamente con le loro risorse Universal Music Group, iTunes, Yahoo!, Facebook, Aol, Msn, YouTube e Twitter. Rita Marley ha dichiarato,: ''A nessun bambino deve essere negato il cibo o l'acqua. Nessun bambino deve soffrire. Dobbiamo schierarci insieme come amici con Save the Children per porre fine a tutto questo, per sfamare i nostri bambini e salvare le loro vite''.

La mobilitazione globale, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, ''e' indispensabile per rispondere alla piu' grave crisi in Somalia e negli altri paesi dell'area degli ultimo decenni.

10 milioni di persone sono gia' state colpite e molte non hanno da mangiare, da bere e hanno perso tutto il loro bestiame. Save the Children, insieme ad altre organizzazioni umanitarie, ha attivato un'ampia azione di intervento nell'area per portare soccorso e aiuti ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti per arrivare in tempo a salvare la vita dei bambini e delle loro famiglie''.

http://www.asca.it/news-CORNO_D_AFRICA__OLTRE_50_STAR_A_SOSTEGNO_CAMPAGNA_SAVE_THE_CHILDREN-1041207-ORA-.html


"International Green Awards": una nomination per Sir Paul McCartney



Paul McCartney, è tra i candidati al primo "Best Green International Celebruty Award". 
Il premio è un ramo dell' "International Green Awards" che ogni anno offre riconoscimenti alle campagne eco sostenibili più creative del mondo.
Questo nuovo riconoscimento intende premiare una figura mediatica che costantemente promuove l' eco sostenibilità in tutto il mondo, un personaggio noto per la sua capacità di sfruttare la potenza mediatica e di sfidare il pensiero convenzionale del clima.
Nella lista, composta da 15 candidati, possiamo trovare artisti come il cantante Sting che ha fondato la "Rainforest Foundation International", l'attore Don Cheadle che sostiene "Seal the deal", la modella Gisele Bundchen e il fotografo francese Yann Arthus-Bertrand, la top model Helena Christensen,  il cantante Miguel Bosè, Leonardo Di Caprio,Cameron Diaz e naturalmente Sir Paul McCartney, candidato al premio per il suo fervente sostegno all'eco sostenibilità attraverso il vegetarianismo e la tutela dei diritti degli animali. 
Il pubblico potrà votare per le celebrità che ritengono più meritevoli del premio "verde" effettuando il login sul sito ufficiale della International Green Awards. Il candidato con il maggior numero di voti sarà proclamato vincitore in novembre, durante una cena di gala, naturalmente eco sostenibile, presso il Museo di Storia Naturale di Londra.

lunedì 8 agosto 2011

8 agosto 1969: auguri alla mitica copertina di Abbey Road



L'8 agosto 1969, alle 10,30 di mattino, i Fab Four attraversarono le strisce pedonali di Abbey Road e scattarono la foto che sarebbe diventata un'icona nel mondo e che avrebbe fatto da copertina a uno degli album più rappresentativi e famosi di sempre. E' universalmente riconosciuta tra le tre più belle copertine di tutti i tempi, una delle più famose e più copiate. 
Ma Abbey Road..non è solo una foto, ma anche il famosissimo ultimo lavoro in studio dei Beatles ..secondo me, uno dei loro migliori album. Una pietra miliare della storia del rock, un capolavoro fatto di canzoni bellissime..dei gioellini.
Per la realizzazione dell’album i quattro si ritroveranno poche volte tutti insieme contemporaneamente in sala di registrazione- La maggior parte del lavoro di “Abbey Road” verrà compiuto infatti come solisti, sovraincidendo le singoli parti. Ciononostante risulterà essere l’album più “di gruppo”, il più beatlesiano mai inciso dai Beatles, ancor più del “White Album”. Una magia fatta da un Lennon nella sua nuova fase “blues”, da un Harrison che inizia il suo “magic moment” musicale (le splendide “Something” e “Here Comes the Sun” portano la sua firma), da Ringo Starr sicuramente più attento nella ritmica e negli arrangiamenti (si produrrà nell’unico assolo di batteria della sua carriera) e da McCartney che impone, genialmente, nel lato B il medley, ossia una serie di canzoni tutte collegate una all’altra come in un’unica traccia, quasi in maniera sinfonica... “Golden Slumbers”,“Carry That Weight”,“You Never Give Me Your Money” ..“The End”, di fatto l’ultimo pezzo del disco,
Un gioiello di album insomma.  Basta guardarlo da fuori per capire da subito che non è un disco qualunque. 

E si ritorna alla foto della copertina, una foto molto banale ma di grande impatto, geniale! Venne scattata dal fotografo Iain Macmillan sul passaggio pedonale di fronte agli Abbey Studios e passerà alla storia, come tante altre icone beatlesiane, al punto che il Maggiolino parcheggiato sul marciapiede verrà venduto all'asta da Sotheby's nel 1986.
Senza contare le voci sulla morte di Paul McCartney dovute anche ad alcuni particolari della copertina: Paul è il penultimo della fila e cammina a piedi nudi, reggendo una sigaretta con la destra anche se è mancino...e sulla targa di quel maggiolino bianco si legge "28IF" ("28 SE", interpretato come "28 anni SE fosse ancora vivo")
Lo stesso Paul ci ha scherzato sopra molte volte: "Si disse che siccome io ero scalzo ero morto ...non vedo un nesso tra le due cose"



Chi di voi, essendo un grande fan dei Beatles, non ha mai sognato di andare almeno una volta nella vita ad Abbey Road..o di farsi fotografare mentre attraversa quelle strisce pedonali? Io per non smentire la mia fama di beatlesiana doc l'ho fatto...anche se non scalza.
Un titolo semplice ...e pensare che si doveva chiamare Everest, ma non avendo il tempo di andare sull'Himalaya a fare le foto per la cover si decise di omaggiare la strada davanti agli studi delle EMI, scegliendo quel nome che per tutti i fan ..ma non solo....è un culto...Abbey Road.


Il 26 settembre 1969 l'album uscì nei negozi, creando una magia che dura da più di quaranta anni...ma di questo riparleremo più avanti..


“and in the end the love you take is equal to the love you make”


domenica 7 agosto 2011

7 agosto 1957: I futuri Beatles suonano per la prima volta al Cavern...o forse no..





Il 7 Agosto 1957 i Quarrymen, suonarono per la prima volta presso il Cavern, locale che sarebbe diventato leggendario proprio grazie a loro. Il Cavern aveva appena aperto i battenti quell'anno, il 17 gennaio, come jazz club, ma ben presto divenne popolare con i gruppi skiffle.

Il locale era di proprietà di Alan Sytner, che sentì il gruppo esibirsi in un'audizione al Lee Park Golf Club, grazie al fatto che il "manager" dei Quarrymen, ex componente della band e compagno di scuola di John Lennon, Nigel Whalley, lavorava nel Golf Club. Fu proprio grazie a questo che la band nascente ottenne la sua prima esibizione nel locale.
Lo Skiffle era terreno fertile per i musicisti - qualcuno di loro è diventato un musicista jazz, ma molti hanno finito per fare rock 'n roll'. Conoscevo John Lennon abbastanza bene, visto che vivevamo nella stessa zona: abitava 400 metri da me. Aveva 16 anni, era arrogante e non aveva la più pallida delle idee, ma era John Lennon.


Alan Sytner

 I Quarrymen quella sera si esibirono tra tre gruppi jazz, suonando brani skiffle ma anche brani rock, iniziando con "Come Go With Me", seguito da "Hound Dog" e "Blue Suede Shoes". Il Cavern Club sarebbe diventato "il locale dei  Beatles". Una volta che la Beatlemania avrebbe preso piede, però, raramente avrebbero suonato nella loro città.
Un membro dei Quarrymen mancò all'appello quel 7 agosto. Paul McCartney infatti si trovava al campo scout col fratello Mike, così saltò il suo primo concerto con la band al Cavern. L'esordio di McCartney al Cavern con i Quarrymen avverrà nel gennaio 1958.


Ma proprio in questi giorni, qualcuno ha avuto da obbiettare sulla data di esordio della band al Cavern. Rod Davis, che suonava nei Quarrymen, durante la trasmissione della BBC Radio Merseyside "On the beat" , asserisce che la data del 7 agosto non è corretta. Si ricorda benissimo che  proprio ai primi di agosto 1957 era in vacanza in Francia.
"Nessun dubbio, ho suonato tre o quattro volte al Cavern ed era sicuramente prima di agosto", ha detto.
"Ho il passaporto di mio padre che dice "Entrata a Boulogne 29 Luglio 1957", quindi non ero sicuramente lì."
Davis si è ricordato di questo quando ha rivisto le foto dei Quarrymen, scattate da suo padre James Davis, nel giorno di luglio del 1957, quando John Lennon incontrò Paul McCartney alla festa di St.Peter's Church a Woolton.

"Nelle stesse pellicole di quel giorno, ce ne'erano alcune con mio zio, che viveva a Epping e dove noi passammo la notte prima di andare in Francia", ha affermato.

Se non fossi stato un suonatore di banjo così scarso,  Paul McCartney non sarebbe mai entrato nel gruppo "
                                                 ... Rod Davis

"Abbiamo suonato molte sere al  Cavern anche se il nome dei Quarrymen non era affatto pubblicizzato".

Davis, che è stato uno dei primi membri dei Quarrymen insieme a  Pete Shotton, Colin Hanton, Eric Griffiths, Len Garry e John Lennon,  lasciò il gruppo subito dopo il suo soggiorno in Francia, quando vi subentrò Paul McCarntey. George Harrison entrò nel gruppo nel 1958. Ricorda ancora la prima volta che incontrò McCartney a casa della zia di John Mimi, in Menlove Avenue, durante le prove della band.

"L'incontro fra Lennon e McCartney è stato il 6 luglio e un paio di settimane dopo che ricordo di esserci trovati da zia Mimi e quella fu l'unica volta che ricordo di essere stato lì", ha detto.
"Sono entrato e ho visto che c'era questo ragazzo che non conoscevo così ho detto a John, 'Chi è questo John?' e lui ha detto 'Questo è Paul, è venuto a sentirci provare'.
"Dopo quella sera, ovviamente, gli offrirono di suonare il banjo, quindi se non fossi stato una schiappa nel suonarlo, Paul McCartney non sarebbe entrato nel gruppo."
Davis dice di non ricordare esattamente la data della loro prima apparizione al Cavern, ma ricorda invece benissimo la sera che li portò alla loro prima scrittura ufficiale, quando fecero la prima audizione in presenza di Alan Sytner.

La performance fu organizzata appunto da Nigel Walley e Alan Sytner era tra il pubblico.
"Mi ricordo quella sera particolarmente bene, perché poco prima che andassimo in scena la cerniera dei miei jeans che avevo comprato a buon mercato per 7 scellini e 6 pence, si ruppe un secondo prima di salire sul palco", ha detto Davis.
"Così ho trascorso tutto il tempo dell'esibizione accovacciato dietro un banjo ringraziando il Signore di non essere un suonatore di ukulele.
"Alan Sytner era là tra il pubblico e fu così che siamo stati scritturati per il Cavern".