mercoledì 28 settembre 2011

Mojo: Paul McCartney about George Harrison.


Si avvicina il 10 ° anniversario della morte di George Harrison e MOJO celebra la vita e la musica del "cute Beatle" con interviste di Michael Simmons a Paul, Ringo, Olivia, Tom Petty e a molti altri per svelare sotto una nuova luce su quell'uomo che milioni di persone adoravano, ma che in pochi conoscevano davvero.
Una delle frasi più celebri di George campeggia nella copertina della rivista :"There was more good than evil being a Beatle" e Michael Simmons ha parlato con Paul McCartney a proposito del suo ex compagno e della loro vita musicale insieme. 
Ecco a voi la "director's cut" dell'intervista.

Mojo: Louise Harrison (la sorella di George) mi ha raccontato che i loro genitori avevano loro insegnato ad avere fiducia nel prossimo e che quando George era giovane era molto fiducioso. Ha lasciato intendere che fosse molto vulnerabile. Secondo te è vero?
Paul McCartney: Penso fosse leale. Fidarsi? Mmm..non lo so. Una sorella maggiore ti vede sempre in modo diverso rispetto ai tuoi amici. Dipende sempre di chi si sta parlando. Se erano ciarlatani li avrebbe riconosciuti subito e non avrebbe dato loro fiducia. Era un ragazzo molto leale, ma c'erano un sacco di cose di cui non si fidava, era super astuto. Aveva occhio per i falsi!

Mojo: Anni fa John Lennon disse che George era "un bambino" quando iniziarono con i Beatles e che per un pò lo trattò come tale. Per quanto tempo?

Paul McCartney: Probabilmente per un paio di anni. John era più grande di George di tre anni ed era molto. John era un pò imbarazzato di avere una specie di ragazzino nella band, ma solo perchè è ciò che succede in un gruppo di ragazzi. Durò un pò. E fu particolarmente evidente quando George fu espulso da Amburgo per via che era minorenne nel novembre del 1960. 
D'altronde, quando aderì alla nostra band, George aveva proprio un viso da ragazzino. Mi ricordo di aver pensato che tra lui e John c'era una bella differenza di età". Non tanto tra George e me, perchè come età io stavo nel mezzo. Poi col passare del tempo e crescendo quella differenza si è appianata. 

Mojo: Sono curioso di sapere in quali brani George ha particolarmente brillato intervenendo con delle idee?

Paul McCartney: Oh certo. E sono stati molti. Mi viene subito in mente "And i love her", dove George ha aggiunto il "do do do do" che è molto più di una parte di una canzone. Sai il riff di apertura. Per me questo riff ha fatto la differenza nella canzone ed ogni volta che l'ascolto mi ritorna in mente il momento esatto in cui George si avvicinò con quella idea. Penso che i suoi assoli erano speciali. Non suonava come un qualsiasi altro chitarrista. I primi tempi in cui eravamo insieme eravamo dei ragazzini, non pensavamo affatto ad essere professionali.
Eravamo solo dei ragazzini che stavano per entrare in quello straordinario paese delle meraviglie che è il mondo della musica. Non sapevamo come sarebbe andata. I primi tempi sono stati emozionanti. Mi ricordo le audizioni alla Decca, dove ognuno di noi dette il meglio di sè e subito dopo al pub a berci qualcosa per far passare l'eccitazione. Mi ricordo seduti al bar io e George..."Sei stato fantastico amico in "Take good care of my baby". Questo divenne una sorta di cosa divertente fra noi due per molti anni ..Era una cosa molto speciale, era diventata una cosa fra me e lui".
Per leggere tutta l'intervista andate sul sito www.mojo4music.com

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