venerdì 29 giugno 2012

"Who Shot Rock & Roll: A Photographic History, 1955-Present"




Le iconiche foto di 
Linda McCartney sono esposte in una nuova mostra fotografica presso Annenberg Space for Photography  a Los Angeles. "Who Shot Rock & Roll"  presenta il lavoro di oltre 100 fotografi di rilievo dal 1955 ad oggi ed è il primo importante museo sul rock and roll a mettere in luce il ruolo creativo e collaborativo che i fotografi hanno giocato nella storia della musica rock. La mostra comprende anche un nuovo documentario prodotto in esclusiva per la mostra dove Mary parla affettuosamente degli inizi della carriera di sua madre e di come uno scatto di Mick Jagger e Brian Jones dette inizio alla sua carriera professionale di fotografa rock.


Oltre al lavoro di Linda "Who Shot Rock & Roll" presenta 166 stampe di noti fotografi tra cui Amy Arbus, Diane Arbus, Roberta Bayley, Stephanie Chernikowski, Danny Clinch, Anton Corbijn, Godlis, Jean-Paul Goude, Ross Halfin, Dennis Hopper, Richard Kern, David LaChapelle, Michael Lavine, Annie Leibovitz, ste a pericoli Mankowitz, Jim Marshall, Ryan McGinley, Marcia Resnick, Stéphane Sednaoui, Pennie Smith, Storm Thorgerson e Albert Watson. La mostra si inaugura oggi fino al 7 ottobre.


Da www.paulmccartney.com/web/guest/news/-/blogs/who-shot-rock-&-roll:-a-photographic-history-1955-present?_33_redirect=/web/guest/home&#p_33#top

"Se (Celui qui reve l'impossible) "




Questa volta vi voglio parlare di un libro..No..non è un libro sui Beatles o su Paul, ma è un libro scritto da un fan dei Beatles, che è anche un amico, quindi tutto torna. 

Eccovi l'intervista all'autore del libro Giovanni Morandi al sito Oppurelibri.it:

LE PAROLE NELLE VENE
Ho scritto questo libro per sperimentare se è vero che in ciascuno di noi esiste una cosiddetta “vena letteraria”.

IL LETTORE ONNIVORO
Mi ha influenzato di tutto: da l’“Odissea” di Omero a James Hillman, da Jane Austen (“Ragione e Sentimento”) a Camilleri.

CORAGGIO E IMPEGNO
Mi aspetto un successo alla Ken Follet (è una battutaccia!), ma no, semplicemente che chi avrà il coraggio di comprare il libro non ne rimanga annoiato, in modo di incentivarmi a scriverne altri, magari con maggiore impegno letterario.

 In questo ventunesimo secolo, un romanzo, nonostante l’imperare delle fiction, televisive e non, avvince ancora chi lo legge; mai come adesso, si sente la necessità di far partecipare il lettore ed interessarlo a fatti e situazioni che lo riguardano da vicino, non soltanto con storie e storielle che accadono sempre e solo al prossimo, se non addirittura oniriche, dove la fantasia dello scrittore conduce chi vuole in un mondo falso o immaginario.

Questo libello, pur non volendo, nel modo più assoluto, assurgere a chissà quali vette di lettura impegnativa, parte dal presupposto, forse anche un pò troppo ottimistico, che, ad un certo punto della vita di ciascuno di noi, scoppia una ribellione per il consueto, per il solito, spesso anche piacevole, scorrere delle nostre giornate, sulla base di schemi diventati, col tempo, quasi istituzionali: il lavoro, la vita affettiva e/o la famiglia e gli impegni, per così dire sociali.

La nostra natura prevede ben altro !

D'altra parte, a tutti sarà capitato di provare una certa invidia nei confronti di chi si costruisce situazioni di lavoro che hanno a che fare con l'anima, o quello che ci sta intorno, ad esempio gli artisti, in qualsiasi campo essi si esplichino. Ma, pensandoci bene, in ognuno di noi c’e’ quella parte così affascinante: basta cercarla !

Dedico queste pagine, in primis alle donne, che anche in questo scritto, sono al primo posto nei miei interessi, e, tramite loro, ho imparato tante verità, prima fra tutte che l’amore è la radice della vita; quindi ai cosiddetti diversi e, comunque, a quelli, che, nonostante tutti gli impegni, anche stressanti, della vita quotidiana, hanno la forza di volontà di affrontare positivamente qualcosa di diverso, che, finalmente, fa riflettere; a coloro, insomma, che, incontrando una persona, una situazione, un problema e, perché no, anche una malattia, in un certo senso, purtroppo, anche quella un'avventura della nostra vita, non fanno marcia indietro, ma l'affrontano con la speranza di uscirne, magari migliorati, conoscendo meglio se stessi e gli altri.

In questo racconto voglio riferirmi, dunque, agli eroi dei nostri giorni, agli angeli della misericordia, non quell’estrema del Manzoni, ma quella raffigurata nel polittico della Madonna di Piero Della Francesca; quella umana di coloro che, sognando un mondo migliore, come scopo della propria vita tentano di salvare il prossimo.

Ma questa storia, che, per il modo com’è descritta, potrebbe far parte della solita letteratura gialla, in effetti è una storia d’amore.

Chi cerca l’impossibile, pensando di trovarlo in qualcosa di diverso è destinato al fallimento: la radice della vita è solo ed esclusivamente l’Amore.

A volte la vita ci passa accanto, come se non ci riguardasse, proprio perché pensiamo di poterne fare a meno: forse io stesso non lo avevo ben capito, fintanto che, per caso, non scoprii che chi cercava di salvare vite già spezzate, avendo la presunzione di modificarle, anche nell’anima, non immaginava di poter perdere con loro anche se stesso.

Pensate, se… una mattina, per caso, qualcosa vi sconvolgesse la vita, chissà, magari incontrando una persona, com’è capitato a me.

Giovanni Morandi

giovedì 28 giugno 2012

Si avvicina il "Salso Meets The Beatles 2012"








Ci siamo quasi! L'edizione del "Salso Meets The Beatles" 2012 si avvicina!

Sabato 14 e Domenica 15 luglio Salsomaggiore si trasforma in Liverpool e ospita la terza edizione del Festival della Cultura Beatlesiana. 
Salso meets the Beatles Festival è il primo Festival in Italia dedicato alla musica e alla cultura beatlesiana. 
Salsomaggiore, capitale italiana del Liberty, si trasforma per un weekend in una piccola Liverpool per celebrare uno dei gruppi musicali che più ha influenzato e cambiato lo scenario culturale contemporaneo: i Beatles. 

Salso Meets The Beatles celebra la musica, l'arte e la cultura beatlesiana con concerti, seminari, mostre, aperitivi a tema e tanti eventi collaterali. Un evento pensato come un incontro tra i fans e gli appassionati del celebre quartetto e lo straordinario mondo della cultura beatlesiana. 
In particolare quest'anno festeggiamo l’importante anniversario (50 anni) della pubblicazione del primo singolo dei Beatles “LOVE ME DO”, brano che ha fatto conoscere i quattro di Liverpool al grande pubblico, dando il via alla loro scalata al successo e ad una leggendaria carriera artistica. 
Cosa ti aspetta a Salso meets the Beatles Festival: 

• Un’interessantissima mostra fotografica, di memorabilia, dischi, abiti e strumenti musicali vintage dei Beatles; 

• Seminari con i più importanti relatori ed esperti Beatles in campo nazionale ed internazionale: 
Rolando Giambelli – Presidente dei Beatlesiani d’Italia Associati, Galeazzo Frudua – liutaio, 
musicista ed esperto in armonie vocali Beatles, Claudio Gioia uno dei più importanti collezionisti d’Europa di strumenti musicali d’epoca. 

• I concerti delle migliori Tribute Band italiane : THE SHOUT, THE BEATBOX, e THE FABS; 

• Il contest musicale aperto a gruppi ed artisti provenienti da tutta Italia, che si sfidano a colpi di 
brani del repertorio Beatles; 

• La presenza per l’intero week end di un vero LONDON BUS, con all’interno il Bar che servirà 
speciali birre; 

• Domenica 15 Luglio un FISH & CHIPS PARTY in stile “british”; 

• La presenza di bancarelle uniche nelle quali perdersi alla ricerca di Libri, dischi, CD, DVD, cimeli, strumenti musicali, ed oggettistica Beatles; 

• “ATTRAVERSA ANCHE TU ABBEY ROAD” … ovvero la possibilità di farsi immortalare sulle 
strisce pedonali più famose al mondo, e di condividere la tua foto in tempo reale su facebook; 

• Nei bar di Salsomaggiore potrai inoltre degustare l’Aperitivo beatlesiano; 
… e tante altre novità, che rendono il Salso meets the Beatles Festival un appuntamento 
irrinunciabile per i numerosissimi fans ed appassionati dei Beatles. 

INGRESSO LIBERO 

Presenta la rassegna musicale Deborah Cervi. 
Il Programma di SALSO MEETS THE BEATLES 2012 

SABATO 14 LUGLIO 2012 
17.15 | TEATRO NUOVO SALSOMAGGIORE 
Inaugurazione Festival e Mostra Dal Rock and Roll ai Beatles: viaggio alle origini della musica dei Fabs Four con fotografie, dischi, libri, memorabilia abiti e strumenti musicali Beatles d’epoca 

17.45 | GAZEBO VIALE ROMAGNOSI 
Seminario L’importanza della figura di George Harrison nei Beatles: l’uomo e il musicista a cura di Rolando Giambelli Presidente dei Beatlesiani d’Italia Associati 

18.15 | GAZEBO VIALE ROMAGNOSI 
Seminario Le chitarre e l’uso delle armonie vocali nei brani dei Fab a cura di Galeazzo Frudua (musicista, liutaio ed esperto Beatles) e di Davide Canazza (musicista, esperto Beatles, coautore del Libro The White Book I Beatles e la chitarra) 

18.45 | GAZEBO VIALE ROMAGNOSI 
Seminario Le chitarre utilizzate dai Fab: Gretsch e Rickenbacker a cura di Arturo Occhiuto (musicista ed esperto di strumenti Beatles) e di Claudio Gioia (musicista, collezionista di strumenti musicali d’epoca) 

19.15 | GAZEBO VIALE ROMAGNOSI 
Aperitivo Beatlesiano con il Magic London Bus (e la birra Guinness) 

19.30 | GAZEBO VIALE ROMAGNOSI 
Concerto dei THE SHOUT Beatles tribute (i Beatles nel periodo 1967-1970) 

21.45 | PIAZZA BERZIERI 
Concerto dei favolosi BEATBOX la migliore tribute band italiana 

DOMENICA 15 LUGLIO 2012 
Teatro Nuovo Salsomaggiore - per tutto il giorno sarà visitabile la mostra “Dal Rock and Roll ai Beatles: viaggio alle origini della musica dei Fabs Four” con fotografie, dischi, libri, memorabilia, abiti e strumenti musicali dei Beatles 

DALLE 10.30 | PARCO CORAZZA 
Bancarelle di dischi/cd/dvd, libri, memorabilia Beatles e strumenti musicali 

11.00 | PARCO CORAZZA 
Contest musicale con le esibizioni dei gruppi ed artisti iscritti 

12.00 | PARCO CORAZZA 
Magic London Bus (birra Guinness) e Fish & Chips party 

15.00 | PARCO CORAZZA 
Contest musicale con le esibizioni dei gruppi ed artisti iscritti 

18.15 | PARCO CORAZZA 
50° anniversario di Love me do, con la band Beatles Girls 

18.30| PARCO CORAZZA 
Concerto finale del Festival con la tribute band THE FABS 

19.30 | PARCO CORAZZA 
Premiazione finale dei gruppi e musicisti partecipanti al contest 


Durante la giornata ti aspettano tanti altri ospiti e presentazioni di libri e pubblicazioni curate da fans ed appassionati dei Beatles provenienti da tutta Italia. 

(In caso di maltempo, gli eventi si svolgeranno presso il Palazzo Congressi di Salsomaggiore) 


Evento ideato e realizzato da MUS.AR.TE. - Associazione musicale culturale di Salsomaggiore Terme 
Direzione artistica Festival: Guido Barbieri con la collaborazione dei Beatlesiani d’Italia Associati 

Si ringrazia per il contributo: Città di Salsomaggiore Terme, Provincia di Parma, Camera 
di Commercio di Parma, Itas Assicurazioni, Conad Nuova Salso, Ascom Salsomaggiore, 
Salsocarni Srl, Trattoria Ceriati di Tartamella A. & C., Parmalat, EstateFuoriCittà 2012, Idros Salsese, Banca Euromobiliare – uff. promotori Salsomaggiore, Zelo S.r.l. Gestioni Alberghiere, Nuova Ottica S.a.s. Media Partners: Gazzetta di Parma, Tv Parma, Tv Salso, The Beatles: fans italiani. 

INFO EVENTO: 


INFO TARIFFE ALBERGHI E PRENOTAZIONI 

ADAST tel 0524 575375 
AASTA tel 0524 572815 

INFORMAZIONI TURISTICHE: 

http://www.portalesalsomaggiore.it 
tel 0524 580211 fax 0524 580219 
SALSO MEETS THE BEATLES FESTIVAL 
MUS.AR.TE. - Associazione musicale culturale di Salsomaggiore Terme 
Via Pascoli, 13 - 43039 Salsomaggiore Terme (PR) 
Tel. fax 0524 577740 

Paul McCartney a Ron Wood: "Credo nel potere curativo della musica"

 
Intervistato da Ron Wood durante il suo programma "The Show Ronnie Wood", ha detto 
che crede che le canzoni abbiano un effetto curativo "potente" e addirittura ha affermato di aver curato un bruttissimo mal di testa, ascoltando uno dei suoi dischi preferiti. "Tutto ciò grazie alle piccole vibrazioni che raggiungono il tuo cuore. La musica, sai, è solo piccole vibrazioni, piccole parole e piccole cose, ma tutto questo ha un effetto potente.." ha detto Paul.


"E il potere curativo della musica è davvero una cosa seria. Mi ricordo che da adolescente avevo un amico di nome Ian James, mio compagno di scuola, di solito andavamo insieme alle fiere e altre cose. Ricordo che un giorno tornai a casa sua e ho avuto un mal di testa, un mal di testa potente e pensai 'Oh Dio', mettemmo su "All Shook Up" di Elvis e quando il disco finì io non avevo più mal di testa. "

Sir Paul ha anche raccontato dei piccoli "incidenti" provocati dalla vanità dell'ex compagno di band John Lennon.


"Portava occhiali spessi con la montatura in corno, ma ogni volta che c'erano delle ragazze in giro lui li toglieva, ma poi non riusciva a vedere un bel niente, visto che senza era cieco come un pipistrello. Un giorno stavamo scrivendo insieme, John ed io, ed era intorno a Natale, e lui veniva da me,  avremmo scritto la sera e poi lui sarebbe tornato a piedi fino a casa sua, che era circa un miglio di distanza o qualcosa del genere, proprio come fece quella notte.


Come ho detto, se c'erano ragazze intorno a lui non indossava occhiali. Il giorno dopo mi disse: 'Sai, quelle persone all'angolo di Booker Avenue, sono pazze! Che ora era quando ti ho lasciato ieri sera?' Io risposi: 'Non lo so, le 11.30 o qualcosa del genere'. Disse John: 'Sì, beh sono passato davanti alla loro casa ed erano lì fuori che giovano a carte'. Ho detto, non posso crederci!'.

"Allora io qualche ora più tardi passo da quelle parti e invece di persone si trattava di un presepe.Sai, Maria e Giuseppe chini su Gesù bambino.E mi sono detto 'i tuoi occhiali amico!' "
I due "ragazzacci" hanno anche cantato insieme alcuni pezzi come "Chains", "Peggy Sue", "That Will Be The Day", "Twenty Flight Rock".
"The Ronnie Wood Show" si può rivedere su Sky Arts e su Absolute Classic Rock. L'intervista con Paul su Absolute Classic Rock il 29 giugno.

Paul McCartney e famiglia riuniti per la prima del film "Comes a Day Bright"













Paul McCartney e i figli Stella, Mary e James hanno partecipato 
al Curzon Mayfair di Londra, 
martedì sera, alla premiere del film  "Comes a Day Bright", 
Il film è stato scritto e diretto da Simon Aboud , marito di Mary McCartney. Il film segna il debutto di Aboud come regista.

Il film, interpretato da Craig Roberts, Timothy Spall, Imogen Poots e Kevin McKidd, è un thriller romantico ambientato durante una rapina a mano armata.
"Sono una moglie molto, molto orgogliosa", ha detto Mary parlando del marito. presente alla serata la modella Twiggy.


martedì 26 giugno 2012

La diffusione della droga? Tutta colpa dei Beatles!

beatles

Ecco un'altra chicca! Questa volta proveniente nientepopòdimenoche dal Ministero della Salute russo. Yevgeny Bryun, dirigente e massimo ufficiale dell’autorità antidroga in Russia ha detto ieri in una conferenza stampa, che i Beatles sono i responsabili indiretti della diffusione della droga in Russia. Il successo onnipresente della celebre band britannica, la loro aperta ammissione all'utilizzo di sostanze stupefacenti e le loro canzoni hanno contribuito a diffondere l'uso delle droghe.

“Quando i Beatles fecero il loro viaggio in India per aumentare la loro consapevolezza, hanno fatto passare l’idea del mutamento della propria condizione mentale tramite la droga nella popolazione. Quando il mercato ha capito che si poteva vendere questa roba, il piacere, e ciò che lo accompagna, è iniziato tutto”, ha detto Bryun e ha aggiunto, “il mercato pubblicitario moderno sta attivamente promuovendo vari ‘modi del piacere’, incluse le droghe, ‘funestando così tutti i nostri sforzi medici di prevenzione”. Sir Paul McCartney  ha sempre ammesso che gran parte della musica della band fu influenzata dalle droghe.
Canzoni come "Got To Get You Into My Life" o "Day Tripper" fanno riferimento all'uso della droga.
La pubblicità, spiega Bryun, dovrebbe invece occuparsi di promuovere uno stile di vita più morigerato e salutare. La musica dei Beatles, ricorda il Daily Telegraph, fu proibita in Unione Sovietica perché troppo occidentale; l’etichetta di stato Melodiya aveva stabilito che “musicisti come questi, che mostrano quanto sia estesa la decadenza musicale, non meritano spazio nei dischi sovietici”. Solo nel 2003 l''ex Beatle potè finalmente esibirsi in suolo russo, grazie al fatto che Vladimir Putin è un suo grande fan, con un grandioso concerto nella Piazza Rossa dove  cantò anche “Back in the Ussr”.


lunedì 25 giugno 2012

1965, Beatles a Roma I vip li raccontano così

1965, Beatles a Roma I vip li raccontano così
Angela Terenzi all'Adriano insieme ai Beatles

"I Beatles hanno messo tutti d'accordo". Così Corrado Rizza, dj romano autore di "Beatles dolce vita", sintetizza il lavoro di documentazione che ha preceduto il suo libro, uscito nel 2005. Più di quaranta testimonianze raccolte, con foto e memorabilia, per raccontare l'atmosfera che ha accolto i Fab Four all'Adriano nel 1965. "Chiunque ha cominciato a raccontarmi la sua esperienza - spiega Rizza - da Renzo Arbore a Catherine Spaak, da Luca Magnani a Fausto Leali, da Linus a Fiorello". Ecco alcune testimonianze. 
RENZO ARBORE. "Sì, ero a Roma in quel periodo, agli inizi del 1965, e io e Gianni Boncompagni avevamo inventato Bandiera Gialla per la radio e quindi era nostro 'dovere andare. Fu lui a convincermi che c'era troppo casino o avevamo qualche guagliona di mezzo, insomma qualche incrocchio: poi non pensavamo che non avremmo mai più visto i Beatles!

Non ci andammo. Facemmo arrabbiare Leo Wacther, che li aveva portati e che sapeva benissimo che noi eravamo gli unici due che in Italia conoscevano e lanciavano i Fab Four, perché non bisogna dimenticare che nel 1965 la radio in Italia era una sola - la RAI - ed era Radio Uno, Radio Due e Radio Tre: e a Radio Due gli unici che trasmettevano i Beatles eravamo io e Boncompagni, perché avevamo Bandiera gialla, avevamo la licenza per trasmetterli eccetera, eccetera...

I dischi degi 'Scarafaggi' in Rai erano etichettati, inseriti nell'archivio. C'era una scheda per ogni disco di tutti, anche quelli dove c'era scritto 'complesso vocale e strumentale'. E non dico quello che c'era scritto su "Twist and shout": 'stonati, incomprensibili, sommersi dai fischi'."

GIANNI MINA'. "... andai in albergo al Parco dei Principi. Lennon e Mc Cartney salirono sulla macchina di lusso del loro amico, Ringo e George Harrison vennero sulla mia Seicento. La divisione era dovuta al fatto che le ragazze le portavo io, due ragazze stavano sulla mia utilitaria qui, una stava sull'auto di là. Non dovrei rilevare chi fossero le quattro fortunate, alcune erano anche note, non si dovrebbe dire. Comunque c'era Marina Marfoglia e c'era la presentatrice dei concerti, Rossella Como, un'attrice morta qualche tempo fa, che ebbe anche un po' di fama, al cinema faceva sempre la parte di quella un po' candida, ma aveva abbastanza ironia e infatti le davano sempre ruoli di caratteri; insomma era carina. C'era Daniela Pichetti che poi è diventata una psicologa, toscana. C'era una quarta ma non ne ricordo il nome..."

"... Andammo al quartiere Coppedé dove parcheggiammo le macchine, uscii e andai in via Tagliamento al Piper a vedere che aria tirava, ma notai l'atmosfera di attesa frenetica; i ragazzi toccavano me, perché avevano visto le foto su 'Ciao Amicì che era allora il Vangelo della musica giovane e dissero 'se c'è Minà ci sono pure i Beatles'. Allora io capii che non era il caso, non saremmo usciti vivi da quella discesa.

Allora l'Adriano era una sala sola, era un teatro che poteva essere anche un teatro d'opera con un grande palcoscenico, con loggioni e palchetti.

Sudavamo tutti come pecore e c'erano molti ragazzi che, arrivati all'ingresso, hanno visto i costi dei biglietti molto salati; ovviamente essendo la sala piccola rispetto al Vigorelli di Milano e al Palasport di Genova, i prezzi erano stati alzati e i questi giovani allora avevano i mangianastri con i dischi dei Beatles e dicevano: 'sai che c'è! me ne vado a Ostia e me li ascolto sulla spiaggia!'. Non erano alla portata economica di molti teenagers di allora, quelle cifre per quei concerti!"

PEPPINO DI CAPRI. "Al Parco dei Principi dove alloggiavamo tutti, ero con la mia prima moglie Roberta e mia sorella che impazziva per i Beatles, era venuta apposta da Capri, e l'unico momento per vederli fu quando furono affacciati al bancone sulla piscina e noi affacciati due tre appartamenti più avanti. Loro avevano quasi tutto il piano.

Dei Beatles il mio unico ricordo importante, il più significativo fu che per avere una foto con loro dovetti aspettare tra il primo e il secondo tempo dello spettacolo all'Adriano, e quando finalmente ci concessero cinque o sei scatti, eravamo convinti che se li sarebbero fatti fare con noi dietro e loro davanti seduti e invece fu il contrario: eravamo noi avanti seduti e loro dietro, ci fecero la grande concessione!"

FAUSTO LEALI. "La mia fu una performance molto veloce feci solo due brani: Portami tante rose e La campagna in città. Ho parlato con i Beatles soltanto nel momento in cui ci siamo fatti una foto di rito all'Adriano, ci siamo scambiati dei convenevoli in inglese. Devo dire che erano tutti e quattro molto carini; però con mio grande stupore e naturalmente piacere Paul prima di lasciarci mi salutò con un 'Hi Fausto!'. Ma non gli avevo detto il mio nome, però lui lo rammentava!"

ANGELA TERENZI. "A Roma, poi, finito il tutto, io, Gianni Minà, Rossella Como (che presentava lo spettacolo) siamo stati dai Beatles invitati in albergo; c'erano anche due ragazzi romani. Siamo stati accolti nel loro appartamento al Parco dei Principi e Minà mi ha fatto da interprete, per quelle poche cose che abbiamo detto; e poi, a un certo punto, George mi ha detto se mi poteva parlare a tu-per-tu e siamo andati in un salottino a fianco; e allora mi ha detto se volevo bere qualcosa eho chiesto un caffè; poi mi ha guardato e mi ha domandato se ero sposata indicando la fede al dito e ho risposto 'sì'; quindi mi ha chiesto se avessi bambini e ho detto 'sì'; lui ha fatto il gesto di cullare come si culla un bambino, allora lui mi ha guardato e mi ha sussurrato: 'Allora io sono uno stupido!'. Lo ha detto in inglese, sì, ma quello l'ho capito ed è finita lì."

LUCA MAGNANI. "All'epoca avevo ventitré, ero già abbastanza grande. Quella serata resta abbastanza incredibile per l'epoca, soprattutto per Roma; la città non era ancora abituata ai grandi eventi, era tutto abbastanza nuovo sia per chi andava a vedere che per la città.

I Beatles piacquero anche a lei, mia madre, Anna Magnani, anche se al concerto andammo più per una curiosità, per vedere qualcosa di diverso, che all'epoca in Italia non c'era. Siamo dunque andati insieme io e lei, pagando regolarmente il biglietto, piuttosto caro per l'epoca. Era un evento a cui partecipò poi la gente di mezza età ma era un evento per i giovani."

CATHERINE SPAAK. "Quella sera il teatro Adriano era stra-stra pieno, non saprei più quale mio film era appena uscito, forse La bugiarda e quando sono entrata e sono andata a sedermi, ho avuto applausi dal pubblico e i fans scandivano il mio nome prima dell'inizio del concerto ed ero divertita da questo fatto, pensando a quanto fossero loro più importanti di me."

FRANCO CALIFANO. "Un aneddoto su di loro? Sì, fu quando li incontrai e li conobbi. Ero in via Veneto e loro arrivarono su di una Seicento, erano con Gianni Minà. Li vidi e li conobbi. Parlammo, niente di particolare, ci presentammo, notai in loro grande umiltà, i Beatles erano già grandi, beh, questa umiltà manca agli italiani."

RED RONNIE. "Hanno fatto canzoni violentissime come Happiness is a warm gun, come Helter skelter, come Revolution 1 e 9. Contemporaneamente hanno scritto anche canzoni dolcissime; quando uscì Hey Jude, andai con il 45 giri appena comprato a casa di un amico, lo mettemmo su due-tre volte di seguito, ma a un certo punto dissi 'adesso basta'; lo rimisi nella bustina e aggiunsi che dovevamo rimamere con la voglia di riascoltarlo, non volevo restare saturato come era successo con altri dischi in precedenza, che ascoltai anche undici volte di seguito per poi non sentirli più."

MITA MEDICI. "Di quel concerto ricordo la grande frenesia, con tutti i ragazzi che si sono ammassati lì. Invece io e mia sorella la musica noi l'abbiamo ascoltata, benché ci fosse quel grande delirio, che esisteva un po' dappertutto, ovunque i Beatles arrivassero: in Giappone, in Francia o nelle Filippine. Però poi la musica l'ascoltavamo; e l'ascoltavo veramente, quando loro cantavano; inoltre cercavo di vedere lo spettacolo, anche se è chiaro che poi osservavo come erano i loro capelli, com'erano i loro vestiti, il beatle che mi piaceva di più (e quello che mi piaceva di meno); ovviamente c'era tutto dentro, mescolato.

Fortunatamente, casualmente e praticamente ero riuscita a sedermi nelle prime file, ma l'aspetto più bello è che io percepivo la musica, proprio concentrata sui Beatles. Nonostante il frastuono esistente, in me c'era soprattutto la voglia di sentire questo rock meraviglioso, che sicuramente risultava diverso da tutto il resto!!!"

LINUS. Ma se i Beatles fossero ancora qui, gli chiederei perché sono durati così poco o al contrario se è giusto che un gruppo duri così poco. Io risponderei che secondo me sì, è stato giusto così: il fatto che siano durati poco fa parte di una certa sincerità artistica; credo inoltre che questo sarebbe giusto anche nei confronti di gruppi pop e rock che magari invece sono sulla breccia da tantissimo tempo e che di conseguenza cominciano a diventare un po' la parodia di se stessi."

ROSARIO FIORELLO. "Certo che se oggi i Beatles fossero ancora insieme e li avessi come ospiti in una mia trasmissione un'idea l'avrei: li metterei tutti in fila vestiti uguali e gli farei cantare Anima mia dei Cugini di Campagna!"

A Meat Free Monday Message to Schools from Paul McCartney

it was 45 years ago :"All you need is love"







Il 25 giugno 1967, i Beatles presentarono per la prima volta la loro canzone "All You Need Is Love" durante la trasmissione televisiva "Our World", il primo programma televisivo in diretta planetaria via satellite. Trasmesso in ventisei nazioni si calcola che il programma fu visto da 350 milioni di persone.

La BBC aveva commissionato ai Beatles una canzone come contributo del Regno Unito al programma e questo fu il risultato.

La canzone apparve originariamente come singolo nel Regno Unito, e nella versione statunitense dell'LP del 1967 "Magical Mystery Tour".

Era stata richiesta una canzone contenente un messaggio semplice che fosse comprensibile per gli spettatori di tutte le nazionalità. All you need is love ampliava il messaggio che John aveva per la prima volta cercato di esprimere nella canzone The Word. "Era una canzone molto ispirata e volevano veramente dare un messaggio al mondo", disse Brian Epstein , "Il bello della canzone è che non può essere mal interpretata. È un messaggio chiaro che dice che l'amore è tutto". John era affascinato dal potere degli slogan che uniscono la gente e non ebbe mai paura di creare arte impegnata socialmente e politicamente. Quando nel 1971 gli chiesero se canzoni come Give Peace a Chance e Power to the People fossero canzoni di propaganda, rispose: "Certamente. Come lo era All You Need Is Love. Sono un artista rivoluzionario. La mia arte è impegnata per il cambiamento".

Divenne uno degli inni dei figli dei fiori, e tutto quanto, dalla coreografia, all'abbigliamento dei Beatles e dei tanti coristi di accompagnamento presenti nello studio di registrazione, tra i quali spiccavano le figure di Mick Jagger (cantante dei Rolling Stones) e Kim McLagan (moglie di Keith Moon batterista degli Who), era stato preparato minuziosamente per trasmettere al mondo un messaggio di pace, di speranza, di amore, di anticonformismo e di protesta.


Composta in gran parte nell'inusuale ritmo di 7/8, comprende citazioni esplicite di diversi altri brani, tra i quali l'inizio de La Marsigliese, l'Invenzione a due parti n. 8 in Fa maggiore, BWV 779 (di Bach), Greensleeves, In the Mood di Joe Garland. Nel finale Lennon cita Yesterday, canzone composta da McCartney, che subito dopo ricambia il favore cantando She loves you, composta da Lennon, come per sottolineare il richiamo all'unità, tema di base del testo.

Il significato della canzone è esplicito e chiaro, a partire dal titolo. L'amore è necessario, l'amore è indispensabile, l'amore è il valore che dà un senso alla vita. «Basta solo un po' d'amore» affermò John Lennon per superare tutti i limiti dell'uomo, della vita e del mondo, dato che «Non puoi conoscere nulla che non sia noto, non puoi vedere nulla che non sia visibile».

Pubblicata come singolo il 7 luglio, All you need is love si piazzò immediatamente al primo posto delle classifiche e vi rimase per tre settimane. Nel 2004 la canzone ha raggiunto il 362º posto nella lista delle 500 più grandi canzoni di tutti i tempi.

In Italia, invece, il disco uscì il 4 luglio 1967, ma non andò oltre il nono posto della Hit Parade pur permanendo per ben otto settimane nelle classifiche.
Il lato B del singolo era "Baby You're a rich man".


E il 25 giugno è stato scelto anche come data del "Global Beatles Day ", una celebrazione ormai annuale del fenomeno e della musica dei Beatles che è nato nel 2009.

"Lo scopo è quello di avere una giornata riconosciuta a livello mondiale per ringraziare e riconoscere i Beatles per tutto quello che hanno fatto per cambiare il mondo", dice Faith Cohen, il creatore dell'idea.


"Ho sentito che l' idea di un "Global Day Beatles" era diversa", ha detto. "La data che ho scelto ha un significato particolare in senso globale. Proprio il 25 giugno infatti ci fu la prima trasmissione mondiale e i Beatles vi parteciparono cantando 'All You Need Is Love'".


"I fan non devono fare nulla di speciale"ha detto Cohen dalla pagina dell'evento di Facebook . "E' solo un giorno dedicato per riflettere, per promuovere le buone idee e inviare le buone intenzioni nel presente che diventa futuro. Non si tratta di essere un 'fan'.Si tratta di molto di più".

domenica 24 giugno 2012

24 Giugno 1965: I Beatles in concerto a Milano.































Quarantasette anni fa i Beatles suonarono per la prima volta a Milano, al Velodromo Vigorelli, in un concerto come si usava allora, di pomeriggio..
dalle 4.30 alle 9.30 pm. Era la prima dicevamo e purtroppo fu anche l’ultima. L'anno dopo avrebbero smesso del tutto di fare concerti e nessuno poteva immaginare, nel 1965, in piena beatlesmania, che di lì a cinque anni quella magia si sarebbe spezzata e che si sarebbero sciolti.
I Beatles dopo Milano suonarono il 26 al Palasport di Genova e il 27 e 28 al teatro Adriano di Roma. Il tour, organizzato da Leo Wachter («inventore» tra l'altro del Ciak, che ha segnato una svolta nel teatro milanese) arriva nel momento magico dei Betles. L’anno prima erano stati consacrati idoli mondiali dal loro viaggio negli Usa e nel ’65 «Help» segna il culmine della loro affermazione.
L'ARRIVO - Paul, Gorge, John e Ringo arrivano da Lione a Milano la sera del 23 in treno: sbarcano dal Trans Europa Express, il T.E.E. come si diceva allora familiarmente, alla Stazione Centrale. Oltre tremila fan sono in attesa pronti a replicare le scene di isteria che accompagna ogni loro apparizione. Per evitare problemi il treno viene fatto arrivare però su un binario diverso da quello ufficialmente previsto, dove soltanto pochissimi riescono ad arrivare per vedereli scendere: i Beatles e vengono prelevati da quattro spider Alfa Romeo rosse. E portati all’hotel Duomo. 
LE FOTO - Proprio qui, in una sala dell'hotel, si tiene la conferenza stampa (per evitare trabocchetti il manager Brian Epstein ottiene che le domande dei giornalisti fossero rivolte a Watcher che poi le avrebbe tradotte a lui in yiddish). E sempre e qui, sulla terrazza, viene scattata la famosa serie di foto del quartetto con alle spalle le guglie del Duomo. L'unica altra tappa del breve soggiorno milanese è un night, il Charlie Max di via Dogana. 

DOPPIO SET - Al Vigorelli è previsto un doppio «set»: in pratica i concerti 
milanesi dei Beatles sono due, uno alle 16, sotto un sole 
cocente e con 38 gradi, davanti a settemila persone; l’altro la sera, 
con un pubblico molto più numeroso, circa 20mila spettatori, e più adulto.
Prezzi: duemila lire sul prato, mille lire per i posti sulle tribune. I concerti 
sono presentati e introdotti da Lucio Flauto e Rossella Como e prima
dei Beatles si esibiscono alcuni artisti italiani: ci sono Peppino Di Capri 
con i suoi Rockets, Fausto Leali e i Novelty, Maurizio e i New Dada…. 
I suoni sono (e saranno anche con il quartetto di Liverpool) quelli possibili 
per un'epoca in cui ancora non esiste una «uscita» unica per i suoni. 
C'è un impianto per le voci, ci sono gli amplificatori (i leggendari Vox) 
per le chitarre e la batteria (difficilissima da amplificare) deve farsi 
sentire così com'è. Ma infine, eccoli, i Beatles: salgono sul palco in 
abito scuro, camicia bianca e cravatta. John Lennon imbraccia 
la sua Rickenbacker e indossa un berretto blu, Ringo Starr si siede 
dietro la famosa Ludwig con l’inconfondibile logo del gruppo, 
George Harrison imbraccia la sua Gretsch e Paul McCartney 
il basso Hofner a cassa di violino. Paul si avvicina al microfono salutando 
il pubblico con un «ciao» e cercando di dire qualche frase appena imparata
in italiano per presentare il gruppo.
Poi via con «Twist and Shout»...e il resto e storia..


La sottoscritta all'epoca aveva un mese mezzo, quindi non poteva di certo assistere al concerto. Si è rifatta 46 anni dopo...con il concerto di Paul ad Assago..una magia irripetibile..


www.corriere.it/Speciali/Spettacoli/2005/BeatlesDay/index.shtml