mercoledì 31 ottobre 2012

McCartney sbarca su Spotify, Deezer, Rdio, Microsoft e Rhapsody



Cinque album di Paul McCartney sono da oggi disponibili in streaming su Spotify, Deezer, Rdio, Microsoft e Rhapsody (la piattaforma d'ascolto gratuita o piattaforma d'acquisto musicale)

Band On The Run (2010 Remaster)
Kisses On The Bottom
McCartney (2011 Remaster)
McCartney II (2011 Remaster)
Memory Almost Full

Happy Halloween from Paul McCartney.

Paul McCartney augura a tutti un felice Halloween con una sua foto del 1980 scattata da Linda.

Happy halloween a tutti! 

domenica 28 ottobre 2012

Paul McCartney: "Non fu Yoko a provocare la separazione dei Beatles"

yoko ono john lennon paul mccartney

Son passati quasi 50 da quel maggio 1964 quando David Frost intervistò un Paul McCartney con la faccia da bimbo e gli chiese che cosa gli riservasse il futuro. "Mi piacerebbe ritirarmi presto e per il modo in cui stanno andando le cose potrei davvero farlo", disse McCartney.




Cinque decenni dopo e nessuno dei due si è ancora ritirato, entrambi hanno raggiunto i 70 anni, entrambi sono stati nominati cavalieri e ora si incontrano di nuovo per una delle più lunghe interviste che l'ex Beatle abbia mai dato.

Durante l'intervista di un'ora, che sarà trasmessa in lingua inglese dall' emittente Al-Jazeera il mese prossimo, McCartney ha detto che Yoko Ono non è stata la responsabile della separazione dei Beatles , di essere ancora 
un figlio della classe operaia  nonostante la sua fama e la sua fortuna  e che il suo matrimonio con Heather Mills è qualcosa di cui preferisce non parlare. Il suo secondo matrimonio non figura infatti nel colloquio; nell'intervista delle foto documentano il suo matrimonio con  Linda Eastman nel 1969 e il suo terzo matrimonio celebrato un anno fa con l'americana Nancy Shevell. E non è stato toccato nemmeno l'argomento dell'astioso e pubblico "divorzio Mills". Ma è sulla più famosa rottura della storia del rock che McCartney ha voluto essere insolitamente esplicito.

"Non è stata di certo lei a dividere il gruppo, il gruppo si stava già dividendo", ha detto McCartney riferendosi a Yoko Ono, dichiarazione che potrebbe dissipare decenni di ostilità diretti alla vedova di Lennon da parte dei tantissimi fan irriducibili dei Fab Four, sin da quando il gruppo si sciolse ufficialmente nel 1970.

Paul va oltre e dice che senza la Ono Lennon
 non si sarebbe aperto all'avanguardia e canzoni come "Imagine" non sarebbe mai state scritte: "Io non credo che l'avrebbe fatto senza Yoko, quindi non credo che si possa darle torto per qualsiasi cosa. Quando Yoko arrivò, parte del suo fascino dipendeva dal suo lato "avant garde", dalla sua visione delle cose, così lei gli mostrò un altro modo di essere e questo fu molto attraente per lui. Per lui era arrivato il tempo di andarsene e avrebbe sicuramente lasciato il gruppo in un modo o nell' altro. "

Ma McCartney non si è completamente ammorbidito con l'età. Ammette che la presenza di Yoko durante le registrazioni dei Beatles era molto difficile da accettare, ma il rancore maggiore lo riserva verso il defunto Allen Klein, l'uomo d'affari che cercò di colmare il vuoto lasciato dal manager Brian Epstein morto nel 1967. Facendo il gesto di dare un pugno alla foto dell'uomo, dice che fu Klein a portarlo in rotta di collisione con gli altri. «Mi ritrovai a litigare con quelli che erano i miei amici per la pelle, gli amici di tutta una vita. Ma io volevo combattere Klein».

Ha raccontato a Frost che fu la perdita delle loro madri in giovane età (la mamma di McCartney morì quando lui aveva 14 anni e quella di Lennon quando lui aveva 17 anni) che contribuì a formarli e a farli diventare musicisti di successo: " Quello con John è stato un legame forte".

Parla anche della perdita di Linda, la madre di quattro dei suoi cinque figli. Egli ammette che, nonostante avesse cercato di fare di tutto per respingere il cancro che l'avrebbe uccisa, sapeva fin dalla prima diagnosi che non sarebbe sopravvissuta. "I medici mi avevano detto in privato che l'avevamo scoperto troppo tardi, che le rimanevano circa 18 mesi. E fu proprio così"

In un tono più felice, il cantautore di maggior successo al mondo, dice che per lui i suoi cinque figli, Mary, Heather, Stella e James nati dal matrimonio con Linda e Beatrice avuta da Heather Mills e gli otto nipoti sono la cosa più importante della sua vita. "Essere padre e nonno è per me la cosa più bella."



La prima famosissima intervista di David Frost a Paul McCartney del maggio 1964.

sabato 27 ottobre 2012

È ufficiale: la Mela dei Beatles è di proprietà della Apple

Domanda accolta, la Mela dei Beatles ora è di proprietà della Apple di Cupertino
Il leggendario logo della mela verde qualità "Granny Smith" che dal gennaio del 1968 identifica la Apple Corps dei Beatles e i dischi da essa pubblicati è ora definitivamente passato nelle mani della Apple Inc. di Cupertino, produttrice dei dispositivi iPod, iPhone e iPad e ideatrice dell'ecosistema iTunes. Lo scrive tra gli altri, riproducendo un documento emesso dal Canadian IP Office, il sito Patently Apple: la società fondata da Steve Jobs e Steve Wozniak, che ha visto accogliere la sua domanda di certificazione del marchio registrato nonostante il tentativo di opposizione da parte di una società canadese denominata Apple Box Productions Sub Inc, ne aveva fatto richiesta nel marzo del 2011, a seguito dell'accordo extragiudiziale (del valore, pare, di circa 500 milioni di dollari) che il 5 febbraio del 2007 aveva posto fine a una lunga e aspra battaglia legale sulla proprietà del trademark iniziata nel 1978 dalla società fondata dai Beatles.

Tale accordo prevede che Apple Inc. (cioè Cupertino) continui a concedere l'uso del marchio in licenza ad Apple Corps (quella dei Beatles) ogni qualvolta quest'ultima ne faccia richiesta. "Amiamo i Beatles, ed è stato doloroso scontrarsi con loro riguardo alla proprietà di questi marchi", commentò nel 2007 Jobs. La risoluzione della annosa vertenza permise di rendere disponibile su iTunes, a partire dal 16 novembre 2010, l'intero catalogo del quartetto in formato digitale: in una sola settimana il negozio virtuale della Apple vendette 450 mila album e 2 milioni di canzoni dei Fab Four.

venerdì 26 ottobre 2012

Pavia rende omaggio a John Lennon e ai Beatles.

Si dice che dopo l'evento “Imagine. Pavia: una città per John Lennon”, la città non sia più la stessa.

Segni di quei giorni, in cui John Lennon e i Beatles sono stati rievocati, celebrati, cantati, scritti e rivisti, sono rimasti ovunque, per le strade, sui muri, sulle rive del Ticino, nelle vetrine dei negozi e nelle persone e ora, nell'ottobre 2012, a cinquant'anni anni esatti dall'uscita di “Love me do”, primo singolo dei Beatles (ottobre 1962), arriva anche una grande vetrina di tutti i materiali prodotti, coordinata, come tutto l'evento, da Daniela Bonanni.

Ed è così che nella settimana dal 23 al 28 ottobre - mentre verrà i negozianti del centro storico saranno chianmati a ri-allestire le vetrine come a maggio per “Beatles in vetrina” - si succederanno a Pavia una serie di eventi a tema “John Lennon e i suoi”.

Martedì 23 alle 21, si inizia a Spaziomusica con “Le ceneri di Nutopia: un reading per John Lennon” (da un’idea di Claudio Bellinzona, con Terremoto Teatro) sul rapporto di John Lennon con la poesia - da quella dei nonsense di Lewis Carroll alla beat generation - per spiegare, attraverso le parole, le idee che portarono alla nascita del Paese Concettuale di Nutopia (fondato da John Lennon e Yoko Ono) e al suo indimenticabile inno, “Imagine”.

Sabato 27 ottobre in Aula del '400, l'intera mattinata sarà dedicata agli elaborati prodotti dalle scuole (materne-elementari-medie) con il coordinamento di Unicef Pavia che rievocherà “quel fantastico 5 maggio in Castello” (con il grande coro di Imagine, la mostra dei lavori, la torta di pane più grande del mondo, i palloncini, gli occhialini alla John), documentato dal filmato curato da Marco Caiani e Simone Leddi, alle foto di Elisa Moretti, Paolo Torres, Pierino Sacchi e Mimmo Damiani (oltre che dai ragazzi della media Leonardo, delle scuole Canna e Vallone e da Alice Callegari della scuola Pascoli).

Nel pomeriggio, tutti gli altri materiali multimediali prodotti formeranno un'unica variopinta carrellata, con, tra le altre cose: il video dello Sportello Antidiscriminazioni del Comune di Pavia (coro Art. 3 che canta Imagine, regista Marco Rognoni); i filmati del Sutmarin Giald (di Tito Truglia, Riccardo Bernasconi e Gabriele Conta); le foto di Paolo Salvi ed Erika Rinaldi; foto e video delle band che hanno suonato in Piazza della Vittoria il 12 maggio, “La mia scuola suona John” (foto di Massimo Battaini e Elisa Moretti); tutti i video della serie dei “bed in”; le vetrine danzanti (foto di Erika Rinaldi); l’esibizione musicale dell’ensemble Il Demetrio con “Lennon in barocco” e la presentazione del libro “E che il mondo sia una cosa sola: i dialetti danno voce a John Lennon” (Ibis) a cura di Franca Lavezzi e Giuseppe Polimeni (foto di Pierino Sacchi); “Imagine nei dialetti e nelle lingue straniere” con i video dei ragazzi stranieri della Cooperativa Con-tatto e Associazione La Mongolfiera a cura di Riccardo Bernasconi (in cinese, ucraino, svedese, wolof e altre lingue) e video dal sito www.imagine.pavia.it e dalla pagina Facebook (in bergamasco, siciliano, friulano, abruzzese, livornese, palestinese).

Intanto Silvio Negroni dei Fio Dla Nebia reciterà “Yellow” (brano cantato per la prima volta da Negroni lo scorso 6 maggio, sul tetto del barcone del Club dei Vogatori Pavesi, a memoria del concerto che i Beatles sul tetto della Apple Record nel 1969).

Infine, domenica 28 ottobre, “Imagine.Pavia” darà voce e suoni a “Buona la prima”, appuntamento mensile dall’Assessorato al Commercio del Comune di Pavia, con il riallestimento delle “vetrine alla Beatles” (più di 50 quelle dello scorso maggio), mentre la musica dei Fab Four risuonerà nel centro storico.

Canzone Del Giorno: The Christmas Song

lunedì 22 ottobre 2012

L’architetto che suonò con i Beatles

Un barese che ha suonato con i Beatles. È Armando De Cillis, architetto, 70 anni, contrabbassista della Jazz Studio Orchestra di Paolo Lepore. A casa, in corso Vittorio Emanuele, ha la gigantografia stampata su una parete dell’ingresso.

Il contesto della fotografia. È fine giugno del 1965, Roma. Nell’anticamera del teatro Adriano, a un passo da Castel Sant’Angelo e dal Vaticano, i gruppi che supportano i 4 concerti romani della più famosa band della storia posano, a turno, con il quartetto di Liverpool. Dietro, in piedi, da sinistra a destra, George Harrison, John Lennon (entrambi scomparsi, com’è noto), Ringo Starr e Paul McCartney. Davanti, «I Giovani Giovani di Pino Donaggio», cioè i baresi Nico Lomuto (chitarra: oggi abita negli Usa), De Cillis (basso elettrico) e i veneziani Sandro Orlandini (batteria) e Gianni De Sabata (pianista, morto alcuni anni fa).

Quella foto immortala un momento indimenticabile. Lasciamo la parola a De Cillis: «All’unico tour italiano dei Beatles, nell’estate di 47 anni fa, suonavano Peppino Di Capri, già famoso, un giovanissimo Fausto Leali, i New Dada di Maurizio Arcieri che poi fonderà i Krisma, e noi, “I Giovani Giovani di Pino Donaggio”, cioè Nico, Sandro, Gianni e io». Quei musicisti italiani furono gli apripista dei mitici Beatles ai due recital di Milano (Velodromo Vigorelli, 24 giugno) e Genova (Palazzo dello Sport, 26 giugno) e ai quattro concerti di Roma (Teatro Adriano, 27 e 28 giugno).

L’architetto barese racconta: «Per ogni data i concerti erano due, in pomeridiana e in serale. Dopo la esibizione degli italiani c’era un intervallo di 40 minuti. Tutto l’impianto di amplificazione veniva spazzato via e veniva montato il service stratosferico dei Beatles. Altoparlanti Vox inglesi di ultima generazione, per un suono che era in effetti pulitissimo. Per tutti quei 40 minuti risuonavano le grida assordanti, ininterrotte, delle ragazze. Come un unico urlo».

L’amarcord è inarrestabile: «Loro arrivavano insieme. John, Paul e George imbracciavano le chitarre, già collegate, nello stesso istante. Ringo saltava dietro la batteria. E il concerto iniziava senza un attimo di esitazione. Noi ci godevamo lo spettacolo in prima fila. Dalla quinta fila in poi, però, le urla delle fan coprivano integralmente la musica». De Cillis descrive un momento topico dei concerti dei Beatles: «A Roma, al teatro Adriano, a un certo punto alcune ragazze si sfilarono le mutandine e le lanciarono sul palco». Quindi non era leggenda metropolitana, questa delle mutandine? «No, affatto», sorride.

Un altro fotogramma di Beatlemania, vissuto in prima persona dall’allora studente barese: «Accanto alla postazione di Ringo c’era una grossa cesta». A che cosa serviva? «A raccogliere i pupazzetti di pelouche delle fan. Alcune facevano centro, a recuperare gli altri ci pensavano lo stesso batterista o gli addetti al palco».

Il 5 e il 9 ottobre scorsi, due anniversari. Il primo: i 50 anni dell’uscita di «Love Me Do», il primo 45 giri dei Beatles. Il secondo, malinconico, sarebbe stato il 72esimo compleanno di John Lennon. A proposito: «Due episodi su John. Era solito indossare un cappello in stile marinaresco, di panno blu. Al Velodromo Vigorelli di Milano - ricorda De Cillis - un sottufficiale dell’Aeronautica, sfidando il cordone di protezione, riuscì a strapparglielo dalla testa, pochi istanti prima del concerto. Qualche anno dopo, Fausto Leali lo ricomprò a 300mila lire. Una cifra enorme, per quei tempi».

L’altro episodio che emerge dalla inesauribile memoria di De Cillis dimostra la estrema professionalità dei ragazzi di Liverpool: «Sempre al Vigorelli, i Beatles attaccarono “I Feel Fine”. Ero lì, davanti a loro. Lennon partì con l’assolo iniziale di chitarra e si rese conto che una corda era calata, forse per l’umidità insopportabile. Noi musicisti ci accorgemmo della lieve stonatura. John lanciò un’occhiata a George, dall’altra parte dello stage. Fu una frazione di secondo. Harrison spostò l’interruttore della sua chitarra elettrica e si attaccò all’assolo interrotto da John. Il pubblico non si accorse di nulla».

Il contatto più stretto di De Cillis con i Beatles avvenne sul volo notturno da Genova a Roma, il 27 giugno 1965: «Il loro scrupoloso manager Brian Epstein decise che il trasferimento doveva avvenire di notte, e su Ciampino anziché su Fiumicino, per evitare l’assalto delle ragazzine. Ciononostante, alle 3 del mattino, nel secondo aeroporto romano c’erano 3mila fan entusiasti ad aspettare la band inglese».

Come andò il viaggio? «Eravamo a bordo di un turboelica di una trentina di posti. John sedeva avanti, da solo. Poco più dietro, Ringo. Il più burlone dei quattro sembrava McCartney». Perché mai? «Un operaio del loro staff, un inglese di 150 chili, russava beatamente. Paul, agitando un foglietto vicino al suo naso, gli provocava l’effetto-mosca. Quel poveretto tentava di cacciare il fantomatico insetto e di riprendere il sonno disturbato. Ma Paul ricominciava, imperterrito. Quelli del mio gruppo e io ridevamo. A un certo punto, poi, George sfoderò una chitarra acustica e intonò l’arpeggio di “Giochi proibiti”. Magistralmente». In corso Vittorio Emanuele il libro dei ricordi si chiude. Ma in realtà resta aperto per sempre.
Da 

sabato 20 ottobre 2012

Paul McCartney al lavoro per il suo prossimo album.


Paul McCartney ha iniziato a lavorare al suo nuovo album che secondo il
produttore Ethan Johns includerebbe anche alcuni brani registrati in collaborazione di Mark Ronson.  Secondo Johns, il cui curriculum include collaborazioni con Tom Jones , Joe Cocker e i Kings of Leon , il nuovo album sarebbe un "classic Paul." "E' molto diverso dall'ultimo album," ha detto Johns riferendosi a "Kisses on the bottom" l'album uscito lo scorso febbraio. "Abbiamo già fatto due sessioni di registrazione e la terza fra poche settimane. L'audio è perfetto". Il produttore ha aggiunto che Sir Paul è ancora oggi uno dei talenti più straordinari e rivela il titolo di uno dei brani dell'album 'Hosanna', un brano acustico assolutamente straziante. "Solo Paul e ..una chitarra acustica. E 'bellissima ", ha aggiunto Johns. Il produttore ha anche confermato la collaborazione tra McCartney e il dj e produttore inglese Mark Ronson. "Immagino che i brani avranno un sound abbastanza odierno." Johns non è ancora sicuro che i brani incisi con Macca saranno contenuti nel prossimo album dell'ex Beatle "o in qualcosa di completamente diverso". "Non sono certo di cosa sarà," ha detto. "Io sono solo un ragazzo il cui nome è nella sua rubrica telefonica che ogni tanto lui chiama chiedendomi se voglio fare qualcosa con lui. E non si può dire no a McCartney. Voglio dire, chi lo farebbe?".

venerdì 19 ottobre 2012

Paul McCartney chiede la fine dell'allevamento delle tartarughe marine.



Sir Paul McCartney ha dato il suo sostegno ad una campagna che si batte per porre fine allo scandaloso allevamento delle tartarughe marine destinate a diventare cibo.
Una struttura nelle Isole Cayman, un resort nei Caraibi, è stato identificato dai funzionari della Società Mondiale per la Protezione degli Animali (WSPA) come l'ultimo superstite tra gli allevamenti di tartarughe.

Il personale dell'allevamento delle tartarughe in via di estinzione destinate al consumo umano e Sir Paul si sono uniti nella campagna della WSPA per porre fine al commercio.

In un post sul suo sito ufficiale, McCartney scrive: "Il Cayman Turtle Farm è l'ultimo posto al mondo dove si allevano tartarughe marine in via di estinzione per il cibo", aggiungendo su Twitter.com, "Coltivare le tartarughe marine non è da considerarsi umano. Sostenete anche voi la campagna della WSPA per fermare l'allevamento delle tartarughe marine. "

Un portavoce WSPA ha detto: "Avere il sostegno di Sir Paul McCartney per questa campagna è enormemente importante e speriamo che molta gente si unisca a lui e a WSPA nel contribuire a salvare le 'tartarughe marine verdi" 
delle Isole Cayman.

mercoledì 17 ottobre 2012

Porta a Porta : la replica di Marino Bartoletti

Tutti i fan dei "Bitels" che la settimana scorsa si sono sentiti offesi dalle tante "inesattezze" dette durante il programma "Porta a Porta" stavano aspettando questo momento...compresa me. 
Ora è arrivata puntuale la replica di Marino Bartoletti. 
Eccovela fresca fresca dal web (DaThe Beatles Forum ..Un grazie ad Andrea)

"Chi segue questo sito sa che non sono io a gestirlo (ne' questo, ne' tanti altri che portano il mio nome), bensì' un generoso amico che non conosco. Io non possiedo alcun sito ufficiale: per scelta personale, per desiderio di intimità', per la serietà' e la continuità' che imporrebbe un impegno del genere, per non cedere alla tentazione di entrare in polemiche che ritengo sterili (perché' spesso alimentate da persone che non avrebbero mai il coraggio di guardarti negli occhi). Mi costa molto, questo si', non poter ringraziare le centinaia di amici che mi incoraggiano e mi fanno (spesso immeritati) complimenti: ma credo che loro mi perdonino e mi apprezzino così' come sono, riservato e fuori dal coro.
Non credevo che cinque-sei cose dette sui Beatles in una trasmissione "non specializzata" (dopo aver premesso - come tutti hanno sentito - la mia ovvia e infinita ammirazione e gratitudine, definendoli una delle due sole icone della storia della musica di tutti i tempi) potessero scatenare reazioni da ultras. Non possedendo argomenti altrettanto eleganti per replicare a chi mi invita a "andare a fare in culo", o a chi e' stato preso da "conati di vomito", o a chi si duole perché' "nessuno mi ha ancora sputato in faccia", mi piace fare una piccola eccezione al mio silenzio per rispondere - per tutte - alla lettera, tanto critica quanto civile, dell'amico Gian Luigi Medici.
Chi ha visto e soprattutto....ascoltato la trasmissione con un minimo di serenita' e di onesta' intellettuale non può' non aver capito il mio amore infinito verso quei quattro "campioni" e verso quello che hanno significato per me e per tanti ragazzi di almeno tre generazioni (ovviamente, soprattutto, la mia)! Personalmente trovo ingrato fare "classifiche" su "chi è' stato più' bravo di chi" (certo, Ringo non è' stato il più' grande batterista della storia, ma era UN BEATLES, e questo mi basta! George invece era una chitarrista - e non solo - di dimensioni mondiali, anche se il suo talento artistico e' stato fatalmente schiacciato "prima e dopo" dai due leader indiscussi del gruppo). Chi crede di sapere tutto su equilibri, gerarchie e influenze interne ha visto e letto le stesse cose che ho visto e letto io (forse qualcuna di meno): personalmente ho stretto la mano a uno solo di loro, Paul Mc Cartney, e tengo religiosamente per me il senso di quel momento di emozione e sicuramente di commozione. Paul e' stato indiscutibilmente il talento musicale migliore "all'interno del gruppo" ( e certamente nel periodo "comune", ha scritto le canzoni che più' di tutte ne hanno fatto la storia: anche se formalmente John - al di la' dell'agreement sulla doppia firma - ne ha scritta qualcuna più di lui). Non solo: ma Paul e' stato forse la vera "voce" dei Beatles, eseguendo quelle canzoni che più' di altre hanno inciso nella fantasia popolare. Proprio per questo, dopo lo scioglimento, e' stato quello che nella sua carriera individuale ha coltivato meglio la memoria eseguendo, sono mie parole, "concerti indimenticabili" (anche se a John purtroppo e' mancato il tempo per fare altrettanto). La mia convinzione, spero senza suscitare altri isterismi degni di miglior causa, e' che comunque la sua vena creativa si sia espressa al meglio nel periodo "comune" ( a parte canzoni indubbiamente buone che Gian Luigi correttamente elenca e a parte anche memorabili divertissement del tipo di "Ebony and Ivory"), ma l'unica canzone veramente ETERNA del "dopo" l'ha scritta John. Così' come John, piaccia o no ai cafoni da curva che ammorbano anche la musica con i loro latrati, e' stato se non il "capo" certamente il fondatore del gruppo (come rivendica, senza possibili repliche, nell'ormai celebre lettera a Paul del 1971).
Io non ho "insultato" Paul rammentando il cattivo esito della sua esibizione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. Ho solo sottolineato (certo non pretendendo...di influenzarlo) che anche per lui dovrebbe arrivare il tempo della riflessione e della consapevolezza: proprio nel ricordo e nel rispetto di quello che di IMMORTALE ha saputo offrirci. Il grande fuoriclasse, nella musica, come nello sport, sa fermarsi un momento prima, mai un momento dopo!"
Marino Bartoletti

Preferisco non commentare...Voi cosa ne pensate?

martedì 16 ottobre 2012

"Live and let die":trasmessa dalle radio ben 4 milioni di volte.


Paul è stato premiato col "Million-Air Award" dalla Broadcast Music, Inc. (BMI) durante i recenti BMI Awards 2012 a Londra. La sua celeberrima "Live and Let Die", tema del film di James Bond del 1973 Live and let die", è passata nelle radio statunitensi ben 4 milioni di volte.
Foto da www.facebook.com/photo.php?fbid=10151308907328313&set=a.488766413312.281294.182736663312&type=1&theater

"Holidays Rule".

Foto: Paul is confirmed to feature on ‘Holidays Rule’, a new Christmas compilation released on 30th October. 

Paul’s contribution - ‘The Christmas Song (Chestnuts Roasting On An Open Fire)’ - conjures up the warmth of the fireside and is one of 17 new recordings. Others confirmed for the release include The Shins, Rufus Wainwright, Eleanor Friedberger and Holly Golightly.

What's your favourite Christmas tune?

Full details of the album at www.PaulMcCartney.com

Sir Paul ha confermato dal suo sito ufficiale la sua partecipazione all'album 'Holidays Rule' con il brano 'The Christmas Song'. I produttori dell'album Sara Matarazzo, Chris Funk e il produttore esecutivo Randall Poster insieme con il produttore esecutivo 
della MPL Nancy Jeffries si sono sforzati di dare al progetto la sensazione di un album coerente, piuttosto che un guazzabuglio di canzoni natalizie.
"Il lavoro con Nancy e il team MPL è stato un grande successo", ha spiegato Poster. "Abbiamo pensato che sarebbe stato molto divertente registrare alcune canzoni natalizie insieme!"
La compilation natalizia uscirà il 30 ottobre con etichetta Hear Music.
Tracklist completa :
1. fun. - ‘Sleigh Ride’
2. The Shins – ‘Wonderful Christmastime’
3. Rufus Wainwright feat. Sharon Van Etten - ‘Baby, It's Cold Outside’
4. Paul McCartney – ‘The Christmas Song (Chestnuts Roasting On An Open Fire)’
5. Black Prairie feat. Sallie Ford – '(Everybody's Waitin' For) The Man With the Bag’
6. The Civil Wars - ‘I Heard The Bells On Christmas Day’
7. Calexico - ‘Green Grows The Holly’
8. Ages and Ages – ‘We Need A Little Christmas’
9. Holly Golightly - ‘That's What I Want for Christmas’
10. Irma Thomas with Preservation Hall Jazz Band –‘May Ev'ryday Be Christmas’
11. Heartless Bastards - ‘Blue Christmas’
12. Eleanor Friedberger - ‘Santa, Bring My Baby Back (To Me)’
13. Fruit Bats - ‘It's Beginning To Look A Lot Like Christmas’
14. Y La Bamba – ‘Señor Santa (Mister Santa)’
15. Punch Brothers - ‘O Come, O Come, Emmanuel’
16. The Head and The Heart - ‘What Are You Doing New Year's Eve?’
17. Andrew Bird - ‘Auld Lang Syne’

Da www.paulmccartney.com

sabato 13 ottobre 2012

Domani a Milano tributo ai Beatles al Vigorelli.


Domani domenica 14 ottobre, tra le tante iniziative di DomenicAspasso a Milano, da non perdere dalle 18 il concerto tributo ai Beatles al Vigorelli, per ricordare il concerto del 24 giugno 1965, il primo concerto in assoluto nel nostro paese tenutosi proprio al Vigorelli. L'iniziativa è gratuita e aperta a tutti.



John Lennon, le lettere inedite.

John Lennon, le lettere inedite


Se fosse ancora vivo forse oggi John Lennon avrebbe un blog. La sua scrittura, sempre intima e diretta, spesso accompagnata da quelli che Yoko Ono definisce "disegnini serpeggianti", si sarebbe trovata perfettamente a proprio agio in Rete.

E' l'impressione che si ha leggendo queste Lettere , pubblicate in contemporanea mondiale il 9 ottobre, giorno in cui Lennon avrebbe compiuto 72 anni. Duecentottantecinque scritti, intesi nel senso più ampio del termine: autografi, biglietti di auguri, schizzi, poesie, liste della spesa, telegrammi, raccolti in ordine cronologico e commentati da Hunter Davies, uno dei più completi conoscitori del mondo dei Beatles, l'unico ad aver realizzato una biografia ufficiale della band e ad averne seguito la storia da quando i Fab Four erano ancora i Querryman .

Davies accarezzava da tempo l’idea di pubblicare gli scritti inediti di Lennon, ma soltanto nel 2010 ha avuto l’autorizzazione a procedere da Yoko Ono, detentrice dei diritti delle opere. Ha cercato minuziosamente i testi inediti di John tra parenti, amici, collezionisti di tutto il mondo e via web con un appello che risale a più di un anno fa. La sua dettagliata conoscenza dei ragazzi di Liverpool gli ha permesso di amalgamare questi frammenti in ordine cronologico e di dividerli in capitoli. Ventitré parti, ognuna fornita di una ricca introduzione che racconta la storia dei Beatles e poi entra nei meandri di quella di John, dall'infanzia fino a quel terribile 8 dicembre 1980, quando fu ucciso davanti all'ingresso della sua abitazione a New York.

John scriveva quasi esclusivamente a mano su qualunque cosa gli capitasse: cartoline, fogli di carta, biglietti. Era bravo con le vignette, spesso caustico nei suoi giudizi e sempre schietto. Le sue lettere erano indirizzate a familiari, amici, ammiratori, estranei, giornali, organizzazioni, avvocati, lavanderie, insomma a chiunque verrebbe contattato via email o con una telefonata.

Leggere questi frammenti in successione restituisce un Lennon dalle mille sfaccettature e riserva qualche sorpresa anche ai fans più accaniti. Si passa dalla dolcezza e dalla poesia dei biglietti di ringraziamento inviati ai primi appassionati dei Beatles e delle lettere d'amore a Cynthia , la prima moglie, a parole rabbiose, come quelle contenute nel "Farneticamento di John"- così venne ribattezzata la lettera di Lennon a Paul McCartney che nel 1971 segnò la fine della loro amicizia. Le parole di John sono sagge, divertenti, folli, arrabbiate, militanti, a volte senza senso. Vi si respira l’aria degli anni Sessanta e Settanta, in cui sembrava possibile immaginare un futuro diverso e migliore.

Dai tempi di Amburgo all’esplosione della beatlemania, dal viaggio in India all'incontro con Yoko-Ono e al suo trasferimento a New York, dove inizia il periodo delle battaglie in nome di un mondo senza proprietà all'insegna di "Peace & Love". Seguono gli scritti più seri con la macchina da scrivere (nel 1974 John impara a dattilografare), gli anni segnati dall'arrivo del figlio Sean e dalDakota Building. Fino alla composizione delle canzoni contenute in Double Fantasy e all'ultimo autografo, dedicato alla centralinista degli Studi della Record Plant in cui John si trovava l'8 dicembre 1980, prima di tornare verso casa. Con l'ultima parola che scrisse: Love.

Franco Zanetti ''Il mio omaggio ai 50 anni dei Beatles raccontando dettagliatamente la storia delle loro canzoni''

Franco Zanetti ''Il mio omaggio ai 50 anni dei Beatles raccontando dettagliatamente la storia delle loro canzoni'' Franco Zanetti, Il libro bianco dei Beatles, Beatles, lettura, libri libreriamo.it - recensioni libri



Raccontare la leggenda dei Beatles attraverso 211 schede approfondite, dedicate a ognuna delle canzoni registrate e pubblicate dai Beatles nel corso della loro attività (1962-1969). E’ quanto realizzato dal giornalista e scrittore dalla lunga esperienza musicale Franco Zanetti, autore del volume “Il libro bianco dei Beatles”, uscito in occasione dei 50 anni dalla nascita della storica band di Liverpool. L’autore racconta il suo libro ricco di aneddoti e curiosità e ne approfitta per dire la sua opinione sull’industria musicale italiana.
Come nasce l’idea di questo libro?

L’idea nasce in maniera abbastanza bizzarra; Riccardo Bertoncelli aveva in mente di acquisire i diritti per la traduzione di un libro inglese che in italiano si sarebbe intitolato “La storia dietro alle canzoni”. Mentre ragionavamo su quanto sarebbero costati, abbiamo pensato che sarebbe stato più facile scriverlo completamente in italiano. Ho cominciato a settembre di un anno fa a raccogliere il materiale, a gennaio quindi a scrivere per poi finire e consegnare il libro lo scorso 29 giugno. L’intento editoriale era quello di capitalizzare il fervore mediatico che si pensava ci sarebbe stato intorno al cinquantenario dei Beatles, mentre la ragione culturale era di fornire un compendio di informazioni per gli appassionati, competenti e non, dei Beatles, in modo da fornire loro una guida all’ascolto. Nel libro approfondiamo le 211 canzoni incise e pubblicate dai Beatles nel periodo della loro attività, che va dal 1962 al 1970.
Quali sono gli aneddoti più significativi contenuti all’interno del libro?

Nel libro ho curato soprattutto date e informazioni riguardanti la scrittura e la registrazione delle varie canzoni. Parallelamente, ho raccolto un volume abbastanza imponente di dichiarazioni e virgolettati, che vanno a corredo delle singole canzoni. L’aneddotica è uscita nel corso delle ricerche, come quella legata alla canzone “She Came In Through the Bathroom Window”. Il mio intento non era quello di far giustizia delle leggende, ma solo di indicarle come possibili o probabili. Tra l’immenso materiale che ho trovato nel corso delle mie ricerche, ci sono anche discrepanze di date che ho cercato di correggere.
Si occupa di musica da diversi anni. Cosa ne pensa della situazione discografica di oggi?

Ho fatto per parecchi anni il discografico. Ho visto l’evoluzione e l’involuzione della musica. Il mio parere è che la digitalizzazione sia una grande opportunità, il problema è che a capirlo sono stati altri prima dei discografici; quest’ultimi, quei pochi rimasti, finanziano la produzione dei dischi che un altro “signore” mette in vendita legalmente in formato digitale, dando a loro una piccola percentuale e guadagnando molti di più. Questo lavoro avrebbero dovuto farlo i discografici stessi. Il volume economico connesso al digitale non è inferiore a quello dei dischi venduti, solo che esso non va ai discografici. La tantissima musica in circolazione sta incentivando anche la fruizione della musica dal vivo, ma i soldi dei concerti non li guadagnano le case discografiche, ma vanno ai cantanti e all’impresario dei concerti. Il problema è dovuto ad una ridistribuzione dei redditi, che invece di andare, secondo il meccanismo tradizionale, a chi finanziava e produceva i dischi, sta andando a qualcun altro. Basta pensare alle radio: i 7 network radiofonici italiani da 3 anni hanno un fatturato complessivo superiore a quello della discografia.
Secondo lei, lo stesso scenario si può ripetere con le case editrici?

Non saprei. Ho 60 anni, e per me già il passaggio dal vinile al cd è stato uno shock culturale. Non sono mai passato dal cd all’mp3. Ho anche più libri che dischi. Non riesco ad immaginarmi a leggere un libro attraverso un mezzo che non sia cartaceo. Come il disco in vinile, per me il libro ha valore in sé in quanto è un oggetto. Comprare un ebook per poi cancellarlo, credo sia un gesto così facile che sminuisce il valore di ciò che butti via. Come il rituale di ascoltare un disco in vinile richiedeva una serie di azioni che predisponeva al godimento di ciò che stavi per ascoltare, allo stesso modo comprare un libro in libreria, aprirlo, conservarlo ti predispone ad una maggiore cura e affetto verso l’oggetto che hai acquistato. Mi sembra la differenza tra fruizione, veloce, e godimento, un’azione più consapevole.

mercoledì 10 ottobre 2012

Porta a Porta (“Mezzo secolo di Beatles”)..e va in onda il nulla..

In verità il nulla sarebbe stato senz'altro meglio. Quello che è andato in onda ieri sera a Porta Porta è stata la sagra della saccenteria e dell' ignoranza pura. Chi ha seguito il programma ha già dato il suo giudizio e commentato con me nei miei gruppi su Facebook..chi invece se l'è perso e si chiede cosa mai abbiano detto di così poco intelligente può guardarsi la puntata su Rai Replay...Attenzione però..un avviso ai più deboli e sensibili ..potrebbe seriamente provocarvi conati di vomito improvvisi...
Presenti al programma di Bruno Vespa personaggi che hanno vissuto l'era Beatles..magari a loro malgrado (come Edoardo Vianello) e solo per questo "grandissimi conoscitori" dei Fab Four (strano che non li abbiano chiamati scarafaggi...). Prima di dire la mia vi faccio leggere l'articolo di Rolling Stone, magari vi chiarisce un pò le idee...

Di Paolo Madeddu

Premessa. Quello che segue non è un discorso tipo “Giù le mani dai Beatles”. Non credo che ci sia una élite che ha titolo per parlare dei Beatles e un popolo bue che non si deve permettere. Però gente, l’immenso schifo messo in piedi da Bruno Vespa ieri sera, a Porta a Porta (“Mezzo secolo di Beatles”) è tale che viene voglia di andare a prendere di peso Berlusconi e riportarglielo lì. Credetemi, al confronto, la serie vespiana sui delitti di Cogne e Perugia era sontuosa tv pubblica.

Eccetto il plastico del Dakota Building, il reuccio di RaiUno non ci ha risparmiato niente. Il parterre de roi di opinionisti, pur insolitamente privo di opinioniste scosciate e di ignazilarussa, si presentava ricco di autorità del calibro di Marino Bartoletti, Dario Salvatori, Catherine Spaak, Edoardo Vianello, Antonio Caprarica, Paolo Limiti, Peppino Di Capri. E le ho viste, le ironie dei beatlesiani su Twitter, che si scatenavano soprattutto sugli ultimi due - che invece, mioddio, erano quelli più plausibili: Limiti perché (lasciate perdere un attimo Floradora) (...oddio, è dura lasciar perdere Floradora) ha una cultura musicale. E Peppino Di Capri perché quando i Beatles esplosero anche in Italia, era un big - tant’è che aprì i loro concerti nel 1965. Lui era lì, io e voi no - che cavolo, non eravamo nemmeno nati. Ma in generale, è stato come se i Blue Meanies (aka “i biechi blu”) fossero saliti in cattedra a ricoprire di rassicuranti banalità la più grande rockband di sempre. Che poi, magari fossero state solo banalità.

Per dire: Antonio Caprarica. Inviato Rai a Londra, che paragona Liverpool a “Matera - anzi no, Taranto”. Liverpool, che a un certo punto aveva più abitanti di Londra, Liverpool, il porto più importante degli inventori del colonialismo, la Seconda Città dell’Impero.

Per dire: Dario Salvatori. Uno di quei tipetti che bivaccano in Rai da sempre - ce lo portò Renzo Arbore, gli faceva fare il ragazzo saccente già ai tempi di Speciale per Voi. Salvatori, che in teoria era l’esperto di rock, ha liquidato Paul McCartney come semplice “melodista”. Paul McCartney, autore di Helter Skelter, che pare scritta dai Black Sabbath - ma arrabbiati.Per dire: Marino Bartoletti. Si occupa di calcio da decenni tra Rai e Mediaset, e non siamo certi che sia nella top 100 degli opinionisti calcistici italiani (e ci vuol tutta). Afferma con gravità: “Il vero capitano dei Beatles era John Lennon”. Ecco, ora sappiamo chi avrebbe scambiato i gagliardetti con Roby Facchinetti in un'eventuale partita di coppa.

Per dire: Brunetto Vespa a un certo punto chiede al consesso cosa hanno fatto i Bìtels dopo lo scioglimento. Poco o niente, alza le spalle il panel di esperti. Niente My Sweet Lord (Harrison), niente nove n.1 in Usa (McCartney), giusto “una bellissima canzone come "Imagine”, informa Bartoletti. E non crediate che Brunetto volesse sottintendere che McCartney è morto: del desaparecido baronetto è apparsa un’intervista esclusiva realizzata dalla Rai, che si è aperta con la roboante domanda: “Da cosa trae la sua ispirazione?” (...la risposta ve la risparmio: ho letto abbastanza interviste a McCartney da sapere che dà risposte intelligenti alle domande intelligenti, e risposte cretine alle domande cretine)

Per dire: a un certo punto hanno iniziato a sbucare da tutte le parti bambini canterini come in un programma della Clerici, a interpretare Yellow Submarine e Obladi-Oblada accompagnati dal maestro Leonardo De Amicis.

Per dire: scheda sulla morte di Lennon, dalla quale apprendiamo che Mike Chapman prima di ucciderlo gli gridò: “Sei pronto a entrare nella storia?”. Ma dove l’hanno trovata? E poi, “Lui creò i Beatles, lui li distrusse” è semplicemente falso, fu lo scomparso Paul a chiamarsi fuori.

Per dire: siccome Brunetto Vespa si batte come un leone perché l’Italia si rassegni ad essere The Land of the Peracottari, scorrono vecchi spezzoni Rai tipo quelli proposti dal programmaTechetechetè (...che già il titolo fa tanto osteria de viale Mazzini) con i Beatles secondo Bice Valori, secondo Mina, secondo Alighiero Noschese, questi con un’imitazione particolarmente deprimente (...a salvare il tutto con una risata, un omaggio beatlesiano clamorosamente gaypride di Raffaella Carrà, con maschioni nudi ovunque - da spanarsi dalle risate).

Per dire: di punto in bianco viene inquadrata tra il pubblico una ragazza. Brunetto si sente rimescolare: “Date il microfono a quella ragazza con la maglia dei Beatles! Alzati! Vieni qui, su”. La ragazza - Dio la benedica - non si presta alla burattinata. Brunetto insiste: “Ma quella maglietta è perché stasera avevamo una serata Beatles oppure ti piacciono veramente?”
(...aspettate, non è finita)
“Poi ci lasci la maglietta?”

Ma Brunetto!, vagliela pure a togliere di persona, facendo il surf sulla tua stessa bava. E durante tutto questo, su RaiDue c’erano, credeteci o no, sempre i quattro tarantini d’oltremanica, nel documentario della BBC The Unseen Beatles, in delirante contemporanea. Ma d’altro canto, come si può mettere sullo stesso piano la BBC e la Rai: quegli sfigati costretti a fare documentari venduti in tutto il mondo perché non hanno la fortuna di avere un Bruno Vespa.


Tutto chiaro no? Questa è stata la serata Rai dedicata ai 50 anni dei Beatles..la band del secolo. Bravi!I miei complimenti! E il tutto mandato in onda in "delirante contemporanea" ( come ha detto qui sopra Paolo Madeddu) con il documentario su Rai2 "The Unseen Beatles"Ottima scelta dei programmi del palinsesto! 
Le chicche della serata secondo me sono stati gli interventi di Bartoletti: “Il vero capitano dei Beatles era John Lennon”..."e poi ha scritto 'Imagine'( l'unica che conosceva naturalmente) e di Peppino di Capri, che ha dato consigli a Paul McCartney sul modo migliore di "mantenere" la voce, visto che il nostro Paul l'avrebbe ormai persa e sarebbe quindi meglio che si ritirasse.
( da che pulpito..) 
A tutti i ragazzini che hanno iniziato solo ora ad appassionarsi alla musica dei Beatles dico non guardate programmi come questi..per la carità..Documentatevi con libri..oppure sul web.. ma soprattutto ascoltate la loro musica ..anche quella delle loro carriere soliste. Sarete voi a giudicare.
Quanto ai Signori di ieri sera..il minimo che dovrebbero fare è chiedere scusa ai milioni di fan dei Beatles..

martedì 9 ottobre 2012

La EMI ritira dal commercio l'edizione rimasterizzata in vinile di 'Love Me Do'




La nuova edizione rimasterizzata del vinile di “Love Me Do”, pubblicata in occasione del 50esimo anniversario dall'uscita del primo singolo dei Beatles, è stata ritirata dal commercio dalla stessa EMI. Motivo: il singolo pubblicato era quello senza Ringo Starr alla batteria. 
Nel vinile ritirato, diventato ora un oggetto richiestissimo tra i collezionisti, era presente la versione usata per l'album “Please, Please Me”, con Andy White alla batteria. 
Nonostante la EMI abbia ordinato la distruzione dell'intera tiratura, copie del vinile sono già in vendita su siti specializzati a cifre da capogiro.

Happy wedding anniversary to Paul and Nancy.


Happy Birtday John..


lunedì 8 ottobre 2012

Video completo dell'intervista di Fabio Fazio a Paul McCartney.



Grazie a Elio per il video.
Da www.youtube.com/user/eliodueventi?feature=watch

Paul McCartney pronto a incidere un nuovo testo di John Lennon


Paul McCartney sta progettando di tornare in studio per incidere un brano iniziato con i Beatles durante la realizzazione dell'album Beatles Anthology. Il testo sarebbe opera della penna di John Lennon. Mcartney lo vorrebbe rendere pubblico con l'ausilio del musicista e produttore britannico Jeff Lynne, vecchia conoscenza dei Beatles, con cui aveva prodotto due singoli della Beatles Anthology: 'Free as a bird' e 'Real love'. 

domenica 7 ottobre 2012

"The Beatles’ Magical Mystery Tour Revisited"


Having a fab time: Ringo Starr, George Harrison, John Lennon and Paul McCartney.
Ecco il documentario che Bbc Two Arena ha mandato in onda ieri sera prima di trasmettere il "Magical Mistery Tour" rimasterizzato, "The Beatles' Magical Mystery Tour revisited", teso a indagare il «merito artistico e il significato culturale» della pellicola.

Il documentario della BBC Two Arena: "The Beatles ' Magical Mystery Tour Revisited" ha raccontato la storia del film dei Fab Four che proprio la BBC trasmise nel 1967. Un quarto della popolazione si sintonizzò per vedere quando stava per andare in onda quel giorno di Santo Stefano, tra lo speciale di Natale di Petula Clark e un film di Norman Wisdom e quello che videro non fu certo quello che si aspettavano di vedere.

Martin Scorsese commentato il film applaudendo alla sua "libertà". "Ma non ho capito bene alcune parti del film in termini di umorismo", ha aggiunto. 

sabato 6 ottobre 2012

"Here comes the sun" la più cliccata su Youtube



E' "Here Comes the Sun" la canzone dei Beatles più cliccata su YouTube, con 36.161.000 visualizzazioni. Al secondo posto troviamo "Let It Be": su Youtube spiccano due versioni, una realizzata con foto e video del mitico gruppo inglese, l'altra mostra le immagini dei quattro baronetti mentre eseguono il pezzo in studio. Entrambi i filmati hanno superato 22 milioni di visualizzazioni. Quasi 20 milioni di views per il video di "Twist and Shout", mentre "Obladi Oblada" oltrepassa i 14 milioni di clic. Tra le canzoni dei Beatles più amate su YouTube c'é naturalmente anche "Hey Jude" (13.788.000 visualizzazioni).

Il mitico video di "Don't Let Me Down" - con Paul, John, George e Ringo sul tetto della Apple a Londra, il 30 gennaio 1969, per quella che sarebbe stata la loro ultima performance dal vivo prima dello scioglimento - è stato visto da 10.211.000 persone. Per il video di "All You Need Is Love" ci sono quasi 7 milioni di views. Quello di "Love me do", singolo di debutto dei Fab Four che ha appena compiuto mezzo secolo, è stato visto 'solo' da 5.623.000 persone.

A breve distanza "Yesterday" (4.363.000) e "Something" (4.290.000). "Hello Goodbye" è a quota 3.378.000 views, mentre sono 3.361.000 i fan di "Oh! Darling", quarta traccia dell'album "Abbey Road", pubblicato nel 1969. Raggiunge 2.766.000 visualizzazioni il bellissimo filmato  di "Strawberry Fields Forever", tra l'altro scelto dal MoMa di New York, insieme a quello di "Penny Lane", come video più influente della fine degli anni Sessanta. Sorprendentemente, fanalini di coda nella classifica dei successi dei Beatles più cliccati su YouTube sono: "Help" (il video in bianco e nero con la band che suona in uno studio televisivo è stato visto da 957.000 persone), "Michelle" (554.000 views) e proprio "Penny Lane", con 274.000 visualizzazioni.

Foto del giorno.

Liam Gallagher e il figlio Gene con Sir Paul McCartney alla premiere di "Magical Mistery Tour" a Londra.


Da https://www.facebook.com/PaulMcCartney

"Hey Jude" è la canzone più bella dei Beatles.



Per gli inglesi "Hey Jude" è la canzone più bella dei Beatles. Questo è il risultato di un sondaggio che ha coinvolto oltre 12.000 persone, condotto dalla Bbc in occasione del 50esimo anniversario della band. Su "Hey Jude", che è anche tra i miei brani preferiti, poco si può dire che non si sappia già..Come tutti sappiamo fu scritto da Sir Paul dedicandola al figlio di John Lennon Julian. Di Macca sono anche le altre canzoni sul podio, "Yesterday" e "Let it Be", rispettivamente al secondo e al terzo posto. In quarta posizione "All You Need Is Love" di John Lennon, seguita da "Eleanor Rigby", sempre di McCartney al quinto. Gli altri brani che completano la top ten sono "Here Comes The Sun", firmata George Harrison, "The Long And Winding Road", "She Loves You", "I Want To Hold Your Hand" e "Strawberry Fields Forever". 
E voi siete d'accordo?

venerdì 5 ottobre 2012

Sing-a-long "Love me do"!


Anche Liverpool il suo Guinness dei primati. Stamattina alle 11:50, ora Uk, la gente di Liverpool si è unita nel più grande coro del mondo cantando "Love Me Do" e celebrando così il 50 ° anniversario dell'uscita del singolo di debutto dei Beatles in un modo unico. 
1631 persone si sono ritrovate al Pier Head, nei pressi dell'Albert Dock e nonostante il  freddo pungente hanno cantato a squarciagola la mitica canzone dei Fab Four polverizzando il precedente record stabilito da un gruppo persone di Chicago, nell'ottobre del 2011.

All'inizio fu "Love me do"..



Ma cos'avrei fatto senza di voi? Dall'età di 13 anni siete nella mia testa, nelle mie orecchie e nel mio cuore...Non posso pensare a come sarebbe stata la mia vita senza la vostra musica..E come sarebbe stato il mondo intero ..perchè voi avete cambiato e rivoluzionato proprio tutto..
All'inizio fu "Love me do"...e a pensarci bene è un pò come se gli anni sessanta siano iniziati quel 5 ottobre 1962 quando il primo singolo della band più famosa del mondo uscì nei negozi e iniziò a suonare nelle radio. Un motivetto allegro, composto da due soli semplici accordi, ma che dette inizio a tutto quanto. I Beatles cessarono di essere un gruppetto del Merseyside e diventarono famosi in tutto il mondo fino ad arrivare ad un successo senza eguali. Una leggenda vuole che il successo di vendite a Liverpool fosse dovuto all'acquisto da parte di Brian Epstein di migliaia di copie del disco. Se sia successo davvero non è dato per certo, ma la storia ci dice che se non fossero stati geniali e unici non saremmo qui oggi dopo ben cinquant'anni a festeggiarli. 
Scritto da Lennon/McCartney "Love Me Do", fu registrato in tre occasioni con diversi musicisti alla batteria. All'inizio ci fu Pete Best il 6 giugno 1962  durante la registrazione del provino alla EMI agli Abbey Road Studios. Il 4 settembre fu registrata una nuova versione con Ringo Starr, arrivato a sostituire Best e l'11settembre una nuova registrazione, questa volta con Andy White alla batteria e Starr relegato al tamburello. La canzone raggiunse subito il 17esimo posto nelle classifiche del Regno Unito. Negli Stati Uniti il singolo, uscì nell'aprile del 1964 e fu subito numero uno.  
Ancora oggi dopo cinquant'anni i Beatles sono più attuali che mai. Sono e saranno sempre il gruppo più famoso del mondo. Perchè mai ne sia rimasta "folgorata" ascoltando la loro musica da un giradischi 35 anni fa è un mistero..Cosa sia scattato nella mia testa e nel mio cuore facendomi "innamorare" di loro ancora non me lo spiego... o se ancora oggi a distanza di tempo il cuore mi batte forte quando ascolto una loro canzone. Una spiegazione c'è: SONO UNICI!
Per sempre...Grazie ragazzi..Buon compleanno..






giovedì 4 ottobre 2012

Celebrazioni per il 50 esimo dei Beatles anche a Milano

love-me-do-first

It Was Fifty Years Ago Today

1962 - 2012 (nel 50° anniversario della pubblicazione del loro primo disco)

Venerdì 5 ottobre a Milano - Viale Vittorio Veneto 2 (Bastioni di Porta Venezia)
Spazio Oberdan – dalle 20.00 alle 24.00 – Spettacolo di Teatro “Beatlesiano” con il monologo e la mirabile doppia interpretazione dell’attore Diego Iannaccone

Considerazioni su Love Me Do e collegamenti esterni in video conferenza
con Liverpool – Roma e Napoli – Concertino beatlesiano finale

Spazio Oberdan, ancora una volta, si trasforma nella casa dei Beatles e dei Beatlesiani d’Italia. Ogni iniziativa organizzata insieme ha riscosso un grande successo, a dimostrazione del fatto che i Beatles non sono soltanto un punto fermo in campo musicale e culturale: i Beatles sono qualcosa di più e lo sono ancora oggi, se evidentemente a 50 anni dal primo disco e a oltre 40 dallo scioglimento sono universalmente ricordati e osannati, citati come fonte di ispirazione dalla gran parte degli artisti che sono venuti dopo di loro, ieri , oggi e probabilmente anche domani. Sono certamente un’icona del ventesimo Secolo, e per questa ragione è giusto tributare loro il dovuto omaggio .
Novo Umberto Maerna
Vice Presidente
e Assssore alla Cutura
della Provincia di Milano

Venerdì 5 ottobre per celebrare i 50 anni, ma non li dimostra, di Love Me Do, la canzoncina con la quale i Beatles, il 5 Ottobre 1962 fecero la loro prima timida comparsa discografica sulla scena del mondo, molti fans italiani uniti da un’incrollabile passione e da un “filo conduttore” invisibile, ma che li collega tutti, si riuniranno a Milano per festeggiare e ricordare i momenti belli e le tappe memorabili della loro vita scandita a tempo di musica dei Fab Four.
Un raduno è previsto alle 20.00 presso la storica sala cinema teatro dello Spazio Oberdan, messo a disposizione dall’Assessore alla Cultura e Vice Presidente della Provincia di Milano, Novo Umberto Maerna. L’evento a cura di Beatlesiani d’Italia Associati ha il Patrocinio della Provincia di Milano.

Alle 20.00 circa sarà proiettata una selezione di filmati dei Beatles del primissimo periodo all’epoca di Love Me Do.
Abbiamo contattato Red Ronnie per poter vedere in diretta le immagini straordinarie che sta preparando per una memorabile trasmissione per celebrare la “prima” dei Beatles in programma sulla sua meritoria emittente TV: www.roxybar.tv
Alle 20.30 circa sarà effettuato il primo collegamento in diretta “via Skipe” da Liverpool con i giornalisti Gino Castaldo ed Ernesto Assante alla guida di un autentico Magical Mystery Tour con una quarantina di fans italiani a festeggiare il “Love Me Do Week End” nella città dei Fab Four. E’ previsto anche l’intervento dell’ex sindaco di Liverpool Eddie Cleinche inaugurò a Palermo, Piazza John Lennon.
Alle 21.00 precise sarà proposto lo spettacolo teatrale che avrà come soggetto proprio i quattro ragazzi di Liverpool; scritto da Marco Pozzi e interpretato da Diego Iannaccone dal titolo Beatles we love you, yeah yeah yeah... Tanti ricordi e tantissima musica, nell'assoluta consapevolezza che i Beatles dureranno per sempre.




Durante l’intervallo per il cambio delle attrezzature sul palcoscenico per un “concertino acustico” finale, si svolgerà fino alle 22.40 un incontro, moderato da tre noti giornalisti, oltre che esperti e appassionati dei Fab Four.
Una carellata delle loro canzoni: da Love Me Do in poi, a cura di ottimi musicisti beatlesiani, sarà la ciliegina sulla torta per celebrare il 50° anniversario dell’uscita del primo disco dei Beatles sulla scena mondiale.
Per l’occasione mostreremo e parleremo con gli autori presenti, del nuovo divertente libro “Let it Beatles” di Andrea Kerbaker e Alberto Tonti.

Abbiamo chiesto a Gianni Minà che portò in giro i Beatles per Roma con la sua Fiat 600 durante il loro tour del 1965 di raccontarci qualche aneddoto su quei memorabili “incontri ravvicinati”. Lo stesso abbiamo fatto con Gianni Bisiach che li intervistò per TV7 RAI nel 1963, poco dopo l’uscita di Love Me Do.
Sono attesi giornalisti oltre che autori di vari libri beatlesiani e programmi radiotelevisivi come Enzo Gentile ed Ezio Guaitamacchi.

Sono stati invitati Ricky Gianco, cantante e autore degli anni ’60, nonché beatlesiano d.o.c. e Patrizia Wachter, la figlia del grande indimenticabile Leo, che portò i Beatles in Italia nel 1965.

Ci saranno poi altri brevi collegamenti in video conferenza a Roma per condividere la “passione beatlesiana” con tanti amici e con Mario Pezzolla il noto conduttore di Radio Rai, esperto di Beatles ed autore del VideoRai "I Favolosi Beatles", l’unico documento TV ufficiale per tutti i filmati “beatlesiani” prodotti dalla RAI dal 1963 al 1970, ormai introvabili, ma che proietteremo nel corso dell’evento. Ci collegheremo con gli amici beatlesiani di Napoli grazie aMichelangelo Iossa, con Giampietro D’Ercole di Welcome Beatles a Roma e con Beppe Brocchetta di Beatles Fans Italiani…

A cura di Riccardo Russino, giornalista di spettacolo e di cinema oltre che “beatlesiano d.o.c., saranno mostrate rare immagini video fotografiche dei primissimi Beatles. Franco Zanetti è stato invitato a presentare il suo ultimo “Libro Bianco dei Beatles” su aneddoti e curiosità legati ad ogni canzone dei Beatles.
Esperti di Beatles come Umberto Buttafava, Furio Sollazzi e Franco Radice, potranno dare un grande apporto per lo sviluppo e la diffusione del collezionismo, una passione che ha ispirato ai Beatlesiani l’apertura del Beatles Museum di Brescia.

Rolando Giambelli, fondatore dei Beatlesiani d’Italia Associati parlerà anche del 6 giugno di 50 anni fa e di quando George Martin ascoltò i Beatles negli studi di Abbey Road a Londra, dove eseguirono anche la loro composizione “Love Me Do”. Dopo quel provino Martin decise di scritturarli alla EMI Parlophone divenendo da quel giorno il loro “mitico” produttore discografico! Il resto è storia molto nota, ma non a tutti!... ed è per questo che noi beatlesiani festeggiando oggi pure il 20° compleanno della nostra associazione diciamo: “The Beatles Show… Must go On!”

Il Convegno/spettacolo, è a ingresso gratuito.





DUE SCENE DEL MONOLOGO "BEATLES WE LOVE YOU YEAH YEAH YEAH!!!" DI DIEGO IANNACCONE


mercoledì 3 ottobre 2012

Beatles Day su Roxy Bar TV

Venerdì 5 ottobre Roxy Bar TV dedica 12 ore di programmazione ai Beatles per festeggiare i 50 anni dall'uscita del singolo "Love Me Do".
Dalle 12 alle 24 su 
roxybar.twww.tv/video.php?lang=IT

"The Beatles Revolution".



Sono passati quarantacinque anni dalla prima messa in onda del Magical Mystery Tour, l’esperimento più folle e surrealista realizzato dai Beatles. Fu un flop, ma la nuova versione restaurata in dvd e blu-ray rende giustizia a un film psichedelico e rivoluzionario. XL dedica ai quattro ragazzi di Liverpool la copertina del nuovo numero di ottobre. Per celebrare questo evento e non solo: tutti i dischi dei Beatles, in versione rimasterizzata, arriveranno infatti per la prima volta in edicola con Repubblica. E ancora, per celebrare il mito, XL e Repubblica offrono ai propri lettori un libro ricco di immagini e testimonianze inedite. In The Beatles Revolution, in edicola dal 3 ottobre a 7,90 euro, le firme di Repubblica ripercorrono l’avventura del gruppo inglese che ha rivoluzionato la storia della musica.


Testimonianze d’autore in un libro inedito: Repubblica e XL celebrano il mito 
di Ernesto Assante

Difficile immaginare la musica moderna senza i Beatles. Impossibile pensare al rock, ma anche al pop, alla canzone d’autore e a quella leggera, tutti generi e stili profondamente influenzati dall’arte, dalla musica, dall’atteggiamento dei “favolosi quattro”, i “fab four”, i “baronetti”, come sono stati soprannominati nel corso degli anni. Hanno inventato il “beat”. Sono stati, assieme a Bob Dylan, i padri del rock come oggi lo intendiamo. Hanno scritto alcune delle più belle e famose canzoni del secolo scorso. Hanno contribuito a rendere “visibili” i giovani, hanno stabilito nuove regole d’abbigliamento e di vita, hanno fatto crescere i capelli a un’intera generazione, hanno aperto i confini della musica e non solo. Il tutto in pochi anni, tra il 1962 e il 1970, attraverso una dozzina di album, tutti passati alla storia. Su Repubblica.it ci sarà anche uno speciale con le mappe interattive di Londra e Liverpool per poter “visitare” i luoghi più leggendari della vicenda dei “Fab 4”, da Abbey Road a Penny Lane, da Strawberry Fields al Cavern Club. Repubblica racconterà anche l’avventura beatlesiana, dal primo singolo Love Me Do all’ultimo The Long And Winding Road, con il libro The Beatles Revolution (in edicola dal 3 ottobre al prezzo di 7,90 euro) realizzato da alcune delle firme più prestigiose del giornale (Gino Castaldo, Filippo Ceccarelli, Gabriele Romagnoli, Michele Serra, Vittorio Zucconi) nel quale la parabola della band verrà riproposta anche attraverso moltissime fotografie: nelle prossime pagine potete leggerne un estratto in anteprima. Un’occasione per mettere insieme 50 anni di storia collettiva, una storia che abbiamo tutti contribuito a scrivere, al ritmo della musica dei Beatles.


Paul McCartney alla prima di "Magical Mystery Tour"

Photo: Photo: Getty



Paul McCartney ha  partecipato ieri sera alla premiere della versione restaurata di"Magical Mystery Tour" al BFI di Londra (British Film Institute).Presenti alla serata anche molti nomi noti dell sopettacolo come Liam Gallagher e Paul Weller, il primo accompagnato dal figlio Gene e dal compagno di band sia nei Beady Eye che negli Oasis Gem Archer e Giles Martin, figlio del produttore dei Beatles George Martin, che su Twitter ha scritto: "Prima proiezione di Magical Mystery Tour, mi sono seduto accanto a Paul. E' stato fantastico!" 

"Magical Mystery Tour" di nuovo al cinema!


A grande richiesta, dopo il successo di critica e di pubblico 
torna al cinema "Magical Mystery Tour", il più visionario film dei Beatles. Un'opportunità da non perdere per chi non l'ha ancora visto.

Ecco le nuove date e i cinema nei quali sarà possibile vedere il film:
ABRUZZO 
Montesilvano
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

Teramo
Smeraldo
www.multisalasmeraldo.net
10/10/2012


CALABRIA
Catanzaro
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012
 
Lamezia Terme
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012


CAMPANIA
Napoli
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012


Nola
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012


Salerno
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012


EMILIA ROMAGNA

Bologna
Odeon
www.circuitocinemabologna.it
03/10/2012

Bologna
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012


Parma
The Space Cinecity
www.cinecity.it
16/10/2012

Parma
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012
FRIULI VENEZIA GIULIA 
Pradamano
The Space Cinecity
www.cinecity.it
16/10/2012

Trieste
The Space Cinecity
www.cinecity.it
16/10/2012


LAZIO
Guidonia
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

Roma
The Space Parco de' Medici
www.thespacecinema.it
16/10/2012

Roma
Nuovo cinema Aquila

05/10/2012


LIGURIA

Genova
The Space
www.thespacecinema.it/
16/10/2012

LOMBARDIA

Cerro Maggiore
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012
 
Milano
The Space Odeon
www.thespacecinema.it
16/10/2012

Montebello della Battaglia
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

Rozzano
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

Vimercate
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

PIEMONTE
Beinasco
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

Torino
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

PUGLIA
Casamassima
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

Surbo
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

SARDEGNA
Quartucciu
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

Sestu
The Space Cinecity
www.cinecity.it
16/10/2012

SICILIA
Belpasso
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

TOSCANA
Firenze
The Space
www.thespacecinema.it
16/10/2012

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martedì 2 ottobre 2012

Paul McCartney alla cerimonia funebre in memoria dell'attore Victor Spinetti


Paul McCartney frequenta il memoriale per Victor Spinetti Martedì in Regno Unito.


Paul McCartney attends the memorial for Victor Spinetti Tuesday in the UK.

Paul McCartney attends the memorial for Victor Spinetti Tuesday in the UK.

Paul McCartney attends the memorial for Victor Spinetti Tuesday in the UK.

Paul McCartney attends the memorial for Victor Spinetti Tuesday in the UK.

Paul McCartney era tra i partecipanti al servizio funebre in memoria dell'attore Victor Spinetti tenutosi martedì nel Regno Unito. Spinetti è morto  nel giugno scorso dopo una battaglia contro il cancro.

L'attore che aveva 82 anni ha recitò in tutti e tre i film dei Beatles. Fu il regista TV nervoso in "A Hard Day's Night", lo scienziato pazzo in "Help!" e l'ufficiale militare in "Magical Mystery Tour", che proprio la prossima settimana uscirà su DVD.

"Lui amava i Beatles e diventarono suoi grandi amici," disse il suo agente Barry Burnett dopo la sua morte.
Al servizio hanno partecipato anche numerosi attori britannici e celebrità, tra cui Twiggy la nota modella degli anni '60.