mercoledì 17 ottobre 2012

Porta a Porta : la replica di Marino Bartoletti

Tutti i fan dei "Bitels" che la settimana scorsa si sono sentiti offesi dalle tante "inesattezze" dette durante il programma "Porta a Porta" stavano aspettando questo momento...compresa me. 
Ora è arrivata puntuale la replica di Marino Bartoletti. 
Eccovela fresca fresca dal web (DaThe Beatles Forum ..Un grazie ad Andrea)

"Chi segue questo sito sa che non sono io a gestirlo (ne' questo, ne' tanti altri che portano il mio nome), bensì' un generoso amico che non conosco. Io non possiedo alcun sito ufficiale: per scelta personale, per desiderio di intimità', per la serietà' e la continuità' che imporrebbe un impegno del genere, per non cedere alla tentazione di entrare in polemiche che ritengo sterili (perché' spesso alimentate da persone che non avrebbero mai il coraggio di guardarti negli occhi). Mi costa molto, questo si', non poter ringraziare le centinaia di amici che mi incoraggiano e mi fanno (spesso immeritati) complimenti: ma credo che loro mi perdonino e mi apprezzino così' come sono, riservato e fuori dal coro.
Non credevo che cinque-sei cose dette sui Beatles in una trasmissione "non specializzata" (dopo aver premesso - come tutti hanno sentito - la mia ovvia e infinita ammirazione e gratitudine, definendoli una delle due sole icone della storia della musica di tutti i tempi) potessero scatenare reazioni da ultras. Non possedendo argomenti altrettanto eleganti per replicare a chi mi invita a "andare a fare in culo", o a chi e' stato preso da "conati di vomito", o a chi si duole perché' "nessuno mi ha ancora sputato in faccia", mi piace fare una piccola eccezione al mio silenzio per rispondere - per tutte - alla lettera, tanto critica quanto civile, dell'amico Gian Luigi Medici.
Chi ha visto e soprattutto....ascoltato la trasmissione con un minimo di serenita' e di onesta' intellettuale non può' non aver capito il mio amore infinito verso quei quattro "campioni" e verso quello che hanno significato per me e per tanti ragazzi di almeno tre generazioni (ovviamente, soprattutto, la mia)! Personalmente trovo ingrato fare "classifiche" su "chi è' stato più' bravo di chi" (certo, Ringo non è' stato il più' grande batterista della storia, ma era UN BEATLES, e questo mi basta! George invece era una chitarrista - e non solo - di dimensioni mondiali, anche se il suo talento artistico e' stato fatalmente schiacciato "prima e dopo" dai due leader indiscussi del gruppo). Chi crede di sapere tutto su equilibri, gerarchie e influenze interne ha visto e letto le stesse cose che ho visto e letto io (forse qualcuna di meno): personalmente ho stretto la mano a uno solo di loro, Paul Mc Cartney, e tengo religiosamente per me il senso di quel momento di emozione e sicuramente di commozione. Paul e' stato indiscutibilmente il talento musicale migliore "all'interno del gruppo" ( e certamente nel periodo "comune", ha scritto le canzoni che più' di tutte ne hanno fatto la storia: anche se formalmente John - al di la' dell'agreement sulla doppia firma - ne ha scritta qualcuna più di lui). Non solo: ma Paul e' stato forse la vera "voce" dei Beatles, eseguendo quelle canzoni che più' di altre hanno inciso nella fantasia popolare. Proprio per questo, dopo lo scioglimento, e' stato quello che nella sua carriera individuale ha coltivato meglio la memoria eseguendo, sono mie parole, "concerti indimenticabili" (anche se a John purtroppo e' mancato il tempo per fare altrettanto). La mia convinzione, spero senza suscitare altri isterismi degni di miglior causa, e' che comunque la sua vena creativa si sia espressa al meglio nel periodo "comune" ( a parte canzoni indubbiamente buone che Gian Luigi correttamente elenca e a parte anche memorabili divertissement del tipo di "Ebony and Ivory"), ma l'unica canzone veramente ETERNA del "dopo" l'ha scritta John. Così' come John, piaccia o no ai cafoni da curva che ammorbano anche la musica con i loro latrati, e' stato se non il "capo" certamente il fondatore del gruppo (come rivendica, senza possibili repliche, nell'ormai celebre lettera a Paul del 1971).
Io non ho "insultato" Paul rammentando il cattivo esito della sua esibizione alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi. Ho solo sottolineato (certo non pretendendo...di influenzarlo) che anche per lui dovrebbe arrivare il tempo della riflessione e della consapevolezza: proprio nel ricordo e nel rispetto di quello che di IMMORTALE ha saputo offrirci. Il grande fuoriclasse, nella musica, come nello sport, sa fermarsi un momento prima, mai un momento dopo!"
Marino Bartoletti

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1 commento:

  1. Penso che abbia fatto molto goffamente un passo indietro, rendendosi conto delle cazzate che ha detto. Ci spieghi in base a cosa si sente di dire che Paul avrebbe fatto l'ex Beatles per tutta la vita, quali sono i concerti che ultimamente ha seguito per potersi permettere di dire che dovrebbe non apparire più in pubblico e quali sono gli album da solista che ha ascoltato. Per carità, di album pessimi Paul certamente ne ha pubblicati...Ma molti sono dei veri capolavori

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