mercoledì 14 novembre 2012

Una nuova registrazione rivela ciò che i Beatles pensavano realmente di Elvis



Un'intervista ai Beatles rimasta nascosta per anni ha rivelato quello che la band pensava  veramente di Elvis.
La registrazione contiene una conversazione tra il deejay americano 
Jerry G Bishop e i Beatles durante il loro tour americano nell'estate del 1965. Rimasta nelle mani di una casa discografica di Los Angeles la registrazione sta per andare all'asta a Londra (alla fine di novembre 2012), prezzo di partenza 35 mila sterline. Nella conversazione, avvenuta subito dopo il primo incontro tra i Beatles e Elvis, Paul McCartney esprime tutta la sua delusione: "Bè certo, da quando avevo 16 anni ho amato le canzoni di Elvis. Noi stessi suonavamo un sacco di suoi brani fino a quando abbiamo iniziato a fare musica nostra... ma le nuove canzoni non mi piacciono nemmeno la metà.. glielo abbiamo anche detto ieri sera".
Elvis Presley.
Presley in quel periodo aveva pubblicato poche canzoni e raramente faceva apparizioni in pubblico. Si era concentrato invece sulla produzione cinematografica. "Gli abbiamo chiesto perché si stia dedicando solo ai film senza curarsi più delle proprie apparizioni pubbliche. Sì, penso che gli piaccia davvero tanto fare cinema… ma per quanto riguarda la nostra band, non potremmo farcela senza farci vedere in giro. Ci annoieremmo molto" disse John Lennon nella conversazione". E quando Bishop chiese se ci fosse una possibilità di una collaborazione tra i Beatles ed Elvis Lennon risponde: "A nessuno di noi è mai piaciuta l’idea di prendere due persone e metterle insieme per fare canzoni. Odierei un album come questo". Ted Owen della casa d'aste Fame Bureau ha detto: "Questo nastro è genuino e completamente inedito. Per la prima volta possiamo sentire quella che è stata la vera reazione dei Beatles dopo l’incontro con Elvis. I Beatles rilasciarono un incredibile numero di interviste, tutte caratterizzate da un generale sarcasmo, ma il rapporto tra la band il deejay Jerry G Bishop era differente. Lo avevano preso in simpatia, erano sulla stessa lunghezza d’onda. E quindi lui aveva iniziato a seguirli nel tour e a viaggiare con loro".


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