giovedì 29 agosto 2013

Ecco il singolo "NEW".




Ecco in anteprima il nuovo singolo di Sir Paul, dal titolo"New".
A sei anni di distanza dall'album Memory Almost Full il nostro Sir preferito torna con l'album dal titolo "New", un album di 12 inediti che uscirà il 14 ottobre prossimo e che sarà preceduto dal singolo omonimo che da oggi è possibile ascoltare e scaricare su iTunes. 

Il singolo prodotto dal celebre Mark Ronson, è un classico brano alla Paul McCartney, molto melodico e allegro, che a mio parere ricorda molto "Got to get into my life". Ha delle parole bellissime, dedicate alla moglie Nancy: "all my life i never knew what i could be what i could do till we were new".
Nell'album invece ci saranno dodici brani inediti ai quali hanno lavorato, oltre allo stesso Ronson, anche Giles Martin, Ethan Johns, e Paul Epworth. Lo stesso Paul parlando dell'album aveva detto che era "un album alla Paul McCartney"  e a giudicare dal singolo è proprio così. Per scaricare il brano andate su http://smarturl.it/PMnewiTunes .

martedì 20 agosto 2013

Elvis Presley a Nixon: "Sig. Presidente cacciamo i comunisti e i Beatles”

Elvis Presley.

Da www.blitzquotidiano.it/opinioni/alessandro-camilli-opinioni/elvis-presley-richard-nixon-comunisti-beatles-fbi-1645983/

“Signor presidente, i nemici dell’America vanno fermati. Primi fra tutti i comunisti e poi i Beatles che vengono da noi, prendono soldi e tornano in Inghilterra per denigrare il nostro Paese. Io sono pronto a fare la mia parte e per questo le chiedo di arruolarmi come agente segreto”. Firmato Elvis Presley. Sembra, ma non è, uno scherzo. E’ invece il senso di una lunga lettera che il re del rock scrisse all’allora presidente degli Stati Uniti Richard Nixon e che un libro in uscita oltreoceano svela.

Il presidente Nixon, passato alla storia più che per la sua politica per lo scandalo Watergate, su indicazione dei suoi consiglieri, ricevette Elvis alla Casa Bianca e, pur non arruolandolo come agente segreto, gli concesse una tessera ad honorem, praticamente una falsa tessera ufficiale, dell’Fbi. Non era la prima che Presley otteneva e, anche se non sconfisse la minaccia rossa e nemmeno riuscì ad arrestare John, Paul, Ringo e George, fermò una montagna di motociclisti ed automobilisti indisciplinati, regalando loro una storia con i fiocchi da raccontare a casa, come giustamente commenta su la Stampa di sabato 17 agostoVittorio Sabadin.

Racconta Vittorio Sabadin su La Stampa:


“Nel dicembre del 1970, a bordo dell’aereo che lo stava portando a Washington, Elvis Presley chiese a una hostess dei fogli di carta intestata dell’American Airlines per scrivere a Richard Nixon una delle più strampalate lettere mai ricevute da un presidente degli Stati Uniti. Lottando disperatamente con la sintassi e ponendo le maiuscole dove capitava, l’idolo dei teenager americani esordiva in modo formale: ‘Caro Signor Presidente, Innanzi tutto vorrei presentarmi: sono Elvis Presley e l’ammiro e Ho un Grande Rispetto per la sua funzione’. Seguivano cinque pagine piene di stravaganti considerazioni politiche sui valori dell’America, minacciati da nemici occulti e determinati: i comunisti, innanzi tutto, ma anche la droga, gli hippies, gli studenti, le Black Panthers e, ultimi ma non meno pericolosi, i Beatles”.



La lettera in questione, rimasta sconosciuta per anni, è tornata alla luce grazie alle anticipazioni del Daily Mail su un libro in uscita. Elvis, il re del rock, voleva fare la sua parte per l’America. Era certo che la sua fama e la sua “professione” lo rendessero l’agente segreto ideale: insospettabile e in grado di muoversi, magari un po’ vistosamente, ovunque nel mondo. E per questo chiese, nero su bianco, di essere nominato agente segreto nel Federal Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs, e di poter ricevere la tessera che gli agenti mostravano nei film prima di aprire il fuoco contro gli spacciatori. Richiesta di per sé singolare, se non farneticante, ma ancor più folle alla luce della abitudini di Elvis, abituale consumatore di anfetamine e barbiturici, droghe che lo uccisero nel 1977, al netto dei moltissimi pronti a negare sia mai davvero morto e dei non pochi che ogni tanto lo avvistano, un po’ lui e un po’ gli Ufo, la platea è la stessa.

Evidentemente però il re del rock non vedeva questa leggera incompatibilità tra abituale consumatore di droghe e giustiziere che il traffico di droga voleva eliminare. I suoi nemici, gli obiettivi da colpire erano per lui infatti chiarissimi: la droga, non la sua, gli hippies, gli studenti, le pantere nere, ovviamente i comunisti e soprattutto i Beatles. I pericolosissimi Fab Four, comunisti, drogati e nemici dell’America.

Per convincere Nixon, Elvis spiegò che aveva studiato a lungo l’abuso di droghe e anche le tecniche di lavaggio del cervello dei comunisti. E poi lui era un cantante, nessuno dei nemici dell’America lo considerava un suo nemico, e avrebbe dunque potuto agire senza ingenerare sospetti.

“Appena atterrato – continua Sabadin -, Elvis consegnò personalmente la busta al cancello della Casa Bianca e attese una risposta in albergo, dove si era registrato con il nome di Jon Burrows. Quando i consiglieri di Nixon gli portarono la lettera, nello Studio Ovale si tenne una riunione davvero singolare. Dopo animate discussioni, Egil Krogh, che tre anni dopo sarebbe finito in carcere per il Watergate, suggerì al presidente di ricevere Presley: non poteva fare danni e lo avrebbe aiutato a conquistare i voti dei giovani. Elvis si presentò nella West Wing con un abito nero di velluto e una camicia dal colletto aperto, e con l’abituale cinturone dalla enorme fibbia dorata e decorata con diamanti. (…) I Beatles, disse Presley, erano tra i peggiori nemici, perché venivano negli Stati Uniti, prendevano i soldi e tornavano a Londra solo per denigrare l’America. Nixon gli concesse una tessera d’onore di agente federale e Presley gli mostrò orgoglioso le altre tessere di decine di dipartimenti di polizia che aveva collezionato”.



giovedì 8 agosto 2013

It was 44 years ago..


L'8 agosto 1969, alle 10,30 di mattino, i Fab Four attraversarono le strisce pedonali di Abbey Road e scattarono la foto che sarebbe diventata un'icona nel mondo e che avrebbe fatto da copertina a uno degli album più rappresentativi e famosi di sempre. E' universalmente riconosciuta tra le tre più belle copertine di tutti i tempi, una delle più famose e più copiate. 
Ma Abbey Road..non è solo una foto, ma anche il famosissimo ultimo lavoro in studio dei Beatles ..secondo me, uno dei loro migliori album. Una pietra miliare della storia del rock, un capolavoro fatto di canzoni bellissime..dei gioellini.

Per la realizzazione dell’album i quattro si ritroveranno poche volte tutti insieme contemporaneamente in sala di registrazione- La maggior parte del lavoro di “Abbey Road” verrà compiuto infatti come solisti, sovraincidendo le singoli parti. Ciononostante risulterà essere l’album più “di gruppo”, il più beatlesiano mai inciso dai Beatles, ancor più del “White Album”. Una magia fatta da un Lennon nella sua nuova fase “blues”, da un Harrison che inizia il suo “magic moment” musicale (le splendide “Something” e “Here Comes the Sun” portano la sua firma), da Ringo Starr sicuramente più attento nella ritmica e negli arrangiamenti (si produrrà nell’unico assolo di batteria della sua carriera) e da McCartney che impone, genialmente, nel lato B il medley, ossia una serie di canzoni tutte collegate una all’altra come in un’unica traccia, quasi in maniera sinfonica... “Golden Slumbers”,“Carry That Weight”,“You Never Give Me Your Money” ..“The End”, di fatto l’ultimo pezzo del disco,
Un gioiello di album insomma.  Basta guardarlo da fuori per capire da subito che non è un disco qualunque. 

E si ritorna alla foto della copertina, una foto molto banale ma di grande impatto, geniale! Venne scattata dal fotografo Iain Macmillan sul passaggio pedonale di fronte agli Abbey Studios e passerà alla storia, come tante altre icone beatlesiane, al punto che il Maggiolino parcheggiato sul marciapiede verrà venduto all'asta da Sotheby's nel 1986.
Senza contare le voci sulla morte di Paul McCartney dovute anche ad alcuni particolari della copertina: Paul è il penultimo della fila e cammina a piedi nudi, reggendo una sigaretta con la destra anche se è mancino...e sulla targa di quel maggiolino bianco si legge "28IF" ("28 SE", interpretato come "28 anni SE fosse ancora vivo")
Lo stesso Paul ci ha scherzato sopra molte volte: "Si disse che siccome io ero scalzo ero morto ...Non vedo proprio nessun collegamento tra le due cose".


Chi di voi, essendo un grande fan dei Beatles, non ha mai desiderato di andare almeno una volta nella vita ad Abbey Road e di farsi immortalare mentre attraversa quelle strisce pedonali? Io per non smentire la mia fama di beatlesiana doc l'ho fatto...anche se non scalza.
E pensare che l'album avrebbe dovuto chiamarsi Everest, ma non avendo il tempo di andare sull'Himalaya a fare le foto per la cover si decise di omaggiare la strada davanti agli studi delle EMI, scegliendo quel nome che per tutti i fan ancora oggi..ma non solo....è un culto...:Abbey Road.

L'album uscirà nei negozi il 26 settembre 1969, creando una magia che dura da più di quaranta anni...ed entrando nel mito.


“and in the end the love you take is equal to the love you make”