mercoledì 9 gennaio 2013

Quando lei si rasò i capelli per la malattia, lui le sussurrò:"Così sei più bella".



Paul la vide di sfuggita in un locale. Si avvicinò e parlando con lei tornò ad essere il ragazzo timido di un tempo. Da quell'istante non si lasciarono più. E, per 30 anni, non ci fu notte che non abbiano dormito insieme. Finchè il nero destino non li separò per sempre.

di Valeria Chierichetti


Londra 1967. Gente stipata ovunque, quella sera al Bag O'Nails. Suonano George Fame e lui, già celebre, è lì ad ascoltarli. La ragazza entra con un gruppo di amici. Lui si volta. Si perde di nuovo nella musica. Si volta ancora. E' bella. Di una bellezza angelica, semplice. Grandi occhi, Capelli lisci, biondi. Minuta, aggraziata nel suo cappottino di velluto da cui spunta una camicia bianca. Lui distoglie lo sguardo. Poi ritorna su di lei. C'è qualcosa che va oltre l'attrazione, lo sente. In quel viso vede il suo destino, anche se al momento non se ne rende conto. Anche la ragazza lo guarda. I loro occhi s'incontrano per una frazione di secondo. Ma poi insieme abbassano lo sguardo. L'amore, quello grande, spesso inizia così. Nel pudore. Il concerto finisce. Confusione. La ragazza è sparita. Lui la cerca. Capelli biondi e lisci, un cappottino nero. Si fa largo tra la gente, raggiunge la porta d'uscita del locale. Forse se n'è già andata, chissà, ma lui resta lì comunque, il cuore sospeso. Eccola. Non gli viene in mente nulla di strepitoso da dire e allora, come un ragazzino, la ferma dicendole la cosa più banale, mio Dio, la cosa più stupida del mondo:"Io mi chiamo Paul e tu?". Lei sorride. Se ne vanno insieme in un altro locale. Ignari che quel loro amore durerà per più di 30 anni. E non passeranno mai una notte separati l'uno dall'altra.

E' il 12 marzo 1969. Sempre a Londra, nell'ufficio matrimoni di Marleybone. Lei in un cappottino giallo che richiama la cravatta gialla di lui. Si stanno sposando. Paul e Linda si stanno sposando.

Linda, The Lovely Linda, canterà in futuro. Gli è entrata nella vita come il sole, dirà ancora. Il giorno prima avevano viaggiato su e giù per Londra, dentro una carrozza della metropolitana. A lui piace la metropolitana, mischiarsi tra la gente senza farsi riconoscere. Poi il vagone si era svuotato. Paul aveva preso la macchina fotografica e aveva immortalato Linda. Giacca scura, niente trucco, viso intenso, bellissime mani. Una donna, non una delle solite ragazze che aveva avuto fino ad allora. Una madre, già con una bambina di cinque anni.

Lei sapeva affrontare la vita con tranquillità. Lei lo aveva catturato, riportandolo con i piedi per terra. Tendeva a smarrirsi, lui. Lei gli aveva teso la mano, amichevole, Ora su quella mano brillava la fede. E lui, Paul, la guardava orgoglioso.

Una giornata qualunque, qualche anno più tardi, a Campbeltown, in Scozia. Sole pallido che filtra dalla piccola finestra. Paul si sveglia. Sbadiglia, si stiracchia, infila una vecchia vestaglia a quadri che gi pizzica un pò sulla pelle. Esce di casa. I bambini, in pigiama, si rincorrono nel prato con Poppy, il labrador. Cielo e boschi. Boschi e cielo. Solo uno steccato davanti alla loro fattoria. Paul sale sullo steccato. I bambini lo guardano affascinati. Ci cammina sopra, un piede dopo l'altro. Traballa. Sta per perdere l'equilibrio. Linda lo fotografa in quel preciso istante. "Con me non cadrai, ti terrò sempre per mano", gli disse dopo. E' stata Linda a fargli scoprire quella vita. Basta Londra. Il tempo che gocciola lento. Ogni goccia, una goccia di piacere. Anche in quel pizzicore rassicurante della vecchia vestaglia. Una tazza di tè. I loro sguardi che s'incrociano come quella sera al Bag O' Nails. Vestirsi, sellare i cavalli. Andare. Paul ha sempre paura di smarrirsi. Linda invece vuole perdersi. Soprattutto lì, a Campbeltown. Al passo, attraversano i boschi, salgono su fino a una collina. Gli occhi di Linda si riempiono di verde. Poi giù al galoppo. Una corsa sfrenata fino in paese. Ridono. I quattro pensionati seduti sulla panchina li guardano stupefatti come sempre. Linda li chiama "le vecchie pettegole". Ma li adora. Ci fa sempre due chiacchiere. E lui adora guardarla. Così a suo agio, così naturale, sia che parli con "le vecchie pettegole" sia con la Regina. Ritorno a casa. Profumo si shepherd's pie. I bambini intorno al tavolo. Il camino acceso. Linda che si esercita con lui al pianoforte. Poi la notte. Ogni notte Paul si addormenta stupefatto. La felicità è fatta di niente.



Di nuovo a Londra. Paul e Linda sul palco. Insieme. Paul intona My Love, la canzone che ha scritto per Linda. Il pubblico canta con loro. Vorrebbero toccarli. Non è solo la musica, non sono solo le parole, semplici e struggenti. La gente vorrebbe soltanto rubare un pò di quel loro amore. Portarselo a casa. Riversarlo su altri amori meno fortunati. Linda guarda Paul. Non è cambiato nulla. Qualche ruga in più. I figli cresciuti. Il ricordo genera sempre rimpianti. Rimorsi. Per Linda e Paul non è così. Un'anima sola, benedetti dal destino, per loro il passato si confonde con il presente. In una continuità senza scosse, sussulti, soprassalti. Non si fanno domande. L'amore non li lascia mai. Ognuno ha in mano il cuore dell'altro. Come dice la canzone di Paul.

Parigi, ottobre 1997. Paul stringe la mano di Linda seduta accanto a lui in prima fila. La guarda. Ma non è più quello sguardo di una volta. La guarda e gli viene da piangere. Si trattiene. Oggi è una giornata speciale. Il debutto di Stella come stilista e Linda tocca il cielo con un dito, per quella sua figlia così promettente. Buio in sala. Poi le note inconfondibili di "All You Need Is Love". Un omaggio di Stella ai suoi genitori. Modelle che avanzano. Colori, forme, idee, la musica dei Beatles, e quell'"all you need is love" che quasi fa alzare la gente a ballare. Paul invece sprofonda. Sì. l'unico bisogno che abbiamo al mondo è l'amore. E lui lo sta perdendo. Linda sta scivolandogli via. E' già malata. Sa che sta per morire, ma non vuole ammetterlo. Troppa voglia di vivere. Di amare. Lui ha deciso di rispettare il suo silenzio. Qualche mese prima aveva perso i capelli. Ora le stanno ricrescendo e lui le ha detto che così, con i capelli cortissimi, è molto chic. La musica dei Beatles continua incessante. Beffarda. Stella esce per l'applauso. Linda applaude con tutte le sue forze. Paul cerca di fare lo stesso. Anche se dentro è come morto.                             



15 aprile 1998, Tucson, Usa. Ancora loro due. Linda è stremata. Ma lotta e sorride. Paul piange di nascosto. Linda gli chiede ancora una volta di accompagnarlo a fare una passeggiata a cavallo. Paul acconsente. Sa che è l'ultima volta. Linda in sella. Lui dietro, la segue e piange. Solo quella canzone in testa, scritta con i Beatles. When i'm sixtyfour : quando avrò 64 anni mi amerai ancora? Darebbe qualsiasi cosa per una vecchiaia con Linda. In Scozia. I capelli bianchi, come le "vecchie pettegole". Linda muore due giorni dopo.

Da F del 31 ottobre 2012.

1 commento:

  1. storie uniche, che pochi credo, possano vantare. Come me purtroppo...impossibile,anche appunto dopo esatti 30anni!

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