mercoledì 8 dicembre 2010

L'ultima intervista di John Lennon.






Il 5 dicembre 1980, tre giorni prima che fosse assassinato, John Lennon rilasciò un'intervista a Jonathan Cott, un lungo colloquio di nove ore per la rivista Rolling Stone. Estratti dall'intervista erano già apparsi nel numero di novembre di Rolling Stone che rendeva omaggio a John Lennon, ma Cott non aveva mai trascritto tutti i nastri dell'intervista. Da 30 anni giacevano nella parte posteriore del suo armadio.


"All'inizio di quest'anno stavo riordinando nel mio armadio per trovare alcuni file, quando mi sono imbattuto in due nastri a cassetta con su scritto 'John Lennon, 5 Dicembre 1980,'" dice Cott. "Non li vedevo da trent'anni e quando li ho ascoltati, quella voce viva, esaltante ha iniziato a parlare su quella magica striscia di nastro magnetico".


L'ultima intervista dell'ex Beatle a un giornale è finalmente nelle edicole questo venerdì nel numero di Rolling Stone omaggio a John Lennon nel 30 ° anniversario della sua morte. Nella sincera intervista John Lennon si lamentò dei fan e dei critici"Quello che vogliono è eroi morti, come Sid Vicious e James Dean", dice Lennon nell' intervista. "Non mi interessa essere un fottuto eroe morto... perciò lasciali stare". L’ex star dei Beatles predisse anche che i critici si sarebbero accaniti contro Bruce Springsteen, allora salutato come il futuro del rock: "E Dio aiuti Bruce Springsteen nel momento in cui decideranno che non è più un Dio. Gli volteranno le spalle, spero sopravvivi". John si disse ottimista sulla sua famiglia e sul suo futuro, affermando di avere "tanto tempo" per raggiungere alcuni dei suoi obiettivi. Parlò quindi dei suoi sforzi per essere un buon padre con il figlio Sean, ammettendo di non essere molto bravo a giocare con lui, e del suo forte legame con la moglie Yoko Ono: "Ho deciso di lavorare con solo due persone: Paul McCartney e Yoko Ono. Non è una cattiva scelta".


Il sostegno alla pace nel mondo A quarant'anni, Lennon rifletteva anche su quanto fatto nella sua vita, dicendosi ancora molto impegnato a sostegno della pace nel mondo: "Non ho mai rivendicato alcuna divinità, né purezza di anima, né ho detto di avere le risposte della vita. Ho solo cantato e risposto a domande nel modo più onesto che potevo. Ma credo ancora nella pace, nell’amore e nella comprensione". Jonathan Cott intervistò Lennon nel suo appartamento e nel suo studio di registrazione. L’intervista era stata pensata come storia di copertina per l’uscita del nuovo album di Lennon e Ono, Double Fantasy, ma dopo la sua morte ne vennero pubblicati solo alcuni stralci. Cott ha precisato di non aver mai riascoltato le tre ore di registrazione, fino a qualche mese fa, quando si è imbattuto nell’intervista svuotando i cassetti: "All’improvviso ho sentito la sua voce, così incredibilmente viva. Mi sono sentito tanto ispirato da decidere di trascriverla tutta".

Nella rivista è possibile vedere tante foto inedite di John.


Qui potete ascoltare le clip dell'ultima intervista di John Lennon


Da www.rollingstone.com/music/news/68404/239168

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