martedì 17 gennaio 2012

Suor Orsola: laurea honoris causa per Paul McCartney

Paul McCartney a Napoli dopo 20 anni dall’ultimo concerto nel capoluogo partenopeo. Non sul palco, stavolta, ma in un’aula universitaria, con lectio magistralis alla mano e laurea honoris causa da appendere alle pareti. Questo è, almeno, ciò che si augura il senato accademico del Suor Orsola Benincasa, ateneo che a fine novembre scorso inoltrò la richiesta agli uffici londinesi dell’ex Beatles. Nulla di ufficiale, per ora. Ma la proposta fa già discutere: una bella vetrina per l’università di Corso Vittorio Emanuele, ma anche un riconoscimento agli indubbi meriti artistici e imprenditoriali di McCartney che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe diventare Dottore in Imprenditoria e creatività per il cinema, la radio e la televisione. Campania su Web ha quindi raccolto le opinioni dei potenziali “colleghi” del grande chitarrista: gli studenti del Suor Orsola. Opinioni che spaziano dalla “semplice trovata di marketing”, alla messa in discussione della legittimità stessa di una Laurea Ad Honorem. Non mancano, certo, le opinioni meno critiche, soprattutto di chi riconosce la grande valenza di un personaggio che ha segnato indelebilmente il panorama artistico del Novecento, non solo musicale. Ma passiamo la parola agli studenti, ai microfoni di Enrico Nocera e Luca Garzia.
LA PUBBLICITÀ FA MALE? – Trovata pubblicitaria, declinata nell’accezione più negativa del termine. Quasi uno “svendersi” dell’ateneo agli imperativi del mercato, per usare le parole di uno degli studenti intervistati. “Ma se così fosse avremmo inoltrato la richiesta molto prima, subito dopo i concerti che McCartney tenne l’anno scorso a Milano e Bologna – sottolinea il preside di Scienze della Formazione, Enricomaria Corbi, raggiunto dai nostri microfoni – non è solo una trovata pubblicitaria”. Il preside è sicuro della decisione presa dal senato accademico: si può anche parlare di manovra pubblicitaria, ma senza per questo demonizzarla. Ribalta la questione e ne trae spunti positivi: “Questa può essere una grande occasione di rilancio per Napoli e tutto il Meridione, in un’epoca in cui si parla di noi solo per questioni legate all’immondizia e quant’altro”. Ascoltiamo, quindi, le parole del preside.
MCCARTNEY: NUOVA VITA ALL’HONORIS CAUSA – Al di là del marketing, dell’immagine, dei futuri studenti possibilmente attratti da un laureato illustre, restano i meriti dell’artista. Questa l’opinione di Michelangelo Iossa, giornalista, ricercatore universitario al Suor Orsola Benincasa, ideatore e curatore della mostra “Rock”, che in questi giorni ha luogo al Palazzo della Arti di Napoli, in via dei Mille. Autore, assieme a Carmine Aymone, di un libro che racconta l’unico concerto che l’ex Beatles tenne in Piazza Plebiscito vent’anni fa, Iossa va oltre: non solo è giusto conferire la Laurea ad Honorem a McCartney, ma questa scelta potrebbe ridare nuova linfa a questo tipo di riconoscimento accademico, svalutato da scelte non proprio felicissime (o comunque poco pertinenti) compiute negli ultimi anni da molti atenei (Valentino Rossi e Vasco Rossi per Scienze della Comunicazione, Carlo Verdone per la Medicina): “Sì alla laurea honoris causa – ci dice Iossa – basta che la scelta sia legittimata. Nel caso di McCartney, abbiamo una serie di esempi che ci aiutano a capire come, in tal caso, lo sia pienamente…”
FAZIONI ACCADEMICHE – L’interrogativo resta quindi aperto: da un lato chi riconosce ogni merito possibile e immaginabile al baronetto d’oltremanica, tranne quello connesso alla carriera accademica. Dall’altro chi sottolinea come coloro che hanno dimostrato, nell’arco di una vita intera, applicazione pratica delle nozioni apprese in aula, meritano questo e altro, fornendo il buon esempio a chi “sgobba” sui libri. Ma l’elemento di maggior interesse è forse quello che esula dalla diatriba specifica, e che riguarda l’esistenza stessa di tale riconoscimento universitario: “Nessuno dovrebbe avere la Laurea ad Honorem” ci dicono alcuni degli studenti interpellati. Concezione alimentata da alcuni esempi che potremmo definire quantomeno discutibili, come i già citati Rossi della moto e della musica o del Verdone del grande schermo, grande attore e conoscitore di cinema presso cui difficilmente manderemmo in cura i nostri cari. A McCartney, quindi, potrebbe toccare un compito ben più arduo della lectio magistralis:  far riconquistare credibilità a un titolo che negli ultimi anni è stato svenduto come caramelle al bar del paese.

1 commento:

  1. fan dei beatles e di paul ,che negli anni ha saputo trasmettere ai più giovani l'eco della loro storia unica nel panorama musicale mondiale,trovo l'iniziativa della sant'orsola sempicemente fantastica: PAUL merita non una ma cento lauree honoris causa, per la grande emozione che continua a trasmettere a milioni di persone. Speriamo che accetti. Quel giorno per Napoli sarà una grande festa, alla faccia di qualche pseudo-intellettuale che potrà storcere il naso finchè vorrà, ma mai e poi mai riuscirà a trasmettere un briciolo dell'emozione che quest'uomo ci ha regalato!

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